Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Famiglia nel bosco, arriva la perizia: “Sussiste incapacità genitoriale”

Famiglia nel bosco, arriva la perizia: “Sussiste incapacità genitoriale”

Famiglia nel bosco, arriva la perizia: “Sussiste incapacità genitoriale”
Foto da Adnkronos

I consulenti di parte avranno trenta giorni di tempo per presentare la loro analisi. Nel frattempo, Nathan e Catherine continueranno ad abitare nel casolare

Ancora in attesa ma il destino della famiglia Trevallion è a un punto di svolta. Arriva la relazione della psichiatra Simona Ceccoli, nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. I bambini si trovano attualmente in una struttura protetta a Vasto, dove sono stati collocati il 20 novembre scorso inizialmente con la madre. Ora si aspetta la decisione dei giudici sul possibile ricongiungimento. Entro il 15 maggio, la Corte d’appello civile dell’Aquila si esprimerà sulla richiesta. Nel frattempo, Nathan e Catherine abiteranno ancora nel casolare.

La nuova perizia sull’incapacità genitoriale

Non lascia ben sperare la nuova perizia della Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che il 6 marzo ha disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham dalla struttura di Vasto. Si parla di “incapacità genitoriale” per Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, genitori della ribattezzata famiglia nel bosco: i due non sarebbero in grado di prendersi cura dei loro tre figli. I consulenti di parte dovranno presentare la loro analisi entro trenta giorni, successivamente la perita disporrà la relazione definitiva nel giro di un ulteriore mese.

Il ritorno a casa dei bambini apparrebbe, così, sempre più lontano. Nell’ambito della consulenza tecnica d’ufficio sulla famiglia del bosco di Palmoli, al momento le capacità genitoriali della coppia anglo-australiana sono inadeguate. Questa la valutazione di Simona Ceccoli, che non esclude però una possibile idoneità futura al ruolo. Il 18 marzo scorso i legali Marco Femminella e Danila Solinas avevano depositato un ricorso di 37 pagine dove si sottolineava l’”unilateralità” dell’ordinanza del Tribunale. In sostanza, gli avvocati facevano appello alla mancata attenzione verso le richieste presentate dalla famiglia nel bosco. Inoltre, l’attenzione sarebbe stata posta soltanto alle relazioni dei servizi sociali.

La casa di Palmoli resterà inabitata

I due genitori scelgono di continuare a vivere nel bosco. Come noto, il comune di Palmoli ha disposto una casa per la famiglia nel bosco, dove potranno stare a titolo gratuito per due anni. Al momento, però, l’abitazione resterà vuota data la decisione di Nathan e Catherine di andarci a vivere solo quando i figli torneranno da loro.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram