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Dalla sanità siciliana alle infrastrutture digitali nazionali, Daniela Faraoni a Roma per guidare Infratel Italia

Dalla sanità siciliana alle infrastrutture digitali nazionali, Daniela Faraoni a Roma per guidare Infratel Italia
Daniela Faraoni, ex assessore alla Salute in Sicilia. Foto da Imagoeconomica

Non è un incarico da “poltrona di accomodo”, ma una presidenza di elevato interesse strategico per l’ex numero uno dell’Assessorato regionale alla Salute

Sul futuro di Daniela Faraoni dopo il passaggio di delega assessoriale sulla Sanità a Marcello Caruso, già segretario particolare di Renato Schifani e segretario regionale di Forza Italia in Sicilia, erano circolate varie ipotesi delle quali nessuna trovava valido fondamento. Alla fine, dopo la direzione generale dell’Azienda sanitaria più grande d’Italia e la guida dell’Assessorato della Salute, Daniela Faraoni è stata nominata presidente di Infratel Italia. Non è un incarico da “poltrona di accomodo”, ma una presidenza che vale quanto un sottosegretariato in un Ministero di interesse strategico come quello alle infrastrutture.

Infratel Italia è infatti il “soggetto attuatore della Strategia Nazionale per la Banda Ultralarga su incarico del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ”, si legge sul sito ufficiale dell’ente. Una società in house del Mimit, controllata da Invitalia, che costituisce il principale braccio operativo dello Stato per la realizzazione delle infrastrutture digitali nazionali.

Daniela Faraone presidente di Infratel Italia, l’importante incarico

Nell’epoca della corsa alla digitalizzazione e alla banda ultra larga, Infratel Italia è una struttura strategica di grande peso per la politica nazionale, anche – o soprattutto – in termini di investimenti. Infratel è infatti stazione appaltante per gli interventi infrastrutturali da realizzare in 634 comuni attraverso il “Piano BUL – Modello Diretto” e svolge ruolo di concedente per la realizzazione delle reti nelle altre aree bianche, nell’ambito del “Piano BUL – Modello a Concessione”.

Una struttura che gestisce miliardi di euro di investimenti pubblici e che riveste un ruolo cruciale nella sicurezza tecnologica, nella competitività economica e nella modernizzazione dell’Italia attraverso la realizzazione di banda ultra larga, reti strategiche, copertura delle aree interne, digitalizzazione della pubblica amministrazione e attuazione di una parte fondamentale degli investimenti del Pnrr.

La presidenza di Infratel è considerata l’incarico più vicino a quello di un Ministero tecnico, perché non si tratta soltanto di governance aziendale ma svolge una funzione di raccordo permanente tra governo nazionale, ministeri, regioni, operatori industriali ed istituzioni europee, incidendo direttamente sulle grandi politiche di innovazione e sulla velocità della trasformazione digitale nazionale. Daniela Faraoni, conosciuta per gli incarichi dirigenziali e in ultimo assessoriale in ambito sanitario, non è un medico ma una manager laureata in Giurisprudenza.

La carriera, l’esperienza e la vicinanza alla Lega

Dopo le dimissioni di Giovanna Volo dall’Assessorato della Salute, la scelta di Renato Schifani è ricaduta su Daniele Faraoni per il compito di gestione dei processi di riequilibrio economico-finanziario, controllo della spesa pubblica, certificazione dei bilanci e rafforzamento dei sistemi di governance e compliance del sistema sanitario regionale. Esperienze che l’hanno portata a supervisionare strutture con bilanci superiori ai due miliardi di euro annui, coordinando sistemi organizzativi tra i più complessi della pubblica amministrazione italiana. Un know-how che è divenuto bagaglio – come si diceva un tempo – da portare a Roma.

Ritenuta vicina alla Lega, cui è tesserato il figlio sindaco ter di Serradifalco, Daniela Faraoni era stata scelta direttamente da Palazzo d’Orleans con l’approvazione del partito di Matteo Salvini in Sicilia e il nullaosta di Fratelli d’Italia. Sul medio periodo la sua delega, considerata di assessore tecnico come quella di Alessandro Dagnino, aveva suscitato malumori nella coalizione di maggioranza ed in particolare all’interno di Forza Italia che rivendicava l’attribuzione della delega alla Sanità a un politico, insieme con quella per l’Economia.

Blindato l’avvocato Alessandro Dagnino, Daniela Faraoni aveva ceduto la guida dell’Assessorato di piazza Ottavio Ziino al politico Marcello Caruso dopo aver già dovuto rinunciare alla direzione generale dell’Asp 6 di Palermo per sostituire Giovanna Volo.

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