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Ue, autotrasportatori e tubi russi

Ue, autotrasportatori e tubi russi
Volodymyr Zelensky (foto Imagoeconomica)

Zelensky disperato

Zelensky continua a chiedere all’Unione europea quattrini; ora ne domanda circa ottanta miliardi, dopo averne ricevuti in denaro (novanta miliardi) e in armi (forse altrettanti). La sua fame di quattrini è infinita e quei poveretti della Commissione europea ragionano se mandarli o meno, ma non si accorgono che ormai quel presidente è spacciato perché non ha capito fin dal primo momento che stava portando gli ucraini alla disperazione e il suo Paese alla semidistruzione. Il tutto senza cavare un ragno dal buco.

Ormai la situazione è pacifica, lo stato dei fatti non può essere modificato; si tratta di chiudere “l’affare” il prima possibile, come si poteva e si doveva fare con maggior vantaggio in marzo del 2022, cioè oltre quattro anni e mezzo fa, quando quel Paese era ancora pressoché integro e i suoi cittadini non avevano sofferto, come hanno sofferto, quattro anni e mezzo di inferno, con una vita che non può essere considerata civile.

Guerra in Ucraina e conseguenze per il popolo ucraino

Attenzione, quello che scriviamo non è assolutamente una spiegazione dell’atto di imperio e oppressivo che ha compiuto Putin nell’invadere un Paese indipendente e democratico, pur ascoltando le sue ragioni, che comunque non giustificano un atto di guerra. Ma non è questo in discussione, bensì le conseguenze che l’improvvido comportamento di Zelensky ha portato sul popolo e sull’Ucraina.

In questo quadro sembra fuori luogo parlare della protesta degli autotrasportatori, che stanno svuotando i supermercati, danneggiando gli agricoltori e creando una recessione nel Paese.

Sanzioni alla Russia, tubi dell’energia e aumento dei prezzi

Qualcuno potrebbe dire: “Che ci azzecca lo sciopero dei trasportatori con la guerra russo-ucraina?”. A ben pensarci, appare evidente: quei fragili governanti dell’Ue hanno pensato bene di imporre le sanzioni alla Russia, fra cui la chiusura dei tubi dell’energia. La diminuzione dell’energia ha provocato l’aumento dei prezzi, per cui si è innescato il rituale processo speculativo. Oggi abbiamo una situazione di gravissima difficoltà non solo dell’Europa, ma soprattutto del nostro Paese, che non ha i mezzi per fronteggiare l’aumento dell’inflazione e quindi dei prezzi.

Una situazione disastrosa che l’Ue avrebbe potuto evitare se avesse avuto un poco di buonsenso. Non solo ai governanti europei è mancato il buonsenso, in più c’è da aggiungere che essi hanno avuto la debolezza di sottostare ai diktat delle industrie delle armi, che nella guerra russo-ucraina trovano un mercato florido, con forti aumenti del fatturato e i relativi guadagni.

Guerra russo-ucraina, chi beneficia degli aiuti economici

Non solo si è arricchita la corporazione degli armieri, ma anche quella dei farmaci – perché fra gli aiuti che sono stati dati all’Ucraina vi sono camionate di medicinali – e, perché no, quella dei finanzieri, che in queste operazioni hanno trovato investimenti fortemente lucrativi con guadagni stratosferici.

Per riepilogare: armieri, finanzieri, industrie di farmaci e di energia hanno trovato il Bengodi nella guerra russo-ucraina, alla quale l’Unione europea ha dato forse già duecento miliardi di finanziamenti, ripetiamo, fra danaro, armi e farmaci.

Si dirà che il principio secondo il quale una Nazione indipendente e democratica non possa essere invasa è sacrosanto. Concordiamo in toto, ma la storia insegna che il realismo va messo in primo piano, perché prende il sopravvento.

Ucraina, gli equilibri internazionali e il ruolo degli Stati Uniti

Quale realismo? Quello che mostrava chiaramente come l’esercito ucraino non poteva assolutamente contrastare l’armata russa, che l’apparato missilistico e di droni russi era (ed è) molto superiore a quello ucraino, ma e soprattutto che l’Ucraina dipendeva quasi totalmente dagli Stati Uniti e quindi la presidenza Trump non avrebbe mai favorito ulteriori finanziamenti.

Lo scenario mondiale era evidente: vi sono due leader, Trump e Xi Jinping, che governano il mondo; Putin è alleato di Xi Jinping, ma ha anche ottimi rapporti con Trump. Come poteva pensare Zelensky di avere il sostegno degli Usa tenuto conto di questo scenario? Ora è disperato.

Aiuti all’Ucraina e accuse di corruzione

Vi è poi un’altra questione che sta emergendo, seppure con fatica, vale a dire che, sembrerebbe, le centinaia di miliardi che sono arrivate in Ucraina – prima dagli Usa e poi dall’Ue – hanno alimentato il cosiddetto “cerchio magico” di Zelensky ed emergono soffocate grida di corruzione che si estendono sempre più.