ACIREALE – Verrebbe da dire che non ci sia pace neanche da morti. L’ironia però non può trovare cittadinanza in ciò che è accaduto nel giro di pochi mesi tra Aci Catena e Acireale, nei cui cimiteri i carabinieri sono intervenuti per mettere sotto sequestro gli ossari. Due indagini che stando a quanto fin qui trapelato avrebbero portata diversa, con quella catenota che rischia di avere riverberi non solo ambientali, e che mettono sotto la luce del sole la cattiva gestione della cosa pubblica anche quando riguarda la memoria di chi non c’è più, gli affetti verso chi ci ha lasciato.
L’indagine partita dall’esposto del Comune di Acireale
Dopo le ispezioni a sorpresa compiute dai militari a fine 2025 nel camposanto di Aci Catena, martedì è toccato a quello di Acireale. In questo caso, l’indagine è partita da un esposto dello stesso Comune che ha comunicato alla Procura i contenuti di una nota ricevuta a novembre scorso – poche settimane dopo la diffusione della notizia riguardante i ritrovamenti ad Aci Catena – dalla San Sebastiano Srl, la società privata che ha in gestione il cimitero.
“Nel corso di un’ispezione visuale degli ambienti dell’ossario comune del cimitero e di quelli posti all’interno delle cappelle San Crispino e Santa Maria degli Angeli è stata riscontrata la presenza, all’interno dei relativi ambienti, di materiali diversi dalle ossa umane (tra i quali feretri), presumibilmente lasciati in epoca remota e, comunque, precedentemente all’avvio della gestione del cimitero comunale da parte di questa società, avvenuto solo nel 2013”, si legge nella nota visionata dal Quotidiano di Sicilia. Nell’ossario sarebbero stati trovati materiali di diverso tipo, dallo zinco a suppellettili, buste e stoffe.
La nota del Comune e gli accertamenti dell’Asp
“Gli uffici comunali competenti per la gestione dell’area cimiteriale hanno tempestivamente attivato le procedure presso i competenti uffici dell’Asp di Catania, al fine di approfondire la vicenda e definire le attività da porre in essere per il recupero e lo smaltimento dei suddetti materiali estranei, nel rispetto della normativa vigente in materia ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro. Contestualmente, hanno provveduto a segnalare i fatti alla Procura della Repubblica di Catania”, ha fatto sapere in una nota l’Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Barbagallo.
Il caso in Consiglio comunale tra maggioranza e opposizione
I chiarimenti, tuttavia, non sono serviti a placare le polemiche, specialmente sul fronte politico. Del sequestro dell’ossario si è parlato in Consiglio comunale, nel corso di una seduta in cui il primo cittadino è stato assente. A parlare è stato l’assessore al Cimitero Giuseppe Vasta, che ha ribadito come l’Amministrazione comunale si sia messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. “Noi stiamo collaborando con le forze dell’ordine dal primo minuto”, ha detto l’esponente della Giunta Barbagallo.
Le critiche dell’opposizione sul cimitero di Acireale
Dall’opposizione, però, non sono mancati gli attacchi. “Il sindaco ha deciso di non intervenire anche se è la massima autorità sanitaria”, ha dichiarato Matteo Sapienza, consigliere comunale della Lega. Ad Acireale, il tema cimitero era già entrato in aula consiliare già precedentemente al sequestro. A essere discussa in queste settimane è stata infatti la decisione da parte della società concessionaria di contestare il presunto abbandono delle sepolture da parte delle famiglie concessionarie. Una sfilza di cartelli sono comparsi per notificare l’esigenza di regolarizzare i rapporti, anche economici, con le famiglie utilizzatrici delle tombe.
“Nell’ultimo consiglio si è parlato del cimitero, di tombe e avvisi, e il sindaco disse che di quello che succedeva al cimitero non ne sapeva nulla”, ha continuato Sapienza intervenendo nel corso della seduta. Il consigliere d’opposizione ha poi riportato l’attenzione su un altro aspetto della relazione che c’è tra il Comune e la San Sebastiano Srl. Quest’ultima, infatti, risulta essere tra gli sponsor delle iniziative culturali promosse dall’Amministrazione Barbagallo, avendo dato un contributo di poco superiore ai seimila euro. “Più volte sul tema delle opportunità e dei conflitti di interesse, questa amministrazione ha dimostrato di peccare”, ha attaccato Sapienza. Nel mirino ci sono le tempistiche relative alla segnalazione dei resti e il momento in cui è stata erogata la sponsorizzazione: alla prima nota di novembre della San Sebastiano, ne è seguita una a febbraio. Allo stesso mese, risale il contributo della società dato al Comune. “Per opportunità sarebbe stato il caso di non accettarlo, ma sappiamo che l’Amministrazione sulle scelte di opportunità è inesistente”, ha concluso Sapienza.

