Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Anche Giorgia Meloni nella lista nera dei responsabili per la morte di Khamenei

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Anche Giorgia Meloni nella lista nera dei responsabili per la morte di Khamenei

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Anche Giorgia Meloni nella lista nera dei responsabili per la morte di Khamenei
Donald Trump. Foto Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran-USA e sulla situazione in Libano: news in diretta su raid, negoziati, Stretto di Hormuz e la crisi geopolitica dell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di sabato 11 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta dell’11 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 11 luglio 2026.
Inizio diretta: 11/07/26 07:00
Fine diretta: 12/07/26 00:00
La lista nera dei responsabili per la morte di Khamenei: ci sono anche la Meloni e Macron

La vendetta è inevitabile“. Sono queste le quattro parole in farsi che campeggiano sopra una serie di 13 foto di leader politici mondiali ritratti con la tuta arancione tipica dei detenuti americani. Oltre al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e al presidente americano Donald Trump, gli unici ad avere anche un mirino stampato in fronte, c’è anche la premier Giorgia Meloni. E si legge ancora: “I criminali porteranno nella tomba il desiderio di una morte serena”, un modo non troppo velato per riferirsi alla morte dolorosa. Si tratta della “lista nera” pubblicata dal quotidiano iraniano Hamshari, con le “foto segnaletiche” dei presunti responsabili della morte dell’ayatollah Ali Khamenei, l’ex leader del quale sono appena state celebrate le lunghe esequie. Nello stesso giorno in cui la nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei ha invocato vendetta contro gli assassini del padre , il giornale del Comune di Teheran lo ha preso in parola pubblicando la lista. In questa compaiono anche il primo ministro britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron, del cancelliere tedesco Friedrich Merz e di altri esponenti americani e israeliani tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il comandante del Centcom Brad Cooper, l’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee, i ministri israeliani della Difesa Israel Katz, degli Esteri Gideon Sa’ar e il capo di stato maggiore delle Idf Eyal Zamir.

Iran avverte: "Non più vincolati da accordo se violazioni Usa continuano"

L’Iran ha avvertito che non si sentirà più vincolato dall’accordo con gli Stati Uniti, volto a porre fine alle ostilità, se le violazioni di tale accordo da parte di Washington dovessero continuare, secondo quanto riferisce l’emittente statale Irib. “Se gli Stati Uniti continueranno a violare i loro obblighi ai sensi dell’intesa di Islamabad”, ossia l’accordo negoziato grazie alla mediazione pakistana, “l’Iran non si considererà più vincolato dai suoi impegni ai sensi di tale intesa”, ha detto l’ambasciatore iraniano all’Onu, Amir Saeid Iravani, secondo una dichiarazione diffusa dalla televisione di stato.

Ai colloqui in Oman non ci sarà la delegazione americana

Al tavolo delle trattative in Oman non ci saranno gli americani, come affermato in un primo momento. Lo ha confermato un funzionario del Qatar a Cbs che, in precedenza, aveva riferito che le delegazioni statunitense e iraniana si erano recate in Oman oggi per continuare i negoziati tramite mediatori

Attacco Idf nel villaggio Mansouri nel sud del Libano

Secondo quanto riferito dai media, ci sarebbe stato un attacco israeliano  nel villaggio di Mansouri, vicino a Tiro, nel sud del Libano

Mojtaba Khamenei: "Partecipazione storica ad addio a mio padre"

“Decine di milioni” di persone hanno partecipato alle cerimonie in Iran e Iraq per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei. Lo sostiene il messaggio attribuito a suo figlio e nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei.

“In questa occasione, desidero esprimere la mia gratitudine per la partecipazione di decine di milioni di persone”, afferma il messaggio di cui dà notizia l’agenzia iraniana Fars. Il testo, attribuito a Mojtaba Khamenei, parla di partecipazione “straordinaria” e “storica” nelle città iraniane e irachene in cui si è tenuto l’ultimo saluto ad Ali Khamenei. Nel testo è contenuta la promessa di “vendicare il sangue innocente” di Ali Khamenei.

Khamenei: "Abbiamo lista criminali; subiranno vendetta"

“La vendetta è la volontà del nostro popolo e sarà certamente attuata”. Lo afferma la Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, in un messaggio scritto diffuso dai media iraniani.

“Questi criminali, dei quali esiste un elenco completo, dal primo all’ultimo, porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla nel proprio letto”, afferma Khamenei. “Devono sapere che tutto questo non dipende dalla mia presenza o da quella di altri responsabili”, aggiunge la Guida suprema.

Mojtaba Khamenei: "Vendicare mio padre è volere della Nazione'"

“Vendicare il sangue innocente” di Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, ucciso a fine febbraio nei primi giorni di raid di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Lo promette Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell’Iran, figlio di Ali Khamenei in un nuovo messaggio di cui dà notizia la tv satellitare al-Jazeera.

“La vendetta è il volere della nostra Nazione”, afferma ancora nel messaggio, il primo dalla conclusione delle cerimonie in Iran per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei, andate avanti per sei giorni.

Media: "Atteso messaggio Mojtaba Khamenei"

È atteso a breve un nuovo messaggio della Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, parlando di un messaggio che sarà incentrato sull’addio ad Ali Khamenei, Guida Suprema, ucciso a fine febbraio nel primo giorno di raid di Usa e Israele contro la Repubblica islamica. Fino a giovedì scorso, per sei giorni, una marea umana in Iran ha assistito alle cerimonie per l’ultimo saluto ad Ali Khamenei. Di Mojtaba Khamenei, suo secondogenito, nessuna notizia ufficiale.

Non si è mai fatto vedere in pubblico – né in video – da quando ha preso il posto del padre. Da quando è la Guida Suprema dell’Iran – scelto dall’Assemblea degli esperti lo scorso 8 marzo, nove giorni dopo l’uccisione di Ali Khamenei – sono arrivati solo messaggi a nome di Mojtaba Khamenei, mai audio. Il primo messaggio, letto dalla tv di Stato iraniana, risale al 12 marzo. Mojtaba Khamenei, 56 anni, sarebbe rimasto ferito nei primi bombardamenti contro la Repubblica islamica. Le sue condizioni restano da allora avvolte nel mistero.

Teheran: "In attacchi Usa 17 morti e 115 feriti"

Il ministero della Salute iraniano ha reso noto che gli attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti mercoledì e giovedì hanno provocato 17 morti e 115 feriti in sei città del Paese. In una nota diffusa oggi, il ministero ha precisato che sono stati effettuati 14 interventi chirurgici e che 102 dei feriti sono già stati dimessi dopo aver ricevuto le cure necessarie

Tajani: "Italia in grado di favorire la pace"

“Vediamo quando si svolgeranno, perché si pensava anche di aspettare la visita” del presidente del Libano, “Joseph Aoun, negli Stati Uniti, quindi una settimana. Cioè, si faranno a Roma, vediamo quando sarà la data, ma è importante già che sia riconosciuto da tutti gli interlocutori il ruolo dell’Italia come Paese in grado di favorire accordi di pace”. Lo ha detto Antonio Tajani, leader di Forza Italia, a margine di “Anuman, la foresta delle idee, giovani a confronto”, a chi gli ha domandato degli incontri diplomatici tra israeliani e libanesi a Roma.

“Avevo fatto una proposta durante la mia ultima missione a Beirut al presidente Aoun, l’avevo ribadita al segretario di Stato americano Rubio, l’avevo detto al ministro degli Esteri israeliano Sa’ar. Alla fine – ha aggiunto- la nostra proposta è stata accolta e i prossimi colloqui si faranno a Roma, a dimostrazione che l’Italia svolge un ruolo importante per costruire la pace”.

Guardian: "L'Europa sta valutando le proposte per consentire i pedaggi a Hormuz"

L’Europa sta valutando proposte che potrebbero consentire l’applicazione di pedaggi per la navigazione nello Stretto di Hormuz, a condizione che tali pedaggi non siano obbligatori e abbiano il sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite che regola il trasporto marittimo. Lo riporta il Guardian.

Il viceprimo ministro britannico, David Lammy, ha affermato che l’imposizione di pedaggi obbligatori sarebbe disastrosa. Tuttavia, alcuni suoi colleghi di governo hanno riconosciuto che i sistemi di pagamento per specifici servizi di navigazione sono ammissibili in molte vie navigabili naturali, tra cui lo Stretto di Malacca e il Canale della Manica.

Questo avviene mentre i funzionari statunitensi hanno chiesto all’Iran di rilasciare una dichiarazione pubblica in cui si afferma che lo Stretto di Hormuz è aperto e che le navi che utilizzano questo vitale corridoio non saranno più attaccate.

L’Oman, in collaborazione con avvocati britannici, ha già elaborato una proposta per lo stretto che adatta i principi dello stretto di Malacca. Muscat si è ora offerta di inviare i propri esperti legali a Teheran per illustrare il piano in dettaglio. L’Oman controlla la maggior parte delle acque navigabili dello stretto e si oppone all’introduzione di un pedaggio obbligatorio.

Ministro degli Esteri iraniano arrivato in Oman per colloqui

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Muscat, in Oman, per gli annunciati colloqui con interlocutori omaniti sugli sviluppi nella regione e in particolare sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani.

Iran: "Parola mantenuta riguardo al Memorandum d'intesa con gli Stati Uniti"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che Teheran ha “mantenuto la parola data” riguardo al Memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, in seguito all’annuncio del presidente americano Donald Trump sulla fine del cessate il fuoco, pur accettando di avviare nuovi colloqui.

Araghchi ha scritto su X, sabato: “Finora l’Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del cosiddetto ministro del tesoro americano che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d’intesa”, riferendosi a una sezione del memorandum che stabilisce che gli Stati Uniti non avrebbero schierato ulteriori forze nella regione.

Fonti Usa su Hormuz: "Teheran ammette, errore colpire navi"

Un errore prendere di mira navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo avrebbero detto, secondo funzionari Usa citati dalla Cbs, rappresentanti iraniani in contatti con consiglieri di Donald Trump, affermando – in quelle che vengono descritte al pari di confessioni “in privato” – che tutto è nato da ‘falchi’ determinati a compromettere i difficili negoziati, mentre c’è la volontà di continuare il dialogo.

“Sono tornati al tavolo e hanno detto: ‘Abbiamo sbagliato, abbiamo fatto un errore, continuiamo il dialogo’”, ha riferito un funzionario. E ora “siamo in una fase di attesa e osservazione”, ha affermato un altro, dopo le notizie delle scorse ore secondo cui il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, sarà oggi in Oman. Dopo l’incontro in Oman, l’Amministrazione Usa si aspetta la posizione di Teheran sia di mantenere lo Stretto aperto e gestito come avveniva prima dell’inizio del conflitto. E, ha commentato un funzionario, se non sarà questa la loro posizione, “per loro non sarà una bella giornata”. Per questo le fonti parlano di fase di “attesa”.

Secondo una tra quelle citate dalla Cbs, Trump sta dando ai negoziatori Usa spazio e tempo per arrivare a un accordo, ma non molto tempo. E, rimarca un’altra fonte, se l’Iran no rispetterà quello che per gli Usa è il punto più semplice dell’accordo, l’apertura dello Stretto di Hormuz, i negoziatori non potranno mai affrontare la questione più spinosa del programma nucleare iraniano. E se l’Iran dovesse continuare con atti ostili, hanno ribadito i funzionari, gli Usa risponderanno con strumenti militari e a livello economico.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

L’Iran avrebbe un piano per assassinare Donald Trump. La presunta nuova minaccia, emersa da informazioni dell’intelligence israeliana, sarebbe stata presa molto sul serio dal presidente americano, che ha dichiarato di aver lasciato “istruzioni” nel caso in cui Teheran riuscisse a portare a compimento un attentato contro di lui. “Sono da molto tempo sulla loro lista. È questo il problema con cui abbiamo a che fare”, ha detto al New York Post. Trump ha aggiunto di aver ordinato che, se dovesse essere ucciso, “li bombardino come mai è stato fatto prima”. Il presidente ha voluto ribadire che l’Iran lo considera “l’obiettivo numero uno da molto tempo”.

