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Etichette alimentari, ora è reato vendere cibo con indicazioni ingannevoli: la nuova legge

Etichette alimentari, ora è reato vendere cibo con indicazioni ingannevoli: la nuova legge
Immagine di repertorio, Imagoeconomica

Cosa dice la nuova legge 75/2026 a tutela del Made in Italy e il nuovo reato di frode alimentare

Più controlli, pene più severe e nuove fattispecie di reato per contrastare le frodi nel settore alimentare. Dal prossimo 29 maggio entrerà in vigore la legge n. 75 del 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio, che introduce un sistema sanzionatorio più rigoroso per tutelare i prodotti agroalimentari italiani e i consumatori. Sarà reato mettere in commercio prodotti alimentari con etichette che riportano indicazioni false o ingannevoli.

Cosa cambia dal 29 maggio

La riforma interviene in modo organico sul Codice penale e sulle norme che disciplinano il comparto agroalimentare. Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione del reato di “commercio di alimenti con segni mendaci”, che colpisce chi utilizza etichette, marchi o indicazioni idonei a trarre in inganno il consumatore sull’origine, sulla provenienza, sulla qualità o sulla quantità dei prodotti. La nuova disciplina si applicherà anche alle vendite online e ai canali digitali, ampliando così il raggio d’azione dei controlli.

Il nuovo reato di frode alimentare

Oltre al commercio con segni ingannevoli sulle etichette alimentari, la legge introduce anche il reato di frode alimentare, destinato a punire la produzione e la commercializzazione di alimenti non conformi a quanto dichiarato. Le sanzioni prevedono pene detentive e multe, con aggravanti nei casi più gravi, come l’uso fraudolento di marchi DOP e IGP, il falso biologico, la reiterazione delle condotte e le attività organizzate su larga scala. Il nuovo reato rientrerà tra quelli per i quali è prevista una causa di non punibilità per gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria, oltre che per gli ausiliari coinvolti in attività sotto copertura.

Controlli rafforzati con nuovi strumenti di tracciabilità

Il provvedimento prevede inoltre l’istituzione di una cabina di regia presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, con il compito di coordinare i controlli amministrativi e ridurre eventuali sovrapposizioni tra enti ispettivi. Tra le misure introdotte figurano anche nuovi strumenti di tracciabilità, come il registro unico per il latte di bufala e un piano straordinario di verifiche sulle produzioni più esposte al rischio di frode.

Difesa del Made in Italy

L’obiettivo della riforma è proteggere le produzioni italiane e garantire maggiore trasparenza ai consumatori, inasprendo il contrasto alle contraffazioni e alle pratiche commerciali scorrette. Le nuove disposizioni rappresentano uno dei più importanti interventi normativi degli ultimi anni nel settore agroalimentare e puntano a rafforzare la difesa del Made in Italy, con particolare attenzione alle filiere DOP, IGP e biologiche.

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