Fisco, gli intermediari fiscali chiedono chiarezza sui nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) - QdS

Fisco, gli intermediari fiscali chiedono chiarezza sui nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa)

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Fisco, gli intermediari fiscali chiedono chiarezza sui nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa)

mercoledì 26 Giugno 2019 - 00:00
Fisco, gli intermediari fiscali chiedono chiarezza sui nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa)

Appello congiunto di Ancit, Ancot, Ati e Int: attesa anche una circolare esplicativa dall’Agenzia delle Entrate. Si sostituiscono agli studi di settore e servono a “misurare” il rischio di evasione fiscale

ROMA – Sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) gli operatori del settore chiedono chiarezza e rispetto del loro lavoro. Questo l’appello congiunto lanciato dai presidenti di Ancit, (Associazione nazionale dei consulenti tributari italiani), Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari), Ati (Associazione tributaristi italiani), Int (Istituto nazionale tributaristi).

Richiamo lanciato in occasione della riunione indetta dall’Agenzia delle Entrate sugli Isa lo scorso 20 giugno. “A pochi giorni dalla prima scadenza fiscale (1 luglio 2019), dobbiamo ancora aspettare la pubblicazione del Dpcm che dovrebbe, come già anticipato ufficiosamente dalla stampa specializzata, prorogare questa data. Ora una modifica al Decreto Crescita, sposta i termini al 30 settembre. Si tratta di una situazione di confusione ed incertezza che crea sfiducia, aumentando le difficoltà per i contribuenti e per gli intermediari fiscali iscritti alle nostre Associazioni”, avvertono le associazioni.

“Proprio i nostri iscritti – proseguono – hanno ricevuto la prima release del software sugli Isa, ma già sono iniziate le prime osservazioni che porteranno a brevissimo ad una seconda release.

Si attende per tempo dalla stessa Agenzia delle Entrate una Circolare in merito. “Lo scorso anno abbiamo votato, nella commissione ministeriale Isa, già studi di settore, il rinvio dei primi Indici per partire tutti insieme. Oggi si sta facendo un grande lavoro e sicuramente nel prossimo futuro ne capiremo la portata epocale, così come già per la fatturazione elettronica”.

“Ma tutto ciò – continuano le associazioni – non può che portarci ad una presa di coscienza nell’interesse generale. I nostri assistiti devono comunque presentare la documentazione contabile e fiscale per il rinnovo dei fidi in banca. Gli studi – si legge – non sanno come riprogrammare le attività interne per le elaborazioni dei modelli delle dichiarazioni fiscali perché rimangono in attesa di nuove istruzioni ministeriali”.

“È chiara allora la necessità di una profonda riprogrammazione dell’agenda tributaria che tenga in debito conto il lavoro dei tributaristi da noi rappresentati. Anche perché il 2019 segnerà l’anno della svolta al digitale e del prossimo precompilato delle dichiarazioni Iva, come preannunciato dal Direttore Maggiore in audizione parlamentare. Se sugli Isa si è andati troppo lunghi, per non ripetere l’errore è necessaria una presa di coscienza anche da parte della politica con una riapertura dei tavoli della semplificazione che tenga in considerazione la voce professionale di tutti gli intermediari fiscali, un elemento indispensabile per la riuscita di ogni progetto di digitalizzazione in ambito tributario. Noi ci siamo e siamo disponibili a fare la nostra parte”.

“I nostri associati – concludono le associazioni – chiedono la possibilità di poter lavorare, senza nulla a pretendere, se non la chiarezza negli adempimenti. Ora la politica e la Pubblica amministrazione facciano la loro parte, nell’interesse dei cittadini/contribuenti e rispettando il lavoro dei professionisti, che di fatto svolgono una funzione pubblica in qualità di intermediari tra il Contribuente e l’Amministrazione finanziaria”.

È online in versione definitiva sul sito dell’Agenzia delle Entrate “Il tuo Isa”, il software che consente a imprese e professionisti di calcolare il proprio indice sintetico di affidabilità fiscale e beneficiare, in funzione del valore raggiunto, di una serie di vantaggi come l’esclusione dagli accertamenti di tipo analitico-presuntivo, la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.

Gli indici di affidabilità fiscale (Isa), che a partire dalla dichiarazione Redditi 2019 sostituiscono gli studi di settore e i parametri, riguardano varie attività economiche dei comparti agricoltura, manifattura, commercio, servizi e professioni.

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