Nuovi negoziati Usa-Iran, possibile incontro in Svizzera

Sul piano diplomatico, intanto, sembra che un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran potrebbe svolgersi la prossima settimana, probabilmente in Svizzera. Lo scrive Axios, citando una fonte informata, dopo che Trump in un post sul Truth Social ha detto di aver accettato di “proseguire i colloqui, come richiesto da Teheran”, pur ribadendo che il cessate il fuoco “è finito”.

Il ruolo del Qatar e il tentativo di frenare l’escalation

Secondo Axios negoziatori del Qatar sono andaati ieri in Iran, in coordinamento con Washington, per incontrare funzionari di Teheran e tentare di far rientrare l’escalation degli ultimi giorni. L’obiettivo è creare le condizioni per la ripresa dei negoziati. “È chiaro che entrambe le parti vogliono tornare al memorandum di intesa“, ha detto un diplomatico informato della visita, riferendosi all’accordo firmato a metà giugno.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e quello omanita Badr al-Busaidi dovrebbero incontrarsi, infine, oggi a Mascate per discutere della crisi di Hormuz.

La richiesta Usa all’Iran: dichiarazione pubblica sull’apertura dello Stretto di Hormuz

Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran, sia direttamente sia tramite mediatori regionali, di pubblicare entro sabato (oggi) una dichiarazione pubblica che chiarisca che lo Stretto di Hormuz è aperto e un impegno a non sparare verso le navi commerciali che transitano nella zona. Lo scrive Axios citando tre alti funzionari americani durante un briefing con i giornalisti.

L’amministrazione Usa sostiene che l’Iran ha violato il memorandum d’intesa firmato tre settimane fa sparando ripetutamente contro navi commerciali dentro e intorno allo Stretto di Hormuz. I funzionari statunitensi sostengono che il mancato rispetto da parte dell’Iran di un impegno così diretto solleva seri dubbi sulla sua volontà e capacità di attuare un accordo nucleare molto più complesso.

Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi dovrebbero incontrarsi oggi a Mascate per discutere della crisi di Hormuz. Nelle ultime settimane, anche prima della firma del Protocollo d’Intesa, l’Oman si era alleato con gli Stati Uniti e i paesi del Golfo aprendo un corridoio meridionale vicino alla costa per le navi affinché potessero transitare attraverso lo stretto. L’Iran era contraria perché questa decisione avrebbe indebolita la sua posizione negoziale.

I funzionari statunitensi si aspettano che l’Iran rilasci una dichiarazione dopo l’incontro di oggi in Oman. “Vogliamo che dicano pubblicamente che smetteranno di sparare alle navi e che esplicitamente, o almeno implicitamente, riconoscano di aver sbagliato. Ci stiamo lavorando ora,” ha detto un funzionario statunitense. “Ci aspettiamo che gli iraniani dicano che ogni passaggio dello stretto sarà aperto e che sarà senza pedaggi”. Un secondo funzionario statunitense ha detto che ci saranno conseguenze severe se l’Iran si rifiuta. “Se non sarà la loro posizione domani non sarà una grande giornata per loro”, ha detto.

Nel frattempo, la speranza della comunità internazionale è di vedere nuovamente trionfare il dialogo. La situazione, però, non è delle migliori. C’è attesa anche per le sorti del Libano. La prossima settimana Roma ospiterà i nuovi tra il Paese dei Cedri e Israele. Si parla già di un piano di ritiro a partire da “zone pilota”, ma la strada appare ancora in salita.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram