Bloccati, spintonati e insultati perché pretendevano il rispetto della legge. Che, è bene ricordarlo, obbliga i concessionari degli stabilimenti balneari a permettere il transito di chiunque voglia raggiungere la battigia, senza ovviamente avvalersi di alcuno dei servizi offerti dalla struttura. Fa ancora discutere l’episodio, accaduto lo scorso 7 settembre, in un noto stabilimento balneare della playa di Catania ai danni di Matteo Hallissey e Ivan Grieco che hanno denunciato in un video insulti, minacce e un inseguimento, dopo aver documentato presunti ostacoli all’accesso al mare nella struttura. Denuncia respinta al mittente dai titolari che, accusando i due di aver montato il video ad arte, hanno garantito il massimo rispetto delle regole e annunciato sanzioni nei confronti di colui che, come documentato nel video, avrebbe usato modi del tutto inappropriati.
Accesso libero al mare a Catania, il caso del 7 settembre
Il caso, segnalato al sindaco di Catania, Enrico Trantino, dal consigliere Piermaria Capuana, capogruppo di Forza Italia, ha scatenato la reazione del primo cittadino che, due giorni dopo, il 9 settembre, scrive all’assessorato regionale del Territorio dell’ambiente e alla Capitaneria di porto di Catania, chiedendo di “verificare, ognuno per competenza, se le norme vigenti siano state rispettate ed eventualmente di provvedere con gli adempimenti consequenziali”.
La legge sul libero accesso alla battigia
Al netto di quali siano state le reali dinamiche dei fatti, che a questo punto verranno accertate da chi di dovere, è innegabile che la questione dell’accesso libero al mare resta aperta in città, nonostante da anni le norme lo abbiano messo nero su bianco. La normativa in questione è la legge numero 217 del 2011 che, all’articolo 11 sancisce “il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione”. Che si aggiunge a la legge numero 296 del 2006 che prevede “l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione”.
Normativa che, dopo qualche resistenza iniziale, è stata recepita anche a Catania dove, gran parte del litorale, soprattutto quello sabbioso, è dato in concessione e in cui le strutture libere comunali sono appena tre. E dove sembra che di episodi come quelli accaduti il 7 settembre non ne accadano se non raramente. Questo ci dice il consigliere di Prima l’Italia Andrea Barresi, componente della commissione consiliare competente. “L’accesso al mare deve essere garantito e, a quanto so, lo è – ci dice -. Mai si è verificata la problematica che questi ragazzi hanno denunciato negli ultimi anni. Confido nella massima buona fede degli operatori e dei gestori – aggiunge – per quanto ritenga più che corretto chiedere specifici controlli”.
Catania, l’accesso al mare secondo il Comune
Un caso isolato anche per l’assessore comunale al Mare, Andrea Guzzardi, che sottolinea, come i gestori degli stabilimenti balneari cittadini garantiscano, di norma, l’accesso alla battigia. “È diritto di ogni persona e c’è sicuramente molta più elasticità da questo punto di vista” – ci dice, non prendendo posizione in relazione a quanto accaduto. “Non ero presente – sottolinea – e non mi esprimo sull’episodio. Ma sono certo che chiunque chieda a un gestore di poter passare per raggiungere il mare, potrà farlo senza problemi. In ogni caso – prosegue – ricordo che, per fruire del nostro mare, ci sono tre strutture pubbliche dove non solo l’accesso è gratuito, ma pure i servizi”.
Pudm Catania, più accessi alla battigia
La questione dovrebbe essere risolta, almeno si spera, con l’approvazione del Pudm, il Piano di utilizzo del demanio marittimo che, a quanto pare, potrebbe essere inviato alla regione entro l’anno. “Ci siamo quasi, ne ho parlato fino a qualche giorno fa con l’assessore all’Urbanistica, Luca Sangiorgio e con il direttore Biagio Bisigani, con cui faremo un incontro la prossima settimana – conferma -. Siamo in fase di definizione finale del Piano e contiamo di mandarlo a Palermo per l’approvazione entro l’anno. Poi andrà in Consiglio comunale sicuramente l’anno prossimo che deve essere l’anno in cui va approvato”.
Con il Piano di utilizzo del demanio marittimo aumenteranno le aree libere e gli accessi alla battigia. “Secondo le linee del Pudm ci sarà uno spazio ogni concessione – ci anticipa l’assessore – come previsto dalla Direttiva Bolkestein. Le linee guida dicono questo – ribadisce -: ci saranno molti più accessi al mare, dunque e, come Comune cercheremo anche di incrementare le spiagge libere e non in concessione”.
