WOW!!!… e AriWOW!!!… è proprio il caso di dire, data la statura culturale dell’accadimento. Ma, vediamo di riprendere le fila dell’entusiasmo e fare il punto della situazione. Dopo una recente solenne ubriacatura, con un cocktail fatto tutto da una esaltante moltitudine di eventi che avevano visto i designer e le aziende siciliane impegnati in una costellazione dilagante a macchia d’olio di allestimenti dedicati durante la Milan Design Week 2026, eravamo già storditi da una sorta di forza d’urto, sostenuta dall’onda lunga generata con solerzia dai protagonisti eccellenti che operano con la disciplina del Design nella nostra isola. Una distribuzione tale di eventi, in cui erano protagoniste le proposizioni, le preziose ed inattese, sorprendenti creature nate dall’Opera di Progetto sviluppata negli ultimi anni in Terra di Sicilia, a latitudini così ampie del contesto urbano milanese come non si era mai vista sino ad ora, una miriade di contesti espositivi tale da aver reso la mia opera di reporter talvolta estremamente impegnativa, seppur parecchio esaltante.
ADI Sicilia e il ventennio del design isolano: dalla tradizione artigiana all’eccellenza contemporanea
Com’è ovvio, conosco da tempo quanto posto in esercizio attivo ed emittente da tali entità propulsive che vengono a esprimersi nei nostri territori vocati, ma poterne vedere le reazioni del numeroso pubblico transgenerazionale e proveniente dalle latitudini più disparate del pianeta e, quelle espressioni di sorpresa che aleggiavano ballerine negli occhi di alcuni addetti ai lavori particolarmente accreditati all’interno della disciplina sapiente del Design, è stata questione alquanto esaltante. Ma veniamo alle recenti, roboanti sorprese, alle recenti…conquiste traguardate da tutta una serie di entità produttive e creative, fortemente imperniate in quel prezioso tessuto imprenditoriale diffuso in un contesto territoriale esteso ormai a tutta l’isola. Una fauna operosa, fatta tutta da portentosi artigiani, eredi di una tradizione antica, talvolta persino millenaria, impregnata di saperi e pratiche originarie mutuate ora, in ragione di un’Opera di Progetto condotta da alcuni individui mossi da una inestinguibile ed inossidabile passione e determinazione, divenuti nel corso di un ventennio (che, innegabilmente coincide, in qualche misura, con la fondazione della Delegazione Territoriale di ADI Sicilia), protagonisti eccellenti del dibattito culturale che ruota attorno ai nuovi linguaggi che emergono dall’innesto di nuove modalità comportamentali.
XXIX Premio Compasso d’Oro ADI 2026: 20 premi e la storia del design italiano al centro
Ciò, quale esito della emersione delle nuove fisiologie vitali, integrate oramai inesorabilmente all’interno delle nostre esistenze, dei nostri nuovi e sempre cangianti e vivaci ecosistemi, che ne delineano le traiettorie proprie di una antropometria che, meglio di ogni briefing ci descrive quello di cui abbiamo bisogno e, in ragione di quello che siamo diventati. Ovvio che il Design non può essere rappresentato quale conseguenza scolastica di tali parametri d’elezione, sarebbe estremamente riduttivo ed oltremodo pericoloso e, non produrrebbe gli effetti benefici e, talvolta persino salvifici, cui gli è assegnato l’onere di dover assolvere. Ovvero di poter procedere al solvimento di tutte quelle problematiche complesse, proprie del nostro tempo e, cosa niente affatto trascurabile, dei nostri desideri. Ho scritto tante volte che il briefing per i designer del nostro tempo è tutto ascritto nei nostri peccati quotidiani, basterebbe poter avere il coraggio di volersene occupare. Ma, è tempo adesso, di rievocare quella dimensione di esaltazione cui avevo accennato all’inizio, sforzandoci di procedere ancora una volta per gradi: il 22 maggio di quest’anno è stato realizzato l’evento ciclico che si ripete ogni tre anni, relativo all’assegnazione del XXIX Premio Compasso d’Oro ADI 2026 all’ADI Design Museum di Milano, evento che muove la sua opera per la individuazione delle eccellenze del design italiano. In tale contesto, sono stati assegnati 20 premi a progetti che afferiscono a diversi ambiti applicativi e che muovono la loro opera per il solvimento delle problematiche proprie della nostra contemporaneità, oltre a 38 menzioni d’onore e tre riconoscimenti Young.
