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All’Asp di Agrigento nominato il capo staff del direttore generale. Ma l’ultimo si è dimesso perché indagato

All’Asp di Agrigento nominato il capo staff del direttore generale. Ma l’ultimo si è dimesso perché indagato
Adriano Cracò – coordinatore dello staff della Direzione Generale

Si tratta di Adriano Cracò, medico che aveva già ricevuto lo stesso incarico qualche anno fa.

Tra un imbarazzo giudiziario e una polemica politica, la sanità in Sicilia resta costantemente un terreno in cui le scosse di assestamento si susseguono. Anche quando si tratta soltanto di occupare posti vacanti, le nomine finiscono sempre per attirare l’attenzione degli addetti ai lavori e non.

Tra le ultime che si sono registrate, a estate già iniziata, c’è quella di Adriano Cracò, individuato come figura migliore per occupare il ruolo di coordinatore dello staff della Direzione generale all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento.

Per Cracò, che è un medico specializzato in Ortopedia e Traumatologia, si tratta di un incarico al vertice di una Uoc, una unità operativa complessa. Un ruolo di responsabilità che per sua natura opera a fianco del manager dell’Asp ma che è arrivato in un momento in cui l’azienda sanitaria agrigentina è al centro di un caso non da poco: il coinvolgimento dell’ormai ex direttore Giuseppe Capodieci nell’indagine sui presunti rapporti corruttivi che avrebbero condizionato le attività del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del Servizio sanitario della Regione, e all’interno del quale avrebbe avuto un potere non indifferente il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto. Per quest’ultimo la procura di Caltanissetta ha chiesto l’arresto.

Direzione temporanea

Quello di Adriano Cracò alla guida dello staff che affianca la direzione generale dell’Asp di Agrigento è un ritorno. Il medico, infatti, aveva già ricevuto lo stesso incarico qualche anno fa.

Era infatti il 2023 quando l’ufficio stampa dell’Azienda dava notizia della nomina di Cracò, all’epoca in arrivo dall’Uoc Controllo di gestione.
Nella nota, ancora oggi rinvenibile sul web, veniva specificato che la nomina era arrivata su disposizione dell’allora commissario straordinario dell’Asp Mario Zappia e che lo staff di cui Cracò sarebbe stato coordinatore “è un’articolazione organizzativa complessa, con responsabilità di gestione diretta di risorse umane e tecniche, dipendente direttamente dalla direzione generale”. L’organismo a propria volta si avvale di “uno staff generico, con compiti di supporto e segreteria, uno staff dedicato composto da varie unità operative semplici cui viene attribuita l’organizzazione di diversi strumenti di gestione, e uno staff specializzato che ricomprende aree d’azione ad elevata caratterizzazione”.
È molto più recente, per l’esattezza della scorsa settimana, la notizia della nuova nomina.

Originario di Sciacca, Cracò stavolta svolgerà il ruolo di coordinatore in un momento in cui la guida dell’azienda è affidata ad interim a Raffaele Elia. Quest’ultimo, infatti, fino allo scorso mese era il direttore sanitario dell’Asp.

L’estensione dei poteri per Elia è arrivata dopo che Capodieci, appreso dell’indagine che lo vede accusato di corruzione, ha deciso di fare un passo indietro. Ad attendere Cracò, quindi, il compito di uno staff che fino a poco tempo fa faceva riferimento a Capodieci e che invece da pochissimo avrà come manager Elia.

Le recenti esperienze

Nonostante la specializzazione da ortopedico, la lunga carriera del medico saccense è costellata di incarichi di tipo soprattutto gestionale.
A febbraio scorso, per esempio, era stata data la notizia della sua nomina a direttore di presidio medico negli ospedali riuniti Sciacca-Ribera. In precedenza, invece, Cracò aveva lavorato nella direzione sanitaria dei presidi ospedalieri di Agrigento e Ribera e poi al timone della Uoc Controllo di gestione e sistemi informativi statistici aziendali.

L’indagine al Cefpas

Nell’inchiesta che ha portato al terremoto giudiziario che ha colpito il Cefpas, compare il nome di Cracò. Il medico, che non è indagato, è citato in alcune intercettazioni in cui a parlare sono anche l’esponente di Forza Italia Gallo Afflitto e il manager Capodieci.

Questi ultimi sono accusati di avere concordato le modalità per far sì che la moglie del politico potesse andare a lavorare ad Agrigento, città in cui vive. La strategia sarebbe passata dalla stipula di un accordo quadro per la mobilità del personale tra il Cefpas e l’Asp. “Ci penso io a parlare con Cracò”, diceva al deputato Gallo Afflitto Gioacchino Pontillo, esperto giuridico-amministrativo del Cefpas nonché secondo i pm uomo di fiducia dell’esponente politico. L’intercettazione riguarda uno dei passaggi in cui Gallo Afflitto chiede a Pontillo garanzie sulla fattibilità dell’accordo che avrebbe favorito la moglie. Tuttavia i due non entrano nei dettagli di quale apporto Cracò avrebbe dovuto dare alla causa.

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