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Il valore del servizio civile universale come declinazione della sussidiarietà orizzontale

Il valore del servizio civile universale come declinazione della sussidiarietà orizzontale

Gli enti del terzo settore concorrono a produrre uno sviluppo territoriale di lungo periodo

Il Servizio civile universale è una delle espressioni più immediate del principio costituzionale che ci ricorda come la Repubblica chieda ai propri cittadini di adempiere ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. All’interno della cornice costituzionale il legislatore ha definito l’istituto del servizio civile universale con il d.l.gs. n. 40 del 2017. L’apertura all’universalità accoglie la partecipazione senza distinzione di sesso e senza soglie reddituali.

Il Servizio civile universale e i principi della Costituzione

L’universalità assume una connotazione costituzionale, poiché declina in concreto l’esigenza di non limitare la partecipazione civica ai soli cittadini in difficoltà economica, ma apre alla generazione giovanile la possibilità di offrire un servizio alla collettività. Proprio traendo ispirazione dall’art.4, 2° co. della Costituzione, in cui si legge che “ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, l’istituto del servizio civile non è una misura di welfare o di occupazione temporanea, ma un primo passo verso il mondo del lavoro. In particolare, con la legge n.74 del 2023 si stabilisce che il 15% dei posti disponibili nei concorsi pubblici sia riservato agli operatori volontari che hanno completato il servizio civile senza demerito. Tale previsione declina nella pratica valore ed esperienza acquisita dai giovani che si sono cimentati prestando servizio a favore della comunità.

Servizio civile universale e sussidiarietà orizzontale

Il SCU può essere considerato uno strumento privilegiato attraverso cui far vivere nella società il modello di sussidiarietà orizzontale. Principio che trova spazio nell’art. 118 della Costituzione e che riconosce ai cittadini singoli e associati di concorrere allo svolgimento di attività di interesse generale. Nella sua versione “orizzontale”, il principio di sussidiarietà, descrive una rinnovata articolazione del rapporto tra “Repubblica e cives”, manifestando il favore del nostro ordinamento nei confronti di quelle iniziative private finalizzate al perseguimento di attività di interesse pubblico. La giurisprudenza amministrativa ha definito il principio di sussidiarietà orizzontale come il criterio propulsivo in virtù del quale deve svilupparsi il rapporto tra pubblico e privato nella realizzazione di finalità sociali.

Il ruolo dei giovani e del Terzo settore nel Servizio civile universale

In particolare, il Consiglio di Stato ha sottolineato come ciò rispecchi “una visione secondo cui lo Stato e ogni altra autorità pubblica proteggono e realizzano lo sviluppo della società civile partendo dal basso, dal rispetto e dalla valorizzazione delle energie individuali, dal modo in cui coloro che ne fanno parte liberamente interpretano i bisogni collettivi emergenti dal sociale e si impegnano direttamente per la realizzazione di quelle per la realizzazione di quelle che sono avvertite come utilità collettive, come esigenze proprie della collettività di cui fanno parte”.

È in questa prospettiva che i giovani, operando presso enti del Terzo settore, istituzioni educative, sanitarie, culturali e di protezione civile realizzano nella pratica un’attività di supplenza attiva presso le comunità locali. Gli enti del Terzo settore, in quanto soggetti attuatori del servizio civile, concorrono a produrre uno sviluppo territoriale di lungo periodo attraverso l’assistenza ai fragili e agli anziani, il supporto all’infanzia e all’adolescenza, la cura dell’ambiente e del patrimonio storico e culturali. I giovani che forniscono il loro contributo attraverso il servizio civile universale, oltre ad acquisire competenze e professionalità, sviluppano il senso di solidarietà e di cittadinanza attiva. Un modo di partecipare attivamente alla vita democratica.

Università e pianificazione strategica per il Servizio civile universale

Le Università assumono un ruolo di sempre maggiore incisività in questo processo, non solo come enti ospitanti, ma come istituzioni che, attraverso la formazione dei giovani, l’elaborazione dei piani formativi, la ricerca sull’impatto del servizio civile sulle comunità di riferimento, contribuiscono ad elevarne la qualità complessiva. Molti Atenei riconoscono le attività del SCU come tirocinio curriculare o come crediti formativi e permettono di conciliare gli esami con i progetti di volontariato.

La pianificazione strategica è uno dei presupposti affinché il servizio civile universale possa incrementare le sue potenzialità di coesione sociale. Lo sviluppo dei territori, in particolare del Mezzogiorno, non può essere affidato alle sole politiche di investimento infrastrutturale, peraltro indispensabili. Richiede anche la creazione di un sistema fatto di capitale umano attraverso la fiducia e la responsabilità condivisa. Il logo rappresenta le caratteristiche del Servizio civile universale: la stella della Repubblica, il tricolore, il blu che richiama l’Europa e infine l’abbraccio, espressione di solidarietà e dell’aiuto reciproco, valori fondativi della società italiana.

Ida Angela Nicotra
Presidente della Scuola Superiore di Catania e Professore ordinario di Diritto costituzionale all’Unict