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Pescatori siciliani, è emergenza: il gasolio pesa sui guadagni e gli aiuti si fanno attendere

Pescatori siciliani, è emergenza: il gasolio pesa sui guadagni e gli aiuti si fanno attendere
Pescheraccio. Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay (REPERTORIO)

I lavoratori del settore chiedono garanzie su diversi fronti. Pantanella della Flai Cgil Palermo al QdS.it: “Servono ristori immediati”. Il 20 novembre aderiranno allo sciopero generale

Il caro carburanti sta stringendo ancora di più la morsa sui pescatori siciliani. In un settore in crisi da anni, basti pensare che da 20.000 addetti del 2005 si è passati ai circa 7.500 attuali, questa voce sta creando diverse preoccupazioni.

Ma c’è anche l’inflazione, ossia il carovita che imperversa, che non fa dormire sonni tranquilli e c’è anche la consapevolezza di avere profitti sempre più risicati. La politica europea ha molto ridimensionato la pesca nel Mar Mediterraneo e rivisto in maniera molto rigida le regole. Questo per salvaguardare le specie evitando la pesca selvaggia. Si aggiungono anche i fermi biologici e le giornate di stop forzato quando le condizioni meteo marine sono sfavorevoli e si è costretti a rimanere a terra.

L’impennata dei carburanti ha però dato un colpo non indifferente. Nei giorni scorsi un ddl all’Ars proposto dal deputato del Pd Dario Safina parla di rimborsi di 30 euro per ogni giorno di fermo forzato e nuova gestione di ristori con “maggiori vincoli per gli armatori”.

Ma tra un paio di settimane, il 20 novembre, con inizio alle 9, ci sarà uno sciopero generale con alcune cooperative di pescatori che aderiranno al 100%. A Palermo sono previsti due cortei: uno dei lavoratori, l’altro degli studenti. I pescatori, assieme alle altre categorie, inizieranno la manifestazione da Porta Nuova, gli studenti da Porta Felice e si incontreranno ai Quattro Canti per poi giungere al Massimo.

Valentina Pantanella, componente della segreteria Flai Cgil Palermo con delega alla pesca parla al QdS.it del settore e delle diverse criticità. Problematiche che spesso sconosciute ai molti.

“Naturalmente ringraziamo le forze politiche che espongono il problema della categoria – osserva Pantanella – noi, prima di ottobre abbiamo avuto confronti nelle marinerie in merito all’impennata del gasolio e i lavoratori hanno raccolto firme per una proposta di legge. Il gasolio è aumentato ed è quasi un euro e 80 centesimi. Queste spese vengono divise tra armatore ed equipaggio ma servono controlli per far si che i ristori vengano equamente retribuiti. Nelle settimane scorse abbiamo protestato per questo, tuttavia serve anche altro per aiutare questi i lavoratori”.

Pantanella: “Servono ristori immediati”

C’è il tema dei ristori per il fermo biologico che causa lo stop forzato della attività lavorative che preme. “Servono ristori immediati – prosegue – perché allo stato attuale la situazione è ben diversa da quella di tante altre categorie. Non ci sono ammortizzatori sociali che agiscano nel breve termine. Generalmente chi fa la domanda per l’indennità di fermo deve aspettare anche due anni. Poi c’è un altro aspetto che è giusto ricordare: questo è un lavoro usurante e molti vanno in pensione a 67 anni con tantissimi anni di contributi e un assegno risicato, è simile a quello sociale. E non c’è neppure il ricambio generazionale. Ci sono sempre meno giovani che vogliono fare questo mestiere”.

Le richieste dei sindacati

“Chiediamo che ci sia un ammortizzatore sociale strutturale per i pescatori che riesca a sopperire la mancanza delle giornate di pesca. Funzionali per i pescatori come lavoratori hanno esigenze diverse dovute alla diversa strutturazione della paga: una parte fissa, l’’altra alla parte’ ossia inbase al pescato”.

Inoltre: “Chiediamo un prezzo fisso (non oscillante) del carburante. Ieri si è mossa qualche cosa non tanto sul caro gasolio ma sugli ammortizzatori sociali”. Queste figurano tra le varie voci della Finanziaria nazionale che verrà discussa nelle prossime settimane.

Cassa integrazione ai lavoratori pesca e 100 milioni per i pescherecci

Nella manovra Finanziaria 2027 c’è un nuovo fondo da 100 milioni di euro per ammodernare la flotta peschereccia italiana riducendone i consumi energetici, e una cassa integrazione per i lavoratori della pesca.

Lo prevedono alcuni articoli del disegno di legge di Bilancio, in particolare l’88 e il 49. Riguardo il fondo, vengono stanziati 60 milioni di euro per il 2027 e 40 milioni per il 2028, che saranno destinati a sostenere interventi sull’efficientamento energetico e all’ammodernamento sostenibile delle unità della flotta da pesca nazionale, nonché a migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro del personale imbarcato e la competitività delle imprese di pesca.

La misura, inoltre, stabilisce che i criteri e le modalità di accesso ai finanziamenti saranno definiti con un successivo decreto del ministero dell’Agricoltura.

Il Ddl di bilancio introduce dal 2027 anche una cassa integrazione per i lavoratori della pesca, con un’indennità pari all’80% della retribuzione per un massimo di 90 giornate all’anno.

Viene specificato che la prestazione è riconosciuta in relazione alle giornate di lavoro non prestate per sospensioni dell’attività dovute a intemperie stagionali o ad altre cause non imputabili al datore di lavoro o ai lavoratori, aventi carattere transitorio.

Tra queste rientrano i fenomeni infettivi e gli attacchi parassitari rilevanti, la mancanza di lavoro e la perdita di commesse, la perdita consistente del prodotto e i provvedimenti adottati dalle autorità nazionali o dell’Unione europea. Inoltre, come si legge nella relazione tecnica, “dal 2027 la misura non è prorogata in quanto sostituita, in via strutturale, dalle complessive tutele previste dalla disposizione in esame”.

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