Orografie vince il primo Compasso d’Oro della storia assegnato a un’azienda siciliana
E, tra i vincitori in luce emersi in questa edizione vi troviamo una nostra vecchia conoscenza: il brand Orografie, vincitore in questo ciclo con lo sgabello Trespolo, disegnato da Giulio Iacchetti di un Compasso d’Oro. Ed è già un primato, perché è il primo Compasso d’Oro assegnato ad un’azienda siciliana nella lunga storia del prestigioso premio che, non dimentichiamolo, muove la sua opera sin dal lontano 1954 con laRinascente, la cui gestione estremamente onerosa venne poi ad essere declinata ed accolta dall’Associazione per il Disegno Industriale, per l’appunto, l’ADI. A dire il vero, il primo Compasso d’Oro che giunge in Terra di Sicilia è quello assegnato con stupore immenso, al mitico Tito D’Emilio, protagonista eccellente nel settore della Distribuzione dell’Arredo di Design nel nostro paese e, non solo, per il quale venne creata appositamente un’area tematica, ancora oggi parecchio attiva. Ma, com’è evidente, tale premio non riguardava strettamente l’Opera di Progetto condotta da designer, art director ed aziende, ma un’opera poderosa di divulgazione, di trasmissione di tutta quella cultura connessa alla disciplina del Design.
Il Manifesto del Design Anfibio di Orografie: oggetti tra digitale e analogico per il nostro tempo
Il brand Orografie è la creatura di Giorgia Bartolini, che ne è la Producer e, muove la sua opera a partire dal 2017 con la delineazione del ‘Manifesto del Design Anfibio’, opera dell’Art Director Vincenzo Castellana e di Domitilla Dardi, storica e critica del Design, i quali inequivocabili intenti sono stati quelli di voler accogliere all’interno dei nostri ecosistemi vitali, insieme alla dimensione, per così dire, ‘analogica’ del nostro vivere, le nuove modalità comportamentali emerse in ragione dell’accresciuto bagaglio esperienziale conseguito da tutti gli individui, generato dall’uso continuato di tutta una serie di device, di dispositivi, di piattaforme e, di tutti quegli strumenti propri della dimensione digitale. La sfida del Manifesto del Design Anfibio e del brand Orografie, è divenuta dunque quella di poter porre in accordo sinfonico, mediante la generazione di nuovi sistemi d’arredo e di servizio, capaci di poter accogliere tutte quelle forme di espressione proprie del nostro tempo.
“Siamo ormai animali anfibi, sia digitali che analogici, e abbiamo bisogno di oggetti che rispecchino questa natura complessa, che ci facciano capire quali funzioni siamo e quali azioni ci rappresentano. ….Così sono state progettate cose che assolvono a funzioni che prima non c’erano e che adesso sono indispensabili; forme non sempre riconducibili a categorie già conosciute, ma che ci assomigliano; amici quotidiani che ci aiutano e che, soprattutto, ci fanno stare bene”. (Vincenzo Castellana).
Doppio riconoscimento: anche la piattaforma Emersivi riceve la Menzione d’Onore
Già due anni addietro il brand Orografie si era reso protagonista nell’evento del XXVIII Premio del Compasso d’Oro, ricevendo una Menzione d’Onore nel settore della Ricerca per l’Impresa. Vincenzo Castellana che, come dicevo prima, del brand ne è l’Art Director, è un convinto assertore dell’assioma irrinunciabile che vede il design oggi coinvolto, più che mai, in una questione multifattoriale, egli afferma che “non è più possibile poter gestire il progetto e le sue fasi successive senza avere un approccio olistico“… “saremo entità, luoghi e spazi ibridi che si muoveranno indifferenti tra digitale ed analogico. Gli oggetti dovranno dare una risposta, appunto, anfibia ed analogica alle nuove funzioni che il nuovo stato ci porterà. Il progettista ha il dovere di cogliere e declinare. Certamente l’idea che la cultura del progetto fosse unidirezionale è stata la condizione che ha generato un vuoto nelle precedenti generazioni”.
Ma le sorprese non finiscono qui, perché il nostro brand riceve anche la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro per la sua portentosa opera compiuta in quasi un decennio con Emersivi, la piattaforma culturale di scouting dedicata ai giovani designer. Due premi che narrano, insieme, la natura più autentica del progetto Orografie: da una parte una nuova modalità di pensiero in grado di gravitare attorno al prodotto, dall’altra la costruzione di una visione culturale proiettata verso il design contemporaneo con il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni di progettisti.
Il Made in Italy, il design anfibio e il significato dei premi per il territorio siciliano
In conclusione, oltre a gioire per questo riconoscimento che, mi vede coinvolto in prima persona, quale designer afferente alla prima collezione prodotta dal brand, secondo gli stilemi enunciati dal Manifesto del Design Anfibio, con il mio armadio svergognato “Voyeur”, vorrei sottolineare l’opera sapiente condotta da tutta una struttura fortemente motivata e rigorosa, oltre che appassionata, i cui intenti mossi sin dall’inizio sono sempre stati quelli di voler porre in evidenza quelle qualità valoriali, intrinseche ed estrinseche, possedute storicamente dai prodotti che hanno fatto grande il Made in Italy. Ma soprattutto, mi preme intervenire sul significato di questi premi, quale opera di riconoscimento e mise en visione del processo valoriale che il Design imprime al mondo della produzione in generale e, alla società in modo trasversale.

