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Trump, nuovo attacco al Papa: “Qualcuno dica al Pontefice che l’Iran ha ucciso 42.000 persone”

Trump, nuovo attacco al Papa: “Qualcuno dica al Pontefice che l’Iran ha ucciso 42.000 persone”
Donald Trump (Imagoeconomica)

L’ennesimo attacco di Trump all’indirizzo di Papa Leone sui social in queste ore.

“Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l’attenzione. L’America è tornata!”. Lo scrive in queste ore sui propri social di riferimento il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, tornando ancora ad attaccare Papa Leone dopo il grande polverone a livello mediatico (nel mondo) di queste ore.

Trump: “Credo che l’Iran voglia fare accordo a tutti i costi”

“Se partissimo in questo momento esatto” dall’Iran, “ci metterebbero vent’anni a ricostruire il loro Paese. E non abbiamo ancora finito. Vedremo cosa succede, ma penso che vogliano fare un accordo a tutti i costi”. Lo dice il presidente Usa Donald Trump intervistato da Maria Bartiromo di Fox News. In uno stralcio dell’intervista anticipato dalla giornalista sul suo profilo X, Trump spiega così il motivo per cui ritiene la guerra contro Teheran “praticamente finita”. In merito all’attacco contro Teheran, “ho dovuto cambiare direzione – ribadisce Trump – perché  se non lo avessi fatto oggi avremmo un Iran con l’arma atomica e se l’avessero avuta oggi chiameremmo tutti in quel Paese ‘signori’ e non credo che lo vogliamo”.

Nyt: “La prossima decisione di Trump è se sequestrare il nucleare dell’Iran”

Intanto, secondo il New York Times, la prossima decisione di Donald Trump sarà se, a prescindere dai rischi, sequestrare o distruggere il materiale nucleare iraniano quasi a livello di bomba che si ritiene sia immagazzinato ancora sotto una montagna a Isfahan. Stando al giornale statunitense, l’operazione sarebbe fra le più audaci e rischiose della storia americana, di gran lunga più complessa dell’uccisione di Osama bin Laden o della cattura di Nicolas Maduro. Nessuno sa infatti con esattezza dove si trova tutto il combustibile, senza contare che se i contenitori venissero perforati fuoriuscirebbe gas tossico e radioattivo. Se invece i contenitori si avvicinassero troppo il pericolo sarebbe quello di una reazione nucleare accelerata. 

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