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Scandalo abusi sessuali a Enna, chiesti due anni per il vescovo: è accusato di falsa testimonianza 

Scandalo abusi sessuali a Enna, chiesti due anni per il vescovo: è accusato di falsa testimonianza 
Immagine di repertorio, da Imagoeconomica

Il pm ha chiesto due anni di reclusione anche per il suo vicario, senza sospensione della pena e senza il riconoscimento delle attenuanti

Il pm di Enna Santo Di Gregorio ha chiesto due anni di carcere anche per il vicario giudiziale Vincenzo Murgano. La vicenda è legata al processo che ha portato alla condanna definitiva del sacerdote Giuseppe Rugolo per violenza sessuale su minori. Sentenza attesa l’11 dicembre.

Due anni di reclusione senza sospensione della pena e senza il riconoscimento delle attenuanti. È la richiesta formulata dal pubblico ministero di Enna, Santo Di Gregorio, nei confronti del vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, e di Vincenzo Murgano, vicario giudiziale della diocesi e attuale parroco della chiesa madre di Enna. Entrambi sono imputati per falsa testimonianza nell’ambito di un procedimento collegato al caso del sacerdote Giuseppe Rugolo, condannato in via definitiva per violenza sessuale ai danni di minori.

La richiesta è arrivata nel corso dell’udienza con rito abbreviato. Per la decisione del giudice bisognerà attendere l’11 dicembre, data fissata per la sentenza.

L’accusa di falsa testimonianza

Al centro del procedimento ci sono le dichiarazioni che, secondo la Procura di Enna, Gisana e Murgano avrebbero reso su circostanze ritenute rilevanti durante il processo a carico di Rugolo.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i due imputati avrebbero mentito su elementi emersi nel corso del procedimento che ha portato alla condanna definitiva del sacerdote per violenza sessuale su minori. Si tratta di contestazioni che dovranno essere valutate dal giudice, chiamato a pronunciarsi sulla responsabilità penale dei due imputati.

La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per il vescovo e per il vicario giudiziale. Il procedimento attuale riguarda dunque l’ipotesi di falsa testimonianza e si distingue da quello relativo agli abusi contestati a Rugolo.

La denuncia

A denunciare i fatti è stato Antonio Messina, ammesso come unica parte civile nel processo. È assistito dall’avvocata Eleanna Parasiliti Molica. Gisana e Murgano non erano presenti in aula durante l’udienza nel corso della quale il pubblico ministero ha formulato le richieste di condanna.

La prossima tappa sarà la sentenza dell’11 dicembre, quando il giudice dovrà decidere sulle accuse contestate al vescovo Rosario Gisana e a Vincenzo Murgano.

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