Cinzia Dato (AVS): “Welfare e ambiente tra le mie priorità” - QdS

Cinzia Dato (AVS): “Welfare e ambiente tra le mie priorità”

giulia biazzo

Cinzia Dato (AVS): “Welfare e ambiente tra le mie priorità”

Giulia Biazzo  |
venerdì 31 Maggio 2024

Il Quotidiano di Sicilia incontra i candidati
“Non può esistere un’Unione seria senza Russia e Turchia”

Cinzia Dato è candidata alle europee con la coalizione Alleanza verdi sinistra nelle Isole. è stata docente di sociologia dei fenomeni politici nell’Università del Molise e alle elezioni politiche del 2001 è stata eletta per la prima volta al Senato della Repubblica per l’Ulivo (in quota di La Margherita), poi alla Camera dei deputati nella circoscrizione Sicilia.

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Qual è il modello vincente di Europa?
“Io sono nella stessa identica posizione dei federalisti europei e di Ventotene. L’Europa è in una culla del pensiero democratico. Il regno del welfare state, dei diritti umani e civili, della democrazia liberale. Ormai c’è molta confusione tra i termini e un balordo come Orban può parlare di democrazia illiberale, che non esiste. La democrazia o è liberale o non è. L’Europa non è un continente vero, è un collegamento tra occidente e mondo asiatico e orientale. Se noi non ne facciamo una forza importante, una potenza, – e quando io intendo potenza, non intendo in termini militari – sbagliamo”.

La Spagna ha riconosciuto lo Stato di Palestina ma è stata criticata da altri Paesi. Come si fa ad avere una voce univoca?
“Bisogna lavorare alle unificazioni. Fare una federazione mondiale è una condizione per la pace. Cos’è la federazione mondiale? Un sogno? Allora è un sogno anche che l’essere umano sia meno bestiale e meno violento, che riesca a mettersi a un tavolo e dirimere le questioni. La democrazia fa sì che lo scontro non avvenga tra le persone ma tra le idee, in Parlamento, e che a morire non sia mai una persona. Sia l’idea, casomai, a vincere o a perdere. Se noi restiamo ancora arginati all’idea della guerra, che poi alla fine pagano sempre le classi più povere, allora veniamo mossi dagli interessi mostruosi della Finanza che ha le industrie d’armi e che elegge l’uomo più potente del mondo, cioè il presidente degli Stati Uniti”.

In AVS lei sta con la sinistra o con i verdi?
“Se io ho accettato la loro candidatura non è per seguire un carro ma è nella speranza che il carro si apra attraverso le mie visioni. Prima di tutto io non condivido il ricorso a soglie di sbarramento, perché è un detrimento della rappresentanza democratica. Come lo giustificano sul piano del Parlamento nazionale? Con la governabilità. Posso capire il meccanismo a livello nazionale, non lo condivido: però mi è chiaro il ragionamento. Ma sul Parlamento europeo che non esprime un governo, ma è il massimo della rappresentatività delle culture europee, non si può escludere nessuna cultura politica. In questo momento ci sono questioni dirimenti: la questione ambientale, del nostro modello di sviluppo folle e autodistruttivo, la guerra e le diseguaglianze che stanno affliggendo e caratterizzando il nuovo sistema sociale del Pianeta. Per questo al Parlamento non può non esserci un ambientalista e uno che viene dalla cultura di sinistra – che io faccio fatica a individuare in questo momento nel Pd -. Ecco perché ho ritenuto un dovere dare la mia disponibilità a Leoluca Orlando e alle forze di Avs”.

Se entrasse in Parlamento, quali sarebbero le priorità?
“Difesa e welfare. Intanto sono punti da cui cominciare, con chi è pronto a farlo. Poi stiamo attenti a capire che cos’è Europa: non ci può essere un’Ue seria senza Russia e Turchia. La Russia è profondamente Europa nel senso di collegamento tra i mondi”.

E’ stato uno sbaglio escludere Putin da un ragionamento Ue?
“Io non so cosa sia stato uno sbaglio e giudico Putin una personalità inquietante già da quando seppi che diventava capo del Kgb. è uno dalla cui bocca escono cose inverosimili e inaccettabili. Però, a prescindere da Putin, a noi deve importare della Russia nei termini di un progetto europeo. Lo stesso vale per la Turchia”.

Come si concilia l’efficientamento energetico con il diritto alla casa?
“Non può gravare davvero sulle famiglie e soprattutto sulle famiglie poco abbienti. Questo è evidente. È chiaro che il 110 per cento nella sua applicazione e forse anche nella sua concezione, in quanto 110%, ha posto dei problemi. Se c’è lo spazio per un imbroglio nel sistema produttivo italiano noi ci troviamo chi ci si ficca, con la con la deresponsabilizzazione generale. Poi ci sono delle cose che io non condivido e che ridiscuterei, ma che il tema dell’ambiente e del risparmio energetico vada affrontato, è certo”.

Ponte sullo Stretto. Voi cosa proponete?
“Io sono contrarissima al ponte. Ho studiato in Commissione lavori pubblici un documento delle Ferrovie dello Stato nella mia prima legislatura, in cui si diceva che il ponte avrebbe dovuto rimanere chiuso 180 giorni l’anno. Parliamo del nulla. Le merci si spostano per mare e hanno bisogno di un porto che noi non abbiamo. Sarebbe un ponte nel deserto: abbiamo la ferrovia dell’ottocento, che non funziona. Il ponte è una follia: non ci sono le tecnologie, non c’è il denaro. Lo vogliono quelli che sperano di farlo perché per un trentennio avranno un’idrovora di denaro pubblico da controllare”.

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