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Catania, ritorno al passato a Ognina: il Tar conferma lo sgombero dei pontili

Catania, ritorno al passato a Ognina: il Tar conferma lo sgombero dei pontili
Il porticciolo di Ognina

Respinto il ricorso de La Tortuga contro l’ingiunzione con cui la Struttura territoriale dell’ambiente di Catania chiedeva la liberazione delle aree banchinate. Sullo sfondo resta l’ipotesi di una nuova richiesta di concessione

Ognina, si torna indietro. Nel porticciolo del borgo marinaro cantato da Verga, a Catania, sono scomparsi i pontili nello specchio acqueo antistante la chiesa, concessi nel 2024 dall’assessorato Territorio e Ambiente a La Tortuga, in ampliamento della concessione già in essere e relativa all’altra porzione di porto Ulisse, alla destra del molo. E, almeno per ora, non verranno ripristinati. È la sentenza del Tar di lunedì scorso che sembra, finalmente, aver messo un punto alla lunga battaglia per la salvaguardia dei luoghi, avviata e combattuta soprattutto da Legambiente e dal Circolo Canottieri Jonica.

Pontili Ognina, respinto il ricorso di La Tortuga

I giudici hanno infatti respinto il ricorso presentato l’8 luglio scorso dalla società concessionaria che, sostenendo tra le altre cose, che “l’interesse pubblico sotteso alla conservazione dei luoghi può benissimo essere assicurato dalla ricorrente pur con il mantenimento del pontile in questione, ferma restando l’inattività sul molo”, chiedeva l’annullamento dell’ingiunzione di sgombero contenuta nella nota dello scorso primo luglio 2026 con cui la Struttura territoriale dell’ambiente (Sta) di Catania imponeva la liberazione delle aree banchinate già concesse dall’Assessorato regionale con atto suppletivo nel 2024.

Ingiunzione conseguente alla sentenza del Cga che, nel 2026, ha dichiarato illegittimo il parere favorevole espresso dalla Soprintendenza per il progetto di ampliamento del porto di Ognina e alla quale Tortuga ha tentato di resistere, invano. “Qualora siano abusivamente occupate zone del demanio marittimo o vi siano eseguite innovazioni non autorizzate, il capo del compartimento ingiunge al contravventore di rimettere le cose in pristino entro il termine a tal fine stabilito e, in caso di mancata esecuzione dell’ordine, provvede d’ufficio, a spese dell’interessato”, riporta la sentenza. L’annullamento giurisdizionale del titolo concessorio avente ad oggetto una determinata zone demaniale comporta, dunque, quale logica conseguenza, “la caducazione del presupposto legittimante l’occupazione del bene pubblico. Ne consegue – sostengono i giudici – che l’ingiunzione di sgombero e di ripristino dei luoghi costituisca un atto dovuto e vincolato, finalizzato al ripristino della piena disponibilità del bene in favore dell’Amministrazione proprietaria, senza necessità di una specifica motivazione sull’interesse pubblico ulteriore rispetto a quello insito nel ripristino della legalità violata”.

Ognina, Legambiente e Canottieri Jonica soddisfatti per la sentenza

Una soddisfazione per l’avvocato Lino Barreca, legale del Circolo Canottieri Jonica, che insieme a Legambiente si è opposto al ricorso sul quale si è pronunciato il Tar e che sintetizza quanto avvenuto. “Tortuga ha provato a mantenere i pontili, in attesa che l’assessorato decidesse su una istanza di riavvio del procedimento – ci spiega -. Nel frattempo, la Sovrintendenza ha comunicato di stare valutando se mettere un vincolo paesaggistico sull’intera zona bloccando di fatto tutto. Il demanio, a quel punto – continua il legale – ha ordinato di rimuovere le opere alla società che ha impugnato il provvedimento cercando di avere una sospensiva. La sentenza del Tar ha obbligato, invece, a rimuovere tutto”.

Ognina, possibile una nuova concessione dei pontili

Questo non significa necessariamente che su quello specchio acqueo non possa essere ripresentata istanza per ottenere una concessione, ma solo dopo che la Sovrintendenza stabilirà cosa fare, se apporre il vincolo sull’intero golfo. Sono gli stessi giudici amministrativi a metterlo nero su bianco, a scanso di equivoci.

“A nulla rileva che, eventualmente, a conclusione del procedimento amministrativo riattivato a seguito della pronuncia giurisdizionale caducatoria l’Amministrazione procedente possa addivenire, per il futuro, alla decisione di ‘riadottare’ un nuovo titolo concessorio legittimante l’occupazione del bene demaniale – si legge nella sentenza -. Viene a determinarsi, infatti, una cesura tra il provvedimento già annullato dal Giudice amministrativo e l’eventuale nuovo titolo concessorio che l’Amministrazione riadotterà, se del caso, al termine di un nuovo procedimento amministrativo, il quale avrà effetti dal momento della sua adozione”. Una vittoria per tutti coloro che, sin da subito, hanno contestato l’ampliamento della concessione da parte dell’assessorato, tra tutti il Comune di Catania che su quei luoghi ha ben altre intenzioni.