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Emergenza incendi, la Regione corre ai ripari: arrivano i primi 25 milioni di euro

Emergenza incendi, la Regione corre ai ripari: arrivano i primi 25 milioni di euro
Le immagini degli incendi degli scorsi giorni in Sicilia

Schifani: “Risorse immediate per fronteggiare l’emergenza e per i primi interventi”

Passati alcuni dei giorni più bui per la Sicilia, avvolta da fumo e fiamme e messa in ginocchio dagli effetti del caldo estremo, la Regione compie una mossa decisiva per contrastare l’emergenza: il Governo Schifani, infatti, ha appena approvato un primo pacchetto di interventi da 25 milioni di euro per permettere i primi interventi per rimettere in piedi i territori devastati da incendi, blackout e guasti di varia natura.

Si prevede, in particolare, lo stanziamento di 15 milioni per gli interventi di Protezione civile e 10 milioni per i ristori alle imprese agricole danneggiate dai roghi e dalle alte temperature. “La proposta – fa sapere la Regione – è contenuta in un emendamento che sarà inserito nel disegno di legge 1030 Stralcio IV in discussione nei prossimi giorni all’Ars”.

La Regione Siciliana interviene contro l’emergenza incendi, Schifani: “Necessario intervenire subito”

“Era necessario intervenire tempestivamente per sostenere i territori e le attività produttive duramente colpiti dagli incendi. Ma era necessario dare anche un segnale forte alle tante comunità siciliane che hanno subito ingenti perdite. La Regione è al loro fianco e continuerà a fare la propria parte”, dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani annunciando la misura.

“Con questo primo stanziamento il mio Governo assicura risorse immediate per fronteggiare l’emergenza e avviare rapidamente tutti gli interventi necessari per tutelare il nostro sistema produttivo e accompagnare la ripresa dei territori. Ringrazio ancora una volta tutti i volontari, la Protezione civile regionale e i vigili del fuoco per il lavoro straordinario fatto in questi giorni, sono il volto migliore della Sicilia”, aggiunge.

Un’Isola in ginocchio

Sin troppo difficile fare una prima stima dei danni provocati dagli incendi e dal caldo. Interruzioni di corrente elettrica, agricoltura in forte difficoltà, carenze idriche, ettari di foresta in fiamme, danni perfino nei pressi di importanti aree industriali (non ultima la zona dell’ex Blutec di Termini Imerese, nel Palermitano) e abitazioni lambite dalle fiamme: sono stati letteralmente “giorni di fuoco” quelli della scorsa settimana. Il danno più grave purtroppo è irreparabile ed è una perdita umana: un vigile del fuoco – Alessandro Marchì – ha perso la vita dopo essere stato colto da un malore mentre spegneva un rogo a Caltanissetta.

Per tutto il resto, le autorità locali hanno già avanzato i primi stanziamenti. Tra i territori più colpiti dalle fiamme Bivona e Santo Stefano di Quisquina (Agrigento), che hanno già annunciato l’intenzione di chiedere lo stato di calamità; il Palermitano, con l’ultima emergenza che ha interessato soprattutto Termini Imerese e Siracusa. Guasti idrici e alla rete elettrica anche nel Catanese, dove le alte temperature hanno mandato in tilt i servizi di diversi Comuni.

La “caccia” ai piromani

Dietro l’emergenza incendi ci sono sicuramente gli effetti del cambiamento climatico e le difficoltà logistiche dell’adattamento alle situazioni estreme. Anche la mano umana, però, fa la sua parte. In uno dei suoi interventi nel pieno dell’emergenza lo ha detto il capo della Protezione civile siciliana Salvatore Cocina, che sottolinea: “Ormai non è più solo un problema di prevenzione e lotta agli incendi bensì di ordine pubblico. Questo per colpa dei piromani che stanno attentando all’ambiente e alle vite umane”.

E anche i sindaci dichiarano ufficialmente “guerra” a chi provoca roghi volontariamente con azioni sconsiderate o piani ben architettati per distruggere il patrimonio siciliano. Peppuccio Di Maggio (sindaco di Campofelice di Roccella, nel Palermitano), in un post sui social, invita i cittadini a segnalare – anche in forma riservata – qualsiasi anomalia, ribadendo: “La guerra ai piromani è compito di tutti indistintamente”. Come lui, diversi altri primi cittadini, che si appellano alle autorità per incrementare gli strumenti a tutela della popolazione onesta e contro chi appicca il fuoco volutamente.

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