PALERMO – Il deputato questore della Lega all’Ars spara a zero sull’inefficiente e costoso sistema delle circoscrizioni inviando una lettera ai sindaci delle tre Città Metropolitane e annunciando la trasmissione di un dossier alla Commissione parlamentare siciliana Antimafia e Anticorruzione. Vincenzo Figuccia lo ha annunciato nella sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana, con un nutrito gruppo di consiglieri di area presenti. Il deputato della Lega ha fatto i conti, e li ha proposti quale innaturale contrasto con le competenze e le prerogative delle circoscrizioni. La sola spesa per gli emolumenti di presidenti e consiglieri ammonta a circa 4,3 milioni di euro all’anno, cui si aggiungono altri 3,2 milioni di euro per il personale amministrativo, gli affitti delle sedi, le pulizie, la manutenzione e le utenze. Secondo Vincenzo Figuccia si arriva a 10 milioni, se si aggiungono i costi dei contenziosi con enti regionali, come lo Iacp, che riguardano il patrimonio immobiliare spesso indebitamente utilizzato.
I costi delle circoscrizioni nei Comuni siciliani
“Palermo è la città più onerosa – ha detto il deputato regionale entrando nel dettaglio – con circa 1,91 milioni di euro annui per le 8 circoscrizioni. Di questi, ben 1,55 milioni di euro sono destinati ai gettoni di presenza dei consiglieri circoscrizionali e quasi 362 mila euro annui per le indennità degli 8 presidenti. Ciò significa quasi 4 mila euro lordi ciascuno al mese”. Seguono, in ordine decrescente di costi, Messina e Catania. “Messina – continua – registra un costo stimato di circa 1,24 milioni di euro l’anno per gli organi politici. Il gettone di presenza dei consiglieri è salito nel febbraio 2024 da 28,06 euro a 70,84 euro lordi a seduta, con un tetto massimo mensile di 1.656 euro lordi. Infine, Catania: Il capoluogo etneo presenta un costo per le sue 6 municipalità di circa 1,19 milioni di euro. I 6 presidenti costano da soli 285.600 euro all’anno (circa 3.967 euro lordi al mese ciascuno), mentre sui costi dei 96 consiglieri e del personale amministrativo pesa una diffusa carenza di trasparenza, non essendo i dati rendicontati separatamente nei bilanci comunali”.
Decentramento amministrativo e polemica sulle circoscrizioni
L’attacco ai costi del sistema delle circoscrizioni formulato da Figuccia non è mirato a presidenti e consiglieri ma al limite che viene imposto loro. Un limite di cui aveva già parlato due settimane prima il sindaco di Taormina – leader del “partito dei sindaci” e aspirante “sindaco di Sicilia” – Cateno De Luca sostenendo di non sapere cosa farsene di otto circoscrizioni a Palermo senza alcuna autonomia. La linea, comune tra il leghista Figuccia e il fondatore di Sud chiama Nord De Luca ha una definizione: decentramento. “Mentre i cittadini affrontano quotidianamente i disservizi – ha detto Vincenzo Figuccia – legati alla manutenzione e alle emergenze urbane, i costi della politica legati al decentramento amministrativo nelle tre Città metropolitane siciliane hanno raggiunto cifre che impongono una riflessione profonda e un monitoraggio immediato. Parliamo di una spesa complessiva che si aggira intorno ai 10 milioni di euro all’anno, una somma enorme a fronte di pareri spesso puramente consultivi e non vincolanti”.
Le accuse di Figuccia sul funzionamento delle circoscrizioni
Ma dietro un sistema inefficiente, secondo il deputato, spesso si annida mala politica: “Nelle circoscrizioni ciò che appare intollerabile è il forte sospetto di un uso distorto dello strumento democratico delle convocazioni. Risulta infatti che in alcuni casi, come nella Quinta Circoscrizione del Comune di Palermo, i consigli circoscrizionali vengano convocati praticamente ogni giorno con l’unico obiettivo reale di far raggiungere ai consiglieri il tetto massimo del gettone di presenza mensile, che così viene trasformato in uno stipendio”. L’iniziativa di Vincenzo Figuccia è stata sposata dai colleghi del gruppo parlamentare all’Ars, anche se non presenti in sala stampa ma con i quali il deputato questore del parlamento siciliano è stato a cena domenica sera. Inoltre, pare esserci condivisione non soltanto dai vertici regionali della Lega ma anche da altri alleati “di centro e autonomisti come la Lega”. Uno di questi è appunto Cateno De Luca.
Regionali Sicilia, rapporti nel centrodestra e alleanze
In sala stampa, con Vincenzo Figuccia si è parlato anche di alleanze in vista delle prossime regionali, e il nostro giornale lo ha incalzato su alcuni aspetti chiedendo di entrare nel merito dei rapporti e senza omettere i nomi dei partiti cui si fa riferimento. Sul sindaco di Taormina, Figuccia non ha confermato alcun accordo già raggiunto tra Lega e Sud chiama Nord. Di contro, il deputato della Lega all’Ars ha sottolineato e ribadito la vocazione sturziana e autonomista che li accomuna. “Tante battaglie ci hanno unito, ma all’amico Cateno – ha risposto Vincenzo Figuccia – dico di smettere di giocare in un terreno che non è il suo: con la sinistra De Luca non ha nulla a che fare. Torni nel perimetro in cui ha sempre lavorato. È un uomo di grande competenza e, sono sicuro, che nel prossimo governo regionale giocherà un ruolo fondamentale. È un partner privilegiato del centrodestra”.
Altro nodo, anch’esso autonomista, è quello dello scontro tra Luca Sammartino e Raffaele Lombardo, uno leader della Lega in Sicilia e l’altro leader e fondatore del Movimento per l’Autonomia. “Lombardo sta vivendo un rinnovamento nel suo movimento – ha detto Figuccia dell’alleato di governo in Sicilia – con uomini che faranno emergere le ragioni che uniscono il centrodestra. Sarebbe un errore abbandonarsi a guerre fratricide. Il centrodestra per sua vocazione è abituato a superarle”. Il deputato della Lega confida nella capacità di superare i conflitti in vista delle prossime regionali, anche se tutti gli indizi inducono a pensare che più che deporre l’ascia di guerra si andrà allo scontro aperto tra i due partiti che hanno in comune un proprio centro gravitazionale a Catania. Infine, Vincenzo Figuccia si concede anche una spassionata opinione sull’attuale stato della coalizione di opposizione, con specifico riguardo all’odierno campione di consenso popolare: “Sono certo che il mio amico La Vardera sarà destinato a una corsa solitaria. Se si unisse al Pd e ai 5 Stelle, si scioglierebbe come neve al sole”.

