ACIREALE – “Non sono emersi criteri oggettivi, predeterminabili e non discriminatori idonei a consentire una selezione. In particolare, non è risultato concretamente praticabile adottare criteri basati sull’esperienza, sulle pregresse prestazioni o su ulteriori caratteristiche tecnico-organizzative, in quanto tali elementi non avrebbero consentito una differenziazione oggettiva e proporzionata tra gli operatori, introducendo possibili profili di discrezionalità”. Ad Acireale il Comune decide di svincolarsi dalle prescrizioni del Codice degli appalti, che nell’ultima versione del 2023, richiede ai funzionari di fare scelte intuitu personae per l’individuazione delle ditte da invitare alle gare a numero chiuso, e si rifugia nel vecchio sorteggio. Pratica che l’attuale governo nazionale ha cercato di confinare a casi eccezionali, volendo affermare il principio di fiducia tra privato e pubblico, nonostante i dati sull’indice di percezione della corruzione ma anche e soprattutto le cronache giudiziarie dicano come nel nostro Paese in materia di appalti ci sia ben poco di cui fidarsi. Lo spunto per tornare al passato e cedere alla dea bendata l’onere di stabilire quali saranno le dieci imprese che potranno contendersi il contratto è data dalla procedura per il pieno ripristino della funzionalità del pozzo Ellera, danneggiato dal terremoto della notte di santo Stefano del 2018. Era il 26 dicembre quando l’infrastruttura, al pari di tanti edifici e siti dell’hinterland etneo riportò gravi danni. La gara d’appalto arriva a quasi otto anni dai fatti ed è stata indetta usufruendo di un finanziamento di oltre 2,3 milioni messo a disposizione dal Commissario straordinario per la ricostruzione.
Appalto pozzo Ellera ad Acireale, perché il Comune sceglie il sorteggio
Ed è proprio a quest’ultimo che, in aggiunta alle difficoltà di districarsi tra il lungo elenco di imprese che avrebbero i requisiti per svolgere il lavoro, si fa riferimento per spiegare la scelta del sorteggio. “Si aggiunge la necessità di procedere con particolare celerità allo svolgimento della procedura, in considerazione dei solleciti pervenuti dal Commissario, con espresso richiamo al rispetto delle tempistiche previste e al rischio di revoca del finanziamento”, si legge. Ad annunciare l’approvazione del progetto esecutivo era stata a fine 2025 la Giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Barbagallo. I lavori dovrebbero durare 540 giorni e serviranno a rimettere in sesto un pozzo che è ritenuto strategico per garantire il soddisfacimento del fabbisogno idrico cittadino, sia dal punto di vista della portata che della qualità dell’acqua da immettere nelle reti di distribuzione. “Un altro passo di rilevante importanza anzi decisivo, sul percorso di ricostruzione post-sisma e sul fronte della tutela di un servizio pubblico essenziale”, commentò il primo cittadino a fine dicembre. Barbagallo sottolineò come l’appalto rappresentasse una priorità per l’Amministrazione comunale. Da allora sono passati quasi nove mesi, ma finalmente si avvicina il momento in cui si arriverà ad avere il nome della ditta che si occuperà del cantiere.
Pozzo Ellera, un finanziamento da 2,3 milioni di euro
Il finanziamento da circa 2,3 milioni comprende oltre 500 mila euro per somme a disposizione della stazione appaltante, mentre la parte stanziata per i lavori ammonta a 1.711,262,38 euro. A questi vanno aggiunti circa 113mila euro per oneri di sicurezza che non saranno soggetti a ribasso. Il sorteggio verrà effettuato tra le aziende che hanno tra i requisiti la possibilità di eseguire lavori in categoria Og1, ovvero quelli riguardanti edifici civili e industriali, e per importi che rientrano nella classifica IV. Dal quadro economico-finanziario emerge che in categoria Og1 rientrano lavori per 769.991,13 euro. Tale parte sarà subappaltabile fino al limite massimo del 50 per cento e potrà essere soggetta ad avvalimento.
Acireale, le categorie di lavori previste dall’appalto
Il resto del progetto prevede 544,146,22 euro per lavori di categoria Os21 (opere strutturali speciali) e classifica III, che potranno essere totalmente affidati a ditte terze in regime di subappalto, con l’obbligo di dichiarare i nomi di queste ultime già in sede di offerta. Stesso discorso per i 510,169,22 euro che rientrano nella categoria Og6 (acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e di evacuazione), classifica II. Anche in questo caso potranno essere totalmente dati in subappalto. “I plichi telematici dovranno pervenire alla piattaforma telematica del Mepa entro le ore 9 del 18 settembre. L’inizio delle operazioni di gara è fissato per il giorno 21 settembre”, si legge nella lettera d’invito. Per sapere chi la riceverà, bisognerà attendere. Con la garanzia che sarà tutto frutto del caso.

