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Un sistema di interconnessioni per l’agricoltura

Desiree Miranda

Un sistema di interconnessioni per l’agricoltura

martedì 19 Novembre 2019 - 00:00
Un sistema di interconnessioni per l’agricoltura

In occasione della convention di Forza Italia a Viagrande (Ct) si è fatto il punto sulle problematiche del settore primario. L’assessore Bandiera: “Si lavora su tre elementi, tutela, valorizzazione e promozione. Incrementato il fondo per i giovani”

CATANIA – “L’agricoltura innovativa è di certo uno dei più importanti assi di sviluppo, il secondo è quello del turismo e il terzo è l’economia circolare in termini di energia quindi di utilizzazione dei rifiuti e dell’anidride carbonica”. Sono i tre punti focali individuati dal direttore Carlo Alberto Tregua in occasione della convention di Forza Italia. Invitato a parlare ha moderato un incontro incentrato sull’agricoltura con ospiti il presidente regionale di Confagricoltura Ettore Pottino, l’assessore regionale al ramo Edy Bandiera e il commissario del Consorzio di bonifica della Sicilia orientale Francesco Nicodemo.

A Pottino ha chiesto cosa dovrebbe fare, sia la sua organizzazione che la Regione, per tentare di dare una svolta a questo sistema agricolo regionale che per diverse ragioni ancora stenta. “L’agricoltura è un sistema talmente vasto e complesso che ha bisogno di ottimizzare tutto. Assistiamo a un collasso a 360 gradi che ha origini lontane – ha affermato Pottino -. Va creato un sistema di collaborazione, interconnessione di apporti e contributi. I problemi sono endogeni ed esogeni. La globalizzazione ha investito un settore debole, ma il mercato va governato quindi serve creare un segmento per le nostre produzioni. Un’agricoltura distinguibile nel mondo, che abbia una propria specialità apprezzabile e apprezzata”.

All’assessore Bandiera, in quanto amministratore, ha invece chiesto “qual è il progetto del suo assessorato per rendere competitiva l’agricoltura siciliana posto che ha settori d’eccellenza? Non manca un sistema che leghi tutte le potenzialità?”. “Ritengo che se la Sicilia vive una situazione di disagio economico-occupazionale e dunque sociale è anche perché nel passato le classi dirigenti hanno pensato per l’isola un modello di sviluppo che nulla aveva a che fare con le reali potenzialità”, ha esordito. “Il governo regionale vuole mettere al centro agricoltura, infrastrutture e turismo.

Oggi per l’agricoltura si lavora su tre elementi: tutela, valorizzazione e promozione. Possiamo certificare oltre 1.500 controlli sui prodotti agroalimentari in Sicilia nei porti e negli aeroporti. Per anni, indisturbati, si è attentato alla nostra economia e alla nostra salute. Vogliamo valorizzare anche attraverso delle leve finanziarie e già l’anno scorso la Sicilia ha registrato, per erogazioni Agea, la migliore performance in Italia. C’è poi un dato che vorrei sottolineare, tanti giovani siciliani chiedono di fare agricoltura. Li vogliamo finanziare e lo faremo. Abbiamo incrementato il fondo per 25 milioni e sono pronti i primi 500 decreti. Non solo. Sulla nuova programmazione europea si gioca una partita importante per la Sicilia perché determinerà le sorti della nostra agricoltura”.

Ultimo a intervenire al dibattito è stato Francesco Nicodemo. “Lei ha il compito di guidare un fortissimo supporto al settore, come commissario come se la passa?” gli ha chiesto il direttore Tregua. “Non è facile gestire i consorzi di bonifica in Sicilia e mi definisco un sindaco del Consorzio. Intendo amministrare e sono fiducioso. Devo inoltre dare atto al governo che, per la prima volta dopo tanti anni, ha deciso di mettere fine alla problematica dei Consorzi. C’è pronto il disegno di legge. Tutto quello che noi possiamo fare al momento è tamponare le emergenze, ma abbiamo bisogno di intervenire sulle infrastrutture che sono un colabrodo. Non riusciamo a garantire un diritto ai produttori e questo ci amareggia. Al contempo dobbiamo abbattere i costi che poi sono quelli che incidono nella vita degli agricoltori”.

Marco Falcone: “Investire sui giovani e quindi sul futuro”

“Etna19 è un’occasione di confronto che vuole attrarre l’attenzione dell’intero panorama siciliano. Un’occasione in cui la gente parla di politica e di temi attuali. Parliamo di agricoltura, di innovazione, di ricerca e di giovani, la classe dirigente del futuro. Se un partito non investe sui giovani non ha futuro. Nel momento in cui c’è diffidenza nei confronti della politica, noi vogliamo remare controvento e creare un’occasione così importante. Abbiamo voluto chiamarla Cantieri perché vuole essere un cantiere di idee e proposte. La nostra deve essere una efficiente azione politica che sappia che quando si è all’opposizione si può fare una buona proposta alternativa, ma che quando invece sia al governo sia puntuale, precisa, attenta alle aspettative della nostra Sicilia. Ecco perché assieme ad Edy Bandiera, Bernadette Grasso e Gaetano Armao vogliamo rappresentare la parte buona della Sicilia all’interno del governo Musumeci. Un governo che nasce anche grazie alla partecipazione, da protagonista, di Forza Italia. Il partito è il sicuro punto di riferimento per coloro che non vogliono una politica fatta di slogan e di pancia, ma che cercano nell’impegno pubblico la responsabilità del governo e la prospettiva della ragionevolezza, delle soluzioni concrete e chiare, senza mezze misure. Forza Italia resta il naturale e inamovibile punto di riferimento per l’elettorato liberale, popolare, riformista che fatica a rispecchiarsi nell’odierno, desertificato, scenario politico”.

Antonio Tajani
Una politica per la crescita del Sud

“Ci sono tante difficoltà che vive il Mezzogiorno e in Sicilia il governo di centrodestra deve recuperare tutti i guasti di una pessima amministrazione di sinistra. Con Crocetta hanno lasciato una situazione pessima e prima di rimettere a posto tutto ci vuole tempo, coraggio e impegno. Noi di Forza Italia siamo impegnati nel cercare di essere sempre più il punto di riferimento dell’Italia che vuole risolevere i problemi, della gente che lavora.

Dobbiamo essere un Paese dove i giovani abbiano la possibilità di essere utili alla propria terra mettendo a disposizione la loro intelligenza lavorando qui. La sinistra sta anche facendo scappare, con tutti i difetti che ha, il più grande industriale d’acciaio. Se chiude Taranto si perdono 20 mila posti di lavoro per non parlare dell’indotto. Non c’è una politica per la crescita del Mezzogiorno nel nostro Paese. Se il Sud precipita in una sitazione di totale decrescita tutta l’Italia peggiorerà la propria situazione e non serve il reddito di cittadinanza. Al Sud ci sono tanti soldi dell’Unione Europea che non vengono utilizzati, Forza Itallia propone un fondo per realizzare le infrastrutture che permettano al Centro-Sud di essere competitivo.

È inconcepibile che l’alta velocità si fermi a Salerno e che il treno in Sicilia sia una lumaca. Servono poi le infrastrutture digitali, l’interconnessione anche e non solo per rilanciare il turismo. La Sicilia deve avere gli strumenti per attirarli.

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