Rdc, boom in provincia di Agrigento - QdS

Rdc, boom in provincia di Agrigento

Pietro Vultaggio

Rdc, boom in provincia di Agrigento

giovedì 14 Novembre 2019 - 00:00

Rilanciata dalla Uil la proposta di utilizzare i percettori dell’Rdc per lavori utili alla comunità. Sono 11.496 le persone che hanno avuto accesso al sussidio su 16.775 domande presentate

AGRIGENTO – Il Reddito di cittadinanza sembra essere il vero protagonista in provincia. Il risultato, infatti, è sorprendente e la percentuale supera il 60 per cento delle proposte.

Nello specifico, i numeri indicano oltre 11.496 persone che hanno avuto accesso al sussidio, a fronte di 16.775 domande presentante. Un dato alto, se si considera che in tutta la Regione Sicilia sono state accolte 190 mila agevolazioni su 288 mila proposte.

In attesa che si insedino anche nell’agrigentino i navigator – ha detto Gero Acquisto, segretario provinciale della Uil – è il caso di interrogarsi sul futuro di queste persone. Va benissimo la lotta alla povertà, ma bisogna anche evitare di lasciare al proprio destino questo vero e proprio esercito di gente che può tornare utile, soprattutto ai Comuni”.

Quindi, battaglia alle tasche in rosso della gente, ma con un occhio anche alle loro possibili occupazioni. “Viste le notevoli difficoltà economiche degli Enti locali – ha aggiunto il segretario provinciale – sarebbe il caso che questa gente si possa utilizzare nei lavori, cosiddetti socialmente utili, al fine di migliorare la viabilità nei vari centri. Sarebbe anche importante per l’ego di ogni singolo percettore del Reddito di cittadinanza che non ama, di certo, percepire una somma senza prestare nessuna opera”.

D’altronde, lo scopo del Reddito di cittadinanza è quello di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, aumentare l’occupazione e contrastare la povertà e le disuguaglianze. Come tutti i provvedimenti favorevoli a immettere qualche soldo in tasca a chi è in difficoltà, questo ha creato qualche furbetto di quartiere, che pensa di percepire senza lavorare.

Ma questa è un’altra storia. E ne torneremo presto a parlare sulle pagine del QdS.

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