Piermaria Capuana (FI): “Concessionario ha l’obbligo di garantire il passaggio gratuito”
“Bisogna fare le cose in maniera proporzionata, perché il privato fa un investimento, ma in quell’investimento rientra la pulizia e la strada per accedere al lido. Se il Comune vuole una percentuale più alta di spiagge libere, deve essere nelle capacità, non solo nelle competenze, di poterla gestire e mantenere con i servizi di base”. È questa la posizione di Piermaria Capuana, capogruppo di Forza Italia al Consiglio Comunale di Catania, che si è attivato sollecitando l’intervento di Palazzo degli Elefanti sul caso degli accessi negati al mare lungo la Playa. È stata infatti una sua precisa segnalazione, subito accolta dal sindaco Enrico Trantino, a far scattare il provvedimento ufficiale dell’amministrazione. L’atto è formalmente partito con la nota n. 413888 del 9 settembre 2026, indirizzata dal primo cittadino alla Capitaneria di Porto di Catania e al Demanio Marittimo della Regione Siciliana: un documento con cui il Comune chiede verifiche e gli eventuali provvedimenti di competenza, ribadendo che l’accesso e il transito verso la battigia devono essere sempre garantiti gratuitamente anche attraverso gli stabilimenti balneari in concessione.
Il giorno successivo alla nota del Comune, il presidente di +Europa Matteo Hallissey ha pubblicato sui social un nuovo video nel quale documenta ulteriori dinieghi di accesso gratuito in altri lidi, riconoscendo però positivamente l’intervento già avviato dall’amministrazione comunale. A Capuana abbiamo chiesto cosa cambierà dopo questa vicenda e quali misure potranno essere adottate prima della prossima estate.
Sui social molti cittadini e attivisti sostengono che le istituzioni abbiano agito “in rincorsa” solo a seguito del clamore mediatico. Come risponde?
“Non c’è stata alcuna inerzia né la volontà di procrastinare. L’intervento formale firmato dal sindaco dimostra che siamo pronti a condannare e ad attivarci appena si verificano simili episodi, ma questo non significa che in passato i controlli siano mancati. Le verifiche ordinarie, purtroppo, non fanno notizia quanto un caso eclatante. Proprio per fare piena luce sul passato, come capogruppo presenterò un’interrogazione consiliare per chiedere un report dettagliato su quanti e quali controlli siano stati effettuati negli anni scorsi da Capitaneria e Demanio, e con quali esiti”.
Qual è il confine netto tra il diritto del concessionario di gestire la propria struttura e quello del cittadino di accedere gratuitamente al mare?
“I due impegni devono andare di pari passo. Il concessionario ha l’obbligo di garantire il passaggio e l’ingresso gratuito verso la battigia, mentre gli enti preposti devono vigilare. Chi insulta, minaccia o blocca un bagnante compie un abuso inaccettabile che va condannato fermamente. La maggior parte dei lidi a Catania rispetta già le regole e rappresenta la normalità, anche se non finisce in cronaca. La legalità non è un limite per l’impresa, ma la sua prima difesa: protegge gli operatori corretti e garantisce un diritto sacrosanto ai bagnanti”.
A chi vi accusa di accondiscendenza verso i balneari cosa risponde? E sull’ipotesi di aumentare le spiagge libere nel Pudm?
“Sostenere chi fa impresa nel rispetto delle norme non significa essere accondiscendenti, ma tutelare il lavoro e chi offre servizi giusti. Nel Piano di utilizzo del demanio marittimo la nostra intenzione come gruppo politico sarà certamente quella di coniugare la possibilità che una percentuale di aree vada in concessione con l’opportunità di aumentare la quota di spiagge libere. Serve però pragmatismo: non basta dire ‘facciamo tutte spiagge libere’. Poi chi gestisce la pulizia? Chi si adopera per mantenerla e regolarla? Il pubblico, quando decide di intervenire, deve essere nelle capacità di gestirla”.
La stagione sta volgendo al termine. Quali azioni concrete adotterà il Comune per il prossimo anno?
“L’obiettivo è la prevenzione prima che inizi la prossima stagione balneare, muovendoci su tre direttrici pragmatiche: un Tavolo di confronto permanente tra Comune, Capitaneria, Demanio e rappresentanti dei balneari per programmare gli interventi ed evitare criticità. Un nuovo Regolamento comunale concertato, che introduca sanzioni amministrative più severe per chi ostacola l’ingresso o nega i servizi di base. Il completamento del PUDM, definendo paletti chiari per le nuove concessioni e provvedimenti drastici per chi non rispetterà le regole”
Antonino Lo Re

