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“Non è uno sconto di pena”: a Catania parte il progetto di Giustizia Riparativa per i detenuti. Cos’è e come funziona

“Non è uno sconto di pena”: a Catania parte il progetto di Giustizia Riparativa per i detenuti. Cos’è e come funziona

Presentato l’accordo tra Comune e Tribunale per rieducare coloro i quali hanno commesso reati attraverso un percorso di ricostruzione di vita

Una nuova struttura, sita nel quartiere di Monte Po (in via Leonardo Vigo), allestita dall’Amministrazione comunale di Catania in sinergia con il Ministero. È questo il frutto dell’accordo sulla Giustizia Riparativa siglato dal sindaco Enrico Trantino con il Tribunale di Catania. Il Centro — accessibile e servito da mediatori esperti e qualificati — si rivolge all’intero territorio del distretto e dà concreta attuazione alla Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022), che ha introdotto lo strumento della giustizia riparativa nell’ordinamento penale prevedendo la creazione di Centri dedicati in ogni distretto di Corte d’Appello.

La presentazione a Palazzo degli Elefanti

A Palazzo degli Elefanti si è tenuta proprio questa mattina la conferenza stampa di presentazione del progetto. A far gli onori di casa il sindaco del Comune Etneo, Enrico Trantino, agli assessori Giuseppe Marletta e Serena Spoto, alla presenza naturalmente anche dei vertici giudiziari del Tribunale di Catania.

Trantino: “Giustizia Riparativa strumento per consentire a chi ha sbagliato di ricostruire una nuova vita”

”La pena che ogni detenuto è tenuto a scontare deve essere anche risocializzante – afferma il sindaco di Catania Enrico Trantino – Deve cioè servire a ricostruire un nuovo percorso di vita. Il tutto ovviamente commisurato al reato compiuto e al rispetto delle vittime che hanno subito esso, prendendo coscienza di ciò che si è compiuto e perché lo si è fatto. La giustizia riparativa risponde anche al superamento dei conflitti, come ripetuto anche durante una delle ultime encicliche di Papa Leone. Dobbiamo essere bravi ad individuare quello che unisce e connette, diventando così nel complesso dei cittadini migliori. L’istituto della Giustizia Riparativa, laddove permette il superamento del trauma e del conflitto per giungere ad un nuovo percorso di vita, significa superamento del lutto e del trauma che, dopo il gesto compiuto, il futuro possa essere solo buio e nero. La Giustizia Riparativa vuole alimentare speranza, favorendo l’incontro tra vittima e autore del reato mediante la presenza dei mediatori per costruire un nuovo domani. Noi come amministrazione comunale metteremo a disposizione una sede, sita a Monte Po, con sei mediatori e un team di assistenti sociali che dovranno seguire questo percorso una volta instaurato con l’obiettivo di ricostruire una vita e superare le avversità che hanno portato alla pena”.

Presidente Ordine Avvocati Catania: “Escamotage per sconto di pena? No, ecco perché”

”Questa è una giornata importante – le parole invece del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Catania Antonino Guido Distefano – Aspettavamo da tempo l’avvio della mediazione penale e dunque dell’istituto della Giustizia Riparativa. Si tratta di un percorso in parte risarcitorio e in parte conciliativo che ha dei riflessi su quella che è la serenità a livello sociale in generale. Auspico che l’istituto possa essere una sorta di ‘medicina’ per risolvere la conflittualità sociale. Nei Paesi in cui la Giustizia Riparativa è già attiva da tempo, vi è stata una fortissima diminuzione della recidiva del reato perché i detenuti riescono a rendersi conto dei propri errori e cambiare la propria prospettiva di vita. Giustizia Riparativa escamotage per alleviare la pena? No, si tratta di una lettura errata e maliziosa. L’istituto prevede, se seguito, una diminuzione in termini di durata della condanna, ma ha anche un contrappeso. Il detenuto che decide di seguirlo deve infatti accettare di rivedere il proprio modo di concepire la vita e pentirsi dei reati commessi. Ricordiamoci infatti che la pena deve essere sia retributiva ma, secondo la normativa vigente, possedere anche lo scopo della rieducazione”.

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