L’Etna negli ultimi giorni ha letteralmente mandato in fumo i piani di viaggio di moltissimi cittadini siciliani e stranieri: l’eruzione ha certamente offerto uno spettacolo da ricordare agli amanti della natura, ma la ricaduta di cenere sull’hinterland catanese (e non solo) ha paralizzato il trasporto aereo. All’aeroporto di Fontanarossa i voli sono sospesi finché l’evoluzione dell’attività vulcanica non permetterà di riprendere partenze e arrivi in sicurezza; gli altri scali – compreso quello di Comiso, che ha riaperto nelle scorse ore dopo uno stop temporaneo a causa della cenere – offrono supporto di fronte a un’emergenza che colpisce Catania proprio in uno dei periodi di massima affluenza turistica dell’anno. Con una situazione che si fa di ora in ora sempre più critica, la domanda che tutti si pongono è: quando finirà l’eruzione?
A spiegare – parlando all’Adnkronos – la situazione attuale è il direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Gambino.
Eruzione dell’Etna, situazione “sostenuta e abbastanza stabile”
Per Gambino l’attività del vulcano è “sostenuta e abbastanza stabile”, ma per il momento sarebbe azzardato fare previsioni. “Siamo arrivati al settimo giorno di attività vulcanica ed è un’attività abbastanza sostenuta e complessa – spiega -. Abbiamo sia un’attività al cratere sommitale di voragine, con fuoriuscita di cenere e attività stromboliana molto forte che volge a fontana, sia un complesso campo lavico che viene fuori da ben quattro bocche attive che si trovano nella valle del Bove”. Un’attività che, sottolinea il direttore, “in questi ultimi giorni non ha dato indicazione di regressione ed è abbastanza stabile. Quanto può durare, non è facile saperlo“.
I problemi con l’aeroporto
Gambino spiega anche che lo stop prolungato delle attività dello scalo etneo è dovuto principalmente ai venti, che spostano la cenere rendendo difficoltose le operazioni. “Noi diamo una comunicazione sulla presenza della cenere in atmosfera ma è soprattutto la direzione dei venti a determinare le problematiche in aeroporto”, commenta. E aggiunge: “In questo momento spirano da sud- sud ovest e questo crea problemi al traffico aereo” e non sarebbero previsti cambiamenti significativi nelle prossime ore. Difficile, quindi, almeno secondo le previsioni, che l’aeroporto torni operativo in giornata.
Un evento complesso, ma che “non desta preoccupazione”
Le eruzioni dell’Etna sono tutt’altro che una novità per i catanesi. Tuttavia, l’apertura di più nuove bocche contemporaneamente e la quantità di cenere caduta rendono l’evento “un po’ più complesso” rispetto a quelli degli ultimi anni. Ieri si sono aperte altre due bocche, una a quota 1900 metri e una a 2090 metri, sempre all’interno della Valle del Bove, fortunatamente “lontano dai centri urbani”. Complessivamente, però, “non è un’attività che desta preoccupazione” per Gambino.
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