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Caldo record e incendi, l’agricoltura siciliana in ginocchio. Marchese al QdS: “Rischiamo la desertificazione”

Caldo record e incendi, l’agricoltura siciliana in ginocchio. Marchese al QdS: “Rischiamo la desertificazione”
Rosario Marchese Ragona, presidente Confagricoltura Sicilia. Foto Facebook

L’allarme lo lancia il presidente di Confagricoltura che sottolinea: “Un vero disastro, serve urgentemente tornare a piantare alberi per evitare l’aumento costante delle temperature. Coltivazioni tradizionali a rischio: uva da tavolo, da mosto, albicocche, in sofferenza”

Caldo record, incendi e l’agricoltura siciliana è in ginocchio con l’isola che rischia anche la desertificazione. A lanciare l’allarme è il presidente regionale di Confagricoltura, Rosario Marchese Ragona. Non solo dunque il reale rischio provocato dai roghi ma anche danni “collaterali” per uno dei settori più importanti dell’Isola.

“Ieri ero stato a Trapani e poi da Palermo tornavo a Catania e a Resuttana ho visto l’inferno – racconta al QdS – con fiamme che minacciavano le aziende agricole del posto. Un vero disastro. Le alte temperature testimoniano il cambiamento climatico. Le posso dire che quello che stiamo vivendo in questa estate ce lo ricorderemo per molto tempo”.

Coltivazioni tradizionali in sofferenza

Questo cosa comporta?

“Le coltivazioni tradizionali soffrono tantissimo. Ho visto danni ovunque nel mio viaggio di ritorno da Palermo a Trapani. Parliamo di danni alle uve da tavola, da mosto, albicocche, pesche. E ogni anno si perde quantità di patrimonio boschivo non indifferente. Veda quello che è successo a Resuttana e lo moltiplichi. Purtroppo è un processo che da anni si intensifica e dà problemi non solo alle aziende agricole ma anche agli allevatori”.

Incentivi per gli agricoltori per tornare a piantare alberi

Un rimedio?

“C’è sempre la prevenzione e soprattutto la possibilità di piantare alberi. L’unione europea anni fa aveva un regolamento (il 2080 del 1992) che offriva all’agricoltore fondi sia per la coltivazione che per la manutenzione dei terreni e la piantumazione degli alberi. Da alcuni anni questi incentivi non ci sono più. Si dovrebbe aiutare questa pratica perché con meno alberi inevitabilmente le temperature aumentano e con esse il processo di desertificazione che rischiamo diventare sempre più estremo”.

Marchese Ragona prosegue: “Ho visto uva letteralmente bruciata e poi a peggiorare il quadro per noi agricoltori anche l’aumento dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti. La frutta non aumenta ma le spese per noi sì. Non dobbiamo più pensarci oltre, serve la prevenzione per evitare che incendi come quelli che abbiamo visto in queste ore possano fare ulteriori danni e un piano di rimboschimento in Sicilia”.

E infine sui danni: “È ancora presto fare la conta, ma sono già molto ingenti”.

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