Era finito su una sedia a rotelle dopo aver fatto il vaccino anticovid nel 2022 e, a causa del danno irreversibile subito, la sezione Lavoro del tribunale di Agrigento ha condannato il ministero della Salute a corrispondere un risarcimento alla vittima. Secondo il Tribunale siciliano infatti, la vittima – che all’epoca si recò in una struttura sanitaria per ricevere la terza dose di vaccino contro il Covid – avrebbe dunque registrato il danno permanente proprio a causa della somministrazione del vaccino.
Si vaccina contro il covid, ma rimane in sedia a rotelle: da quel momento, iniziò la pratica ai danni del Ministero della Salute
L’uomo, ai tempi un 54enne, già pochi giorni dopo il vaccino presentava dei sintomi come febbre e una grave neuropatia disimmune. Dopo qualche tempo, nei suoi confronti venne diagnosticata la sindrome di Guillain-Barré e, da quel momento, l’uomo rimase su una sedia a rotelle. Grazie all’assistenza del suo legale, si era rivolto dunque al ministero della Salute per ottenere un risarcimento a causa dei possibili danneggiamenti subiti dal vaccino, risarcimento che – dopo anni di pratiche dal punto di vista legale – sarà ottenuto dalla vittima.
Dopo anni di lavoro del suo legale, il 54enne otterrà l’indennizzo dallo Stato: arriva la condanna per il ministero della Salute
Dopo anni di lavoro e diversi tribunali coinvolti tra Torino, Venezia e Napoli, infatti, con il ministero della Salute che aveva sempre negato la possibile correlazione tra sindrome di Guillain-Barré e il vaccino anticovid somministrato all’uomo, il Tribunale di Agrigento ha dunque ritenuto davvero fondata la domanda del legale della vittima, condannando il ministero Salute a corrispondere l’indennizzo richiesto al 54enne, oggi in sedie a rotelle. Sul caso, l’avvocato Angelo Ferruggia ha spiegato: “Dopo le pronunce dei tribunali di Torino, Napoli e Venezia, questo riconoscimento è destinato ad assumere rilievo nel panorama nazionale, è importante perché pur mancando la prova scientifica assoluta, non si può escludere il nesso di casualità quando la convergenza degli elementi clinici e temporali – chiude il legale -sotto il profilo logico, induce a ritenere più probabile la sua esistenza”.
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