Garibaldi: "Un’offerta sanitaria con il paziente in primo piano" - QdS

Garibaldi: “Un’offerta sanitaria con il paziente in primo piano”

Antonella Guglielmino

Garibaldi: “Un’offerta sanitaria con il paziente in primo piano”

venerdì 31 Maggio 2019 - 07:30
Garibaldi: “Un’offerta sanitaria con il paziente in primo piano”

Forum con Fabrizio De Nicola, direttore generale Azienda di rilievo nazionale di alta specializzazione (Arnas) Garibaldi di Catania. "Il medico deve comunicare dando tutte le possibili informazioni, anche umanamente"

A Fabrizio De Nicola, dg dell’Arnas Garibaldi di Catania, abbiamo chiesto innanzitutto quali sono i punti di forza e le criticità dell’Azienda ospedaliera che dirige?
“L’azienda ospedaliera Garibaldi è un centro d’eccellenza. Non a caso è un’azienda di rilievo nazionale ad alta specializzazione. Questo è un ospedale di riferimento non soltanto per i cittadini catanesi, ma per tutta la provincia, così come testimoniano i dati sui pazienti che provengono da altre parti della Sicilia perché ci sono dei fiori all’occhiello per la sanità e quindi per cure altamente specialistiche. Mi piace ricordare i reparti Infantile e Neo-natale, quello Oncologico, l’Hospice e, ancora, la presenza nella struttura di Nesima di due Pronto soccorso: Infantile e Ostetrico. Devo dire che tutti i Dipartimenti sono di alto spessore. Quando mi sono insediato, ho trovato una situazione particolare perché da una parte c’è la struttura ospedaliera di Nesima, che è di ultima generazione, moderna, mentre e dall’altra vi è il Garibaldi centro, efficientissimo ma sito in un edificio datato. Lì il punto dolente è rappresentato dal Pronto soccorso, di dimensioni troppo piccole per accogliere l’utenza e in condizioni non proprio ottimali. Mi sono subito adoperato per accelerare il percorso di attivazione del nuovo Pronto soccorso, che sarà situato alle spalle di quello esistente, entrando da via Fabio Filzi e prevedo di realizzarlo, così come previsto dal contratto, in 13 mesi. Spero di poterlo inaugurare nella tarda primavera. Nelle more, sto lavorando affinché il cittadino catanese soffra il meno possibile nel caso in cui avesse bisogno di recarsi al Pronto soccorso: già abbiamo assunto dieci medici per sopperire alle emergenze e abbiamo ampliato la struttura del 30 per cento in modo da creare un front-office più accogliente. Posso affermare che la realtà sanitaria presente a Catania è una delle migliori in Sicilia, così come dimostrato dalla classifica redatta dal Sole 24ore, che la pone al 23° posto nazionale”.

 

Secondo lei quale deve essere il rapporto tra il medico e il paziente? Che realtà ha trovato nella sua struttura?
“Questo è un fil-rouge che mi appartiene. La comunicazione con il paziente è fondamentale, ma non deve essere fine a se stessa, anche perché i pazienti, così come i medici, non sono più quelli di quarant’anni fa, che confidavano in toto in quello che veniva detto loro, ma oggi con i vari canali d’informazione, ai quali tutti possono accedere, sono molto preparati. Quindi, il medico deve comunicare non più in maniera asettica, ma dando tutte le possibili informazioni, anche umanamente, a chi si rivolge loro per un aiuto. Per quello che mi concerne, come direttore il mio compito è quello di far conoscere in maniera chiara e inequivocabile quali sono i servizi che offriamo e la stampa rappresenta il miglior strumento per comunicarlo”.

La formazione continua dei suoi collaboratori è fondamentale per garantire l’efficienza?
“Si, è importantissima. Io punto molto sulla formazione dei medici per l’umanizzazione delle cure, perché il paziente non è un numero, non è un cliente, ma una persona. Bisogna saper accompagnare i pazienti o i familiari nel dolore, nella sofferenza. Mi riferisco non soltanto agli operatori sanitari, ma a tutti coloro che hanno rapporti con il pubblico, a partire dall’accoglienza. Bisogna formare alla comunicazione. Voglio inoltre sottolineare come nella mia azienda si siano tenuti due convegni aventi per oggetto la legalità e la correttezza sugli appalti, perché anche questa è formazione. Io desidero che tutti i miei collaboratori amministrativi, provveditori, siano preparati su questo tema per una giusta cultura della buona amministrazione e per la correttezza e trasparenza degli atti”.

Ha stabilizzato del personale sanitario? Ha indetto dei concorsi?
“Sono riuscito a stabilizzare del personale, quindi già abbiamo assunto otto dirigenti medici al Pronto soccorso, cinque ginecologi, sei tecnici di laboratorio, dieci ausiliari e 26 infermieri. Cercherò inoltre di portare a regime tutte le strutture che sono sottodimensionate. La mia struttura deve avere 2.100 dipendenti, invece al momento ne conta solo 1.900. In più, mancano una decina di primari, ma ho già attivato le procedure per attivare il concorso”.

A quanto ammonta il vostro bilancio?
“A circa 200 milioni di euro e siamo in pareggio”.

Avete adottato misure specifiche contro le aggressioni nei Pronto soccorso? Come spiega questi episodi?
“Non escludo che una delle cause possa essere legata ai tempi d’attesa. Purtroppo le persone poco corrette esistono ovunque. A mio avviso, bisogna render più accogliente possibile e migliorare il modus operandi dei vari operatori, che svolgono già un lavoro eccellente. Abbiamo implementato le telecamere, rafforzato la vigilanza armata, ma dobbiamo sempre ricordare la necessità di denunciare i violenti”.

 


 

Curriculum

Fabrizio De Nicola è il direttore generale dell’Arnas Garibaldi di Catania. Nominato il 16 aprile del 2019, dal dicembre 2018 ha ricoperto il ruolo di commissario straordinario della stessa struttura.
Responsabile di numerosi incarichi nella Pubblica amministrazione regionale, nell’ambito della sanità ma non solo, occorre segnalare tra gli
ultimi in ordine di tempo quello di direttore generale dell’Azienda sanitaria
provinciale di Trapani e quello di commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera universitaria Paolo Giaccone di Palermo (sino il 18 dicembre 2018).

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