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Primo giorno fuori dal carcere per Alberto Stasi, cosa farà adesso

Primo giorno fuori dal carcere per Alberto Stasi, cosa farà adesso
Alberto Stasi, foto Adnkronos

Alberto Stasi continuerà a lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza sono contenute una serie di prescrizioni come l’orario di rientro e alcune limitazioni sugli spostamenti

Primo giorno fuori dal carcere per Alberto Stasi. Nell’udienza, la Procura generale aveva espresso parere positivo per la buona condotta e le relazioni sul detenuto di Bollate. Il 42enne, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi a Garlasco, ha lasciato il carcere sabato, dopo 10 anni. L’affidamento in prova è l’ultimo passo prima della libertà per Stasi. La difesa depositerà la richiesta di revisione del processo.

Il “sì” del Tribunale

“La valutazione per la concessione dell’affidamento si basa sugli atti di osservazione e sui comportamenti dentro e fuori dal carcere e tenendo conto dei pareri degli organi competenti. Non si tratta di un beneficio automatico concesso a tutti i detenuti che hanno meno di 4 anni da scontare. A confermarlo è il presidente della Sorveglianza di Milano Marcello Bortolato all’Adnkronos. Sulla decisione del Tribunale ha avuto un peso il parere positivo della Procura generale. La valutazione alla base della decisione si basa sulla buona condotta, sulle relazioni positive del carcere, sul comportamento tenuto dal condannato dopo la discussa intervista televisiva al programma televisivo Le Iene del marzo 2025, realizzata poco prima di ottenere la semilibertà e la presenza di Alberto Stasi nell’udienza di ieri davanti al Tribunale di Sorveglianza.

Un passaggio, quest’ultimo, successivo al lavoro esterno, ottenuto con un’ordinanza del 24 gennaio 2023, i permessi premio a casa degli zii dal maggio 2024, quindi la semilibertà raggiunta l’11 aprile 2025 e richiesta quando erano già stati espiati i due terzi della pena.

Cosa prevede l’affidamento in prova

L’affidamento in prova si inserisce dunque in un percorso “naturale” dei detenuti, una progressione verso il reinserimento nella società. Studio e lavoro hanno dettato per oltre dieci anni il ritmo di vita del 42enne che ha prima aderito ad associazioni di volontariato, poi, ha conquistato un contratto esterno come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie a Milano, dove ha già preso casa. L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione che consente al condannato, a determinate condizioni, di espiare la condanna fuori dalla cella. Stasi, come ogni altro detenuto, deve rispettare alcune restrizioni e deve mostrare impegno in un’attività lavorativa, formativa o di volontariato. Arrivato al termine del periodo di affidamento, se il condannato ha rispettato tutte le prescrizioni, la pena sarà considerata estinta e tornerà un uomo libero. All’opposto, il magistrato di sorveglianza può decidere di revocare l’affidamento in prova e per il condannato si potrebbero riaprire le porte del carcere.

Stasi fuori dal carcere

Alberto Stasi continuerà a lavorare come contabile e amministrativo in una società di gestioni finanziarie in centro a Milano e nel provvedimento della Sorveglianza sono contenute una serie di prescrizioni come l’orario di rientro e alcune limitazioni sugli spostamenti nel Paese. La decisione del Tribunale non è collegata alla nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. L’eventuale richiesta di revisione della difesa di Stasi sarà vagliata dalla Corte d’appello di Brescia.

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