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Acqua a Catania, a settembre la pronuncia del Cga sulla risoluzione del contratto tra Ati e Sie

Acqua a Catania, a settembre la pronuncia del Cga sulla risoluzione del contratto tra Ati e Sie

Il Consiglio si esprimerà il 3 del prossimo mese sulla richiesta di sospendere l’atto di scioglimento dell’accordo. Parla il commissario Fabio Fatuzzo: “In attesa del responso, avanza l’iter dei cantieri”

CATANIA – La data importante è quella del 3 settembre. Quel giorno è attesa la decisione del Cga (Consiglio di giustizia aministrativa) in merito al ricorso presentato dalla Sie (Società idrica etnea) che ha vinto l’appalto per la gestione del servizio integrato idrico in tutta la provincia.

I giudici dovranno esprimersi sull’istanza dei legali della Sie, in merito alla richiesta di sospensiva della delibera dell’Ati idrico che ha avviato le procedure per la risoluzione del contratto con la società a capitale misto per presunte inadempienze. I riflettori sono puntati su Palermo perché dalle decisioni si capirà cosa accadrà nei prossimi mesi per le innumerevoli problematiche di gestione idrica del comprensorio catanese.

Il mandato del commissario Fabio Fatuzzo

Alla finestra c’è anche il commissario governativo per la depurazione, Fabio Fatuzzo, il cui mandato firmato dalla presidente Meloni è scaduto i primi giorni di questo mese. Fatuzzo, acerrimo rivale della Sie a tutto campo, innanzitutto rassicura sul suo mandato: “Il mio contratto è scaduto il 6 agosto. Al momento sono in regime di proroga che dura 45 giorni. Ho comunque avuto rassicurazioni dal governo che il mio contratto verrà rinnovato”.

Commissario, lei non ha mai avuto parole distensive nei confronti della Sie. Innanzittutto le chiediamo a che punto è l’iter dei lavori agli allaccianti fognari di Catania.
“Stiamo seguendo tutto l’iter che porta all’avvio dei cantieri. Il problema è che attendiamo il responso dell’udienza al Cga del 3 settembre sul nodo della Sie. È stata la Sie a presentare ricorso avverso la decisione dell’Ati idrico. Anche io intendo dire la mia in opposizione alla Società idrica etnea”.

Nei fatti la Sie chiede di ritornare allo status quo prima dell’assemblea delle amministrazioni comunali?
“Chiede la sospensione della delibera dello scorso 30 giugno 2026 che ha disposto la risoluzione dell’accordo tra le parti. Se il Cga dovesse ritenere valida la richiesta della Sie bisognerà riproporre un provvedimento, ma i tempi si allungheranno. Noi comunque stiamo dicendo da tempo che non v’è alcun motivo di procedere perché il Tar si pronuncerà sulla vicenda di merito in una udienza fissata il prossimo novembre. Per cui al momento si può andare avanti tranquillamente”.

Ma questo nuovo ostacolo rischia di inficiare i lavori a Catania? Si parla di investimenti per decine e decine di milioni…
“Certo i lavori a Catania sono legati a questa decisione. Va detto, comunque, che per l’efficientamento del vecchio allacciante e dell’impianto di depurazione di Pantano d’Arci la gara è già stata bandida dalla Sidra, secondo mio mandato, e la presentazione delle offerte scade il 15 settembre. Solo in quella data potremo capire quante sono state le partecipazioni”.

È chiaro, come avete sostenuto in passato, che l’efficentamento degli allaccianti catanesi è propedeutico al funzionamento del collettore fognario della riviera…
“Certo. Se non procediamo con i lavori a Catania tutto l’iter rischia di incepparsi. Per questo attendiamno cosa decideranno i giudici anche se va detto chiaro che il collettore castellese è di competenza della Regione”.

Commissario, ma non sappiamo più nulla dell’impianto fognario castellese. Dopo il clamore degli scorsi mesi sulla problematica della mancata gestione tutto si è arenato nuovamente…
“Purtroppo siamo davanti a una situazione complicata che va affrontata successivamente il pronunciamento del 3 settembre e l’avvio dei lavori a Catania”.

Ma questo nuovo intoppo a chi va addebitato?
“La Regione ha bandito i lavori, ha gestito l’intervento, ma alla fine non ha adottato tutto quello che era necessario per completare l’iter”.

Dall’ultimo vertice in Prefettura sarebbe emerso però che il collettore potrebbe già entrare in funzione…
“Per far funzionare il collettore ci vogliono le pompe di sollevamento. Ma queste già acquistate dalla Regione non sono state ancora montate perché il timore è che qualcuno possa rubarle. Vedremo cosa accadrà. Dobbiamo aspettare ancora un po’ di tempo”.