La Sicilia compie un primo passo verso un sistema più strutturato di assistenza alla popolazione anziana. L’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di legge che recepisce nell’Isola la normativa nazionale del 2023 dedicata alla tutela delle persone anziane. Il provvedimento, intitolato “Interventi per la prevenzione e l’integrazione sociale, sanitaria e assistenziale in favore della popolazione anziana”, dovrà ora passare dalla Commissione Bilancio per la definizione delle coperture finanziarie.
Si tratta della prima legge regionale organica dedicata agli anziani e introduce un modello che punta a integrare assistenza sanitaria e sociale, con l’obiettivo di permettere alle persone di rimanere il più a lungo possibile nella propria abitazione e nel contesto in cui vivono.
Un unico accesso ai servizi
Tra le principali novità previste dal testo c’è l’introduzione di un punto unico di accesso in ciascun distretto sanitario, pensato come riferimento per gli anziani e per le loro famiglie nell’orientamento tra i diversi servizi disponibili.
Il sistema prevede inoltre che ogni persona possa avere un progetto assistenziale individualizzato, elaborato tenendo conto delle esigenze specifiche dell’anziano e condiviso con i familiari. Un referente avrà il compito di seguirne il percorso. La legge stabilisce anche livelli essenziali delle prestazioni sociali, con l’intento di assicurare standard di assistenza omogenei sul territorio regionale.
Domiciliarità, telemedicina e strutture dedicate
Uno degli assi portanti del provvedimento è la possibilità di garantire le cure direttamente a casa. Tra gli strumenti previsti rientrano l’assistenza domiciliare integrata, la telemedicina e la teleassistenza, insieme al sostegno all’utilizzo di tecnologie che possano rendere l’abitazione più adatta alle esigenze della persona anziana.
Accanto alla rete domiciliare, il disegno di legge prevede un sistema di centri diurni e strutture residenziali, con servizi specifici anche per le persone affette da demenza.
Particolare attenzione viene riservata anche a chi si occupa quotidianamente di un familiare non autosufficiente. Il caregiver familiare viene infatti riconosciuto come una componente del sistema di assistenza, con possibilità di accedere a formazione, sostegno psicologico e strumenti che favoriscano la conciliazione tra attività di cura e lavoro. La prevenzione e il contrasto alla solitudine completano il quadro degli interventi.
Nove milioni per i progetti pilota
Per avviare concretamente le nuove misure, il provvedimento prevede una prima dotazione di 9 milioni di euro destinati a nove progetti pilota, uno per ciascuna Asp siciliana. A questi si aggiunge 1 milione di euro per iniziative dedicate alla prevenzione e alla promozione dell’invecchiamento attivo.
L’obiettivo è quindi sperimentare sul territorio un modello integrato che possa mettere in relazione i diversi servizi e accompagnare l’anziano non soltanto nel momento della malattia o della non autosufficienza, ma lungo l’intero percorso di invecchiamento.
“Affrontiamo un tema che riguarda il presente e soprattutto il futuro della nostra società. L’invecchiamento della popolazione ci impone di ripensare i servizi, mettendo davvero la persona al centro e costruendo una rete capace di accompagnarla nelle diverse fasi della vita, senza costringerla, quando non è necessario, ad allontanarsi dalla propria casa e dalla propria comunità”, afferma il presidente della Commissione Salute dell’Ars, Giuseppe Laccoto.
D’Agostino: “Ora servono le coperture”
Tra i promotori dell’iniziativa c’è il deputato regionale Nicola D’Agostino, che considera l’approvazione dell’Ars un passaggio decisivo per l’attuazione della normativa nazionale in Sicilia.
“Ringrazio il presidente della commissione Salute Pippo Laccoto e tutti i colleghi, il presidente della Regione e dell’Ars per il sostegno – dice l’esponente di Forza Italia -. È il primo ma più importante passo, adesso si va in commissione Bilancio per le coperture e spero entro i primi di novembre in aula. La futura legge recepisce una norma nazionale, garantendo alla popolazione più anziana migliore assistenza, salute e dignità”.
D’Agostino ricorda inoltre l’origine del percorso che ha portato alla proposta regionale, collegandolo alla legge nazionale e al lavoro di don Vincenzo Paglia, presidente della Fondazione “Età Grande”, e della Comunità di Sant’Egidio guidata in Sicilia da Emiliano Abramo.
La normativa nazionale di riferimento è stata accompagnata da uno stanziamento complessivo di 1,5 miliardi di euro. Il percorso siciliano era stato rilanciato anche dopo l’incontro a Catania tra Paglia e il presidente della Regione Renato Schifani, che aveva manifestato l’intenzione di portare la disciplina nell’ordinamento regionale. Nelle scorse settimane, inoltre, la Fondazione “Età Grande” ha sottoscritto un accordo di collaborazione con il consorzio di cooperative sociali Sisifo, una delle realtà socio-sanitarie attive in Sicilia, con l’obiettivo di contribuire alle iniziative rivolte alla popolazione anziana.
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