Milano, 27 apr. (askanews) – “Wines Experience” si propone a Londra come un nuovo format trade pensato per cambiare il modo in cui i buyer entrano in contatto con i produttori italiani del vino. Il progetto rientra in “Real Italian Wine & Food Experience London”, piattaforma B2B costruita per rendere più ordinati e funzionali degustazione, valutazione dei prodotti e rapporti commerciali tra operatori. La due giorni, che si conclude oggi, è organizzata da United Experience, joint venture tra Fiere Italiane SEA e BolognaFiere Group insieme con BolognaFiere, in collaborazione con la Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito e con ITA – Italian Trade Agency, sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Londra.
Il format ha riunito 200 Cantine e 50 produttori italiani del settore food, presentando una selezione della produzione italiana contemporanea con attenzione alla sostenibilità, all’identità regionale e agli approcci a basso intervento, temi indicati come sempre più presenti nella domanda dei buyer del Regno Unito. L’impostazione si allontana dalle fiere tradizionali basate su stand e walk-around tasting, essendo costruita attorno alle lounge dei produttori, dove gli incontri si svolgono da seduti, in un contesto pensato per favorire degustazioni mirate e confronti commerciali. A questo si aggiunge una piattaforma di matchmaking che consente ai buyer di filtrare i produttori per regione, categoria o stile e di programmare gli incontri prima dell’arrivo. Tra gli strumenti previsti figurano la “Blind Tasting Experience”, nella quale i vini vengono valutati senza etichette con feedback raccolti in tempo reale, e un Data Hub che organizza gli input dei partecipanti e li trasforma in indicazioni di mercato. Un altro elemento centrale è “Dialogue in Motion”, format di discussione e degustazione a rotazione che sostituisce i panel tradizionali con scambi più dinamici e partecipati.
“Con la continua evoluzione dei mercati internazionali, la necessità di piattaforme trade più agili diventa sempre più cruciale” ha dichiarato l’Ad di BolognaFiere, Antonio Bruzzone, spiegando che “il nostro investimento in questo progetto risponde a un chiaro cambiamento nel modo in cui il trade interagisce e riflette un più ampio impegno internazionale, nel quale siamo concentrati a evolvere insieme alle esigenze specifiche di ciascun mercato”.
“Wines Experience” è pensata come una piattaforma che unisce vino, food e hospitality. Accanto all’area degustazione, il programma ha previsto esperienze guidate da chef e format collaborativi tra chef e sommelier per approfondire abbinamenti, posizionamento e applicazione dei prodotti nei contesti on-trade e off-trade.
“Una fiera funziona al meglio quando crea le condizioni per relazioni significative. Attraverso i nostri confronti con il trade, è emerso chiaramente che questo processo è diventato frammentato, dispendioso in termini di tempo e costoso” ha precisato il fondatore di BolognaFiere Group, Maurizio Muzzetta, sottolineando che “il nostro obiettivo è riportarlo all’interno di un format più coerente e intuitivo, allineato al modo in cui il trade opera e capace di favorire momenti di scambio di maggior valore”.
“Gran parte del nostro lavoro è stato snellire i processi e rendere la partecipazione intuitiva e facile da orientare, creando al contempo uno spazio che incoraggi creatività e collaborazione” ha aggiunto Silvia Raffa, managing director di “Wines Experience London”, rimarcando che “quando le persone si sentono meno sotto pressione e percepiscono l’energia dell’ambiente in cui si trovano, questo porta naturalmente a conversazioni più significative, connessioni più solide e, in ultima analisi, risultati di business più forti, che vanno ben oltre la fiera”.
Il programma ha compreso la “Decanter World Wine Awards Masterclass” dedicata ai vini bianchi del Nord Italia, “Market Pulse: The UK Wine Market” con dati e insight di buyer, importatori e Master of Wine, “NextGen Sparkling”, dedicato al modo in cui una nuova generazione sta rimodellando produzione e strategia di mercato, la collettiva dei produttori selezionati da “Slow Wine Fair” insieme con due masterclass organizzate dall’evento di BolognaFiere e da Slow Food, in sinergia con “SANA Food”, sui criteri di sostenibilità applicati al vino e sul rapporto tra vino, cibo e convivialità. Inoltre si sono tenute masterclass regionali dedicate a Sardegna, Calabria e altri territori italiani, oltre a format che collegano il vino ai contesti di hospitality e retail, momenti di networking come “Women in Wine & Spirits” e i “Trade-Focused Awards” previsti per il 27 aprile.
Dopo Londra, il calendario proseguirà con Ho Chi Minh City nel giugno 2026 e con Città del Messico nel novembre 2026. Dal 2027 il progetto prevede l’apertura anche ai produttori di tutto il mondo.

