Home » Province » Palermo » Bagheria, il Comune introduce nuove sanzioni sull’esposizione di prodotti ortofrutticoli

Bagheria, il Comune introduce nuove sanzioni sull’esposizione di prodotti ortofrutticoli

Bagheria, il Comune introduce nuove sanzioni sull’esposizione di prodotti ortofrutticoli
Comune di Bagheria

L’ordinanza sindacale ha l’obiettivo di garantire l’igiene pubblica, la sicurezza alimentare e il decoro urbano attraverso regole chiare e sanzioni rigorose per gli esercizi fissi, i mercati e il commercio

Un’ordinanza sindacale per garantire l’igiene pubblica, la sicurezza alimentare e il decoro urbano attraverso regole chiare e sanzioni rigorose per gli esercizi fissi, i mercati e il commercio. A Bagheria, Palermo, il Comune approva la nuova disciplina sanzionatoria sull’esposizione dei prodotti ortofrutticoli.

La nuova disciplina sanzionatoria per tutelare la salute dei cittadini

Il provvedimento introduce un’articolata disciplina sanzionatoria che integra la precedente ordinanza n. 46 del 19/11/2025 , con l’obiettivo prioritario di tutelare la salute dei cittadini, la sicurezza alimentare e il decoro delle aree pubbliche cittadine.  L’atto è stato redatto in sinergia dalla Direzione IV Polizia Municipale, guidata dalla comandante Francesca Annaro e dalla Direzione V Urbanistica diretta dall’ingegner  Nunzio Santoro. La nuova ordinanza mappa nel dettaglio le sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie – come la sospensione dell’attività o la revoca delle autorizzazioni – suddivise per tipologia di operatore. Vediamo le diverse sanzioni.

Esercizi commerciali in sede fissa

Per i negozi stabili sono previste sanzioni  da un minimo di  1.549 euro a un massimo di 15.494 euro. E’ previsto il pagamento in Misura Ridotta (P.M.R.) stabilito a 3.098 euro nei seguenti casi:

  • esposizione all’aperto di prodotti facilmente deperibili o soggetti a rapido deterioramento
  • mancata adozione di coperture o schermature idonee a proteggere gli alimenti da raggi solari
  • polveri e agenti inquinanti
  • merce collocata a terra o su piani rialzati ad un’altezza inferiore a un metro 

La sanzione accessoria riguarda la sospensione dell’attività fino a 20 giorni in caso di particolare gravità o recidiva (intesa come la medesima violazione commessa per 3 volte in 5 anni).

Commercio su aree pubbliche in forma itinerante

Per gli operatori itineranti e i produttori agricoli su aree pubbliche, le sanzioni vanno da 103 euro  a 516 euro (P.M.R. € 206,00) per violazioni quali:  

  • apertura di più di un lato del veicolo o del lato di scarico
  • sosta prolungata oltre il tempo strettamente necessario a servire il cliente
  • mantenimento di cassette sull’area pubblica o uso di banchi mobili non idonei

La sanzione accessoria riguarda la ospensione dell’autorizzazione fino a 60 giorni o revoca. In caso di recidiva, verrà applicato l’importo massimo edittale.

Banchi nei mercati 

Previste sanzioni da 25  a 500 euro (P.M.R. € 100,00) per banchi instabili, privi di sistemi di protezione o realizzati con materiali non facilmente lavabili, nonché per piani posizionati a meno di un metro da terra.  

Contrasto all’occupazione abusiva di suolo pubblico 

In base al Codice della Strada, l’occupazione abusiva dell’area stradale comporta una sanzione da 173 a 694 euro.

Il Comune applicherà tolleranza zero per i reati ripetuti, prevedendo sanzioni accessorie di chiusura temporanea dell’attività:  
– Seconda violazione (entro 12 mesi): Chiusura dell’attività per 5 giorni consecutivi.  
– Terza violazione (entro 24 mesi): Chiusura dell’attività per 10 giorni.  
– Quarta violazione (entro 24 mesi): Chiusura dell’attività per 90 giorni consecutivi. 

L’Amministrazione precisa che l’applicazione delle sanzioni amministrative lascia comunque salva la responsabilità penale nei casi previsti dalla Legge n. 283/1962 (art. 6) in materia di conservazione di alimenti in cattivo stato. I proventi e la gestione dei rapporti per gli esercizi a sede fissa faranno capo direttamente al Sindaco. Il pagamento in misura ridotta (P.M.R.) deve essere effettuato tassativamente entro 60 giorni dalla notifica.   L’ordinanza è consultabile integralmente sull’Albo Pretorio e sul sito istituzionale dell’ente.  Contro il provvedimento è possibile proporre ricorso giurisdizionale al TAR entro 60 giorni o ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana entro 120 giorni dalla pubblicazione.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram