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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Nuovi raid e blocco a Hormuz, Teheran: “Così Trump smantella il memorandum”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta |  Nuovi raid e blocco a Hormuz, Teheran: “Così Trump smantella il memorandum”
Donald Trump, foto da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran-USA e sulla situazione in Libano: news in diretta su raid, negoziati, Stretto di Hormuz e la crisi geopolitica dell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di martedì 14 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 14 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 14 luglio 2026.
Inizio diretta: 14/07/26 07:00
Fine diretta: 15/07/26 00:00
Tajani dopo il primo giorno di colloqui Libano-Israele

“Questa festa del 14 luglio arriva in un momento molto positivo tra Italia e Francia e dopo il vertice di Antibes che è stato un vero successo dove abbiamo deciso di lavorare mano nella mano su diversi dossier in particolare per quanto riguarda la pace in Libano un paese molto vicino a Italia e Francia”. Ad affermarlo è il vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani.

“Oggi – sottolinea Tajani – abbiamo avuto la possibilità di avere la prima giornata di dialogo tra Israele e Libano, le cose stanno andando nella buona direzione. Speriamo. Bisogna andare avanti. Italia e Francia possono recitare un ruolo importante per difendere un cessate fuoco e positivo e al Libano un futuro possibile”.

 

Il CENTCOM annuncia nuovi raid, entra in vigore il blocco navale

Gli Stati Uniti hanno “iniziato a lanciare una nuova ondata di raid contro l’Iran“. Lo conferma il Central Command statunitense con un post su X, in cui precisa che i nuovi raid sono iniziati alle 15 (orario degli USA, alle 21 circa in Italia). L’obiettivo è “continuare a degradare le capacità iraniane di attaccare navi commerciali nello stretto di Hormuz”, prosegue il Centcom. Il blocco navale statunitense contro l’Iran è scattato alle 16 ora di Washington, le 22 in Italia.

 

Kuwait: "Quattro militari feriti in un attacco"

La Difesa del Kuwait rende noto che nell’attacco di missili e droni iraniani è stata colpita una nave militare, provocando il ferimento di quattro membri dell’equipaggio. “La malvagia aggressione iraniana ha preso di mira diverse importanti strutture anche civili e la caduta di detriti ha provocato danni in diverse località”, si legge nella nota del portavoce del ministero della Difesa, Saud Abdulaziz Al-Atwan, che precisa che “una nave appartenente alle forze navali del Kuwait è anche stata colpita, con il ferimento di quattro membri delle forze armate”.

 

Iran: "Con la ripresa del blocco navale Trump smantella memorandum"

“Con l’annuncio del ripristino del blocco marittimo dell’Iran, che fine hanno fatto gli Stati Uniti con tutti i loro impegni previsti dal Protocollo di Islamabad? Li hanno abbandonati; in un certo senso, hanno smantellato il protocollo”. Queste le parole del viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi alla TV di Stato poco prima dell’entrata in vigore del nuovo blocco dei porti iraniani imposto dagli USA.

 

Usa confermano attacchi aerei di questa sera

Un funzionario statunitense ha confermato ad ABC News che gli Stati Uniti hanno condotto attacchi aerei in Iran nelle ultime due ore.

Axios: "Trump ha detto a Netanyahu di ritirarsi da Siria e Libano"

Axios riporta che Donald Trump avrebbe detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che Israele deve iniziare a ritirare le proprie forze dalla Siria e dal Libano. “Non vi vogliono lì. Dovete ri-dislocare le truppe”, riferisce su Trump un funzionario Usa. Il presidente statunitense avrebbe comunicato a Netanyahu che la presenza dell’esercito israeliano in territorio siriano crea tensioni e potrebbe portare a un’escalation.

Iran, colloquio telefonico tra ministri degli Esteri di Giordania e Kuwait

Colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri di Giordania e Kuwait. Al centro della telefonata tra  Ayman al-Safadi e Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, l’escalation nella regione e il lavoro diplomatico in atto per contenerla. I due ministri, fanno sapere dal ministero degli Esteri del regno hashemita, hanno insistito sulla “necessità venga attuato l’accordo di tregua” tra Usa e Iran e si torni “ai negoziati per arrivare a una soluzione complessiva”.

Al Arabiya: "Gli Usa chiedono al Libano di impedire qualsiasi azione di Hezbollah"

Fonti statunitensi hanno riferito ad Al Arabiya che “Washington sta chiedendo al Libano un impegno per impedire qualsiasi azione di Hezbollah. Nel frattempo gli Usa stanno separando la questione libanese dai negoziati con l’Iran”. A riferirlo è l’emittente saudita.

Trump: "Pacchetto sanzioni contro la Russia? Potranno aggiungere anche Iran e Hezbollah"

“Aggiungeranno l’Iran, che è una cosa molto grande, e potrebbero aggiungere anche Hezbollah“. Lo dice Donald Trump sostenendo che un gruppo bipartisan di esponenti del Congresso vuole approvare velocemente in memoria di Lindsey Graham, che fino all’ultimo ha lavorato per far progredire questo nuovo set di misure contro Mosca, potrebbe contenere sanzioni per l’Iran e Hezbollah.

Cina contro Usa: "Avete trascinato il Medio Oriente nel baratro"

Pesanti accuse dalla Cina agli Stati Uniti. Gli Stati Uniti avrebbero trascinato il Medio Oriente “nel baratro” con l’avvio, lo scorso febbraio insieme a Israele, delle operazioni militari contro l’Iran. Lo sostiene il vice rappresentante permanente della Repubblica Popolare alle Nazioni Unite, Sun Lei. Intervenendo durante un dibattito dedicato agli Houthi dello Yemen, il diplomatico aggiunge che “gli Stati Uniti hanno una responsabilità innegabile per la situazione attuale in Yemen e nel Mar Rosso”.

“Sono gli Usa a ostacolare gli sforzi del Consiglio di Sicurezza per porre fine alle ostilità, proteggere la popolazione di Gaza e impedire si acuiscano le tensioni” in Medio Oriente, incalza Sun Lei. E aggiunge: “Senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza e mentre erano in corso negoziati tra Usa e Iran, gli Stati Uniti hanno avviato operazioni militari contro l’Iran, facendo precipitare ancora una volta la regione in un baratro pericoloso”.

 

Conclusa la prima giornata di colloqui Israele-Libano a Roma

Si è conclusa la prima giornata nel nuovo round di colloqui tra Israele e Libano a Roma. Lo conferma un portavoce dell’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, alla guida della delegazione israeliana, come riportato dal Times of Israel.

Durante i colloqui, che si svolgono nell’ambasciata degli Stati Uniti a Roma, le parti hanno discusso l’attuazione del ritiro israeliano da due zone pilota nel Libano meridionale, che Israele ha accettato nell’ambito dell’accordo quadro raggiunto del mese scorso ma non ancora attuato. I colloqui proseguiranno domani.

 

Ancora droni intercettati in Kuwait

Il Kuwait annuncia che le sue difese aeree stanno attualmente intercettando minacce missilistiche e da “droni ostili”.

 

Iran, nuovi raid USA su isole di Qeshm e Kish

Diverse esplosioni sarebbero state udite sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasdaran. Si tratterebbe di nuovi raid, attribuiti agli Stati Uniti.

Secondo l’agenzia Tasnim, inoltre, altri raid degli USA avrebbero colpito un impianto per la produzione di energia nell’isola di Kish, nel sud dell’Iran, danneggiando diverse unità per la generazione elettrica. L’area sarebbe stata raggiunta da sette proiettili nell’arco di circa un’ora. Ulteriori attacchi nell’area del porto avrebbero provocato danni a diverse imbarcazioni. Non ci sono, al momento, notizie su eventuali vittime.

 

Iran, la denuncia dell'Oman: "Attaccata petroliera" lungo le coste orientali

Il Centro della Sicurezza Marittima dell’Oman denuncia che la petroliera Mombasa B, battente bandiera della Repubblica di Liberia, è stata oggetto di un attacco che ha messo fuori causa il motore. L’incidente è avvenuto a 8,5 miglia nautiche dalle coste del governatorato di Musandam, nella regione orientale.

Il Centro precisa che una nave della Marina Reale Sultanale dell’Oman sta seguendo gli sviluppi della situazione, confermando inoltre che l’operazione di evacuazione dell’equipaggio, composto da 21 persone (di cui 6 feriti con lesioni di diversa gravità), è stata completata grazie a mezzi navali presenti nelle vicinanze del luogo dell’incidente.

 

Trump: "Niente pedaggio al 20%"

“Dopo colloqui molto proficui con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire il rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Usa”. Così il presidente statunitense Donald Trump in un post su Truth Social dopo aver annunciato il ripristino del blocco navale per le soli nave iraniane.

“Tali investimenti – aggiunge – saranno enormi ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro. Vedremo fabbriche, impianti e attrezzature affluire negli Stati Uniti a livelli storici, il che creerà ulteriori milioni di posti di lavoro americani altamente retribuiti! Gli Stati Uniti stanno vincendo di nuovo, come mai prima d’ora”. “I giorni in cui l’Iran uccideva centinaia di migliaia di persone, tra cui 52.000 manifestanti, sono finiti e, cosa più importante, l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, conclude Trump nel post.

 

Trump: "Stretto di Hormuz aperto a tutti tranne all'Iran"

Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutto il traffico navale, ad eccezione di quello iraniano – e questo a causa della loro leadership bugiarda, violenta e malvagia, che sta conducendo il Paese sulla via della distruzione totale”. Lo dichiara il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post su Truth Social. Il tycoon ribadisce che quello che verrà ripristinato intorno alle 22 di oggi (ora italiana) sarà “un blocco totale, ma solo alle navi in arrivo e in partenza dai porti iraniani o che trasportino qualsiasi cosa abbia a che fare con merci iraniane”.

 

Un sito nucleare nel mirino di Trump?

L’ennesima escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran, che va avanti dallo scorso 28 febbraio tra raid e fragili tregue, è al centro delle preoccupazioni globali. E adesso non c’è più solo lo Stretto di Hormuz – via marittima fondamentale per il commercio di petrolio a livello globale – a tormentare gli aspiranti mediatori tra le parti nel conflitto. Gli occhi del mondo, infatti, sono ora puntati su Pickaxe Mountain, il sito nucleare a sud di Teheran che a detta di Donald Trump potrebbe diventare il prossimo obiettivo dei raid degli Stati Uniti.

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Iran, De Blasio: "Il 60% degli statunitensi contro la guerra di Trump"

Per Bill De Blasio “il pubblico degli Stati Uniti è in stato di forte divergenza sul concetto di sicurezza”. E la prova regina sarebbe l’opposizione della popolazione alla guerra in Iran promossa da Donald Trump. Quasi il 60% degli statunitensi – secondo De Blasio – sarebbe contro la guerra: “Questa è la prima volta che questo succede, di solito il popolo statunitense concede il beneficio del dubbio al governo e all’esercito per gli interventi esteri”, dice il politico statunitense.

“Questo significa che c’è una strana convergenza da destra e sinistra, un equilibrio nuovo, a livello politico uno spazio in cui la sicurezza è collegata con l’economia perché la classe media sta vedendo peggiorare le proprie condizioni di vita. Il senso del futuro e la visione del futuro sono negativi e questo è vero quando si parla dei giovani americani, che sono molto pessimisti sul futuro”, dice l’ex sindaco di New York.

 

Libano, Israele: "Pronti a progressi su due zone pilota"

“Siamo pronti a portare avanti l’attuazione di queste due zone pilota”. Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, in dichiarazioni riportate da Haaretz mentre a Roma procedono i negoziati diretti fra Libano e Israele con la mediazione statunitense.

“Spero, e tendo a credere, che questo round di colloqui contribuisca a portare avanti questo” processo, aggiunge durante un incontro con il ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Petr Macinka. Sa’ar definisce anche “storico” e “importante” l’accordo quadro del 26 giugno, assicurando della “buona volontà” di Israele nel contesto dei colloqui in corso.

 

Iran: "Oltre 200 navi hanno attraversato Hormuz in coordinamento con la nuova autorità"

L’Iran sostiene che centinaia di navi straniere avrebbero richiesto l’autorizzazione per attraversare lo Stretto di Hormuz alla nuova autorità istituita da Teheran per supervisionare il passaggio marittimo. La Persian Gulf Strait Authority (Pgsa) scrive su X che “più di 200 navi non iraniane hanno coordinato” il loro transito nelle tre settimane successive alla firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, prima della nuova escalation che ha travolto la regione negli ultimi giorni.

Secondo l’autorità iraniana, che attribuisce la nuova chiusura dello Stretto ai “movimenti delle forze militari statunitensi nella regione”, la maggior parte delle imbarcazioni “ha ricevuto l’autorizzazione al transito e la copertura assicurativa”.

 

La minaccia di Netanyahu: "Se attaccate, risponderemo ancora più forte"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu lancia un nuovo messaggio “ai leader iraniani”. “Se ci attaccherete, non contate sul fatto che ci sarà la calma. Non aspettatevi si ripeta quanto accaduto in passato, perché non si ripeterà. In passato la risposta è stata abbastanza forte, ma qualsiasi nuovo tentativo di danneggiarci vedrà una risposta diversa, molto più forte“, dichiara durante una conferenza a Dimona, nel Negev.

“Continueremo ad agire in modo incisivo contro chiunque ci faccia del male”, aggiunge. E conclude: “Siamo pronti a ogni scenario“. A riportare la notizia il Times of Israel.

 

Oman su Hormuz: "Al lavoro per la libertà di navigazione"

L’Oman torna a chiedere un approccio diplomatico a USA e Iran e a lavorare “con tutte le parti per il ripristino della libertà di navigazione” nello Stretto di Hormuz “nel pieno rispetto del diritto internazionale”. Lo specifica una nota del Ministero degli Esteri dell’Oman, che ribadisce il suo “pieno impegno a rispettare gli obblighi” in base alla Convezione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e fa appello a “tutte le parti a rispettare il diritto internazionale”.

 

Libano, il tenente colonnello Paglia: "Non può essere abbandonato"

“Le missioni di pace non possono avere una data di scadenza: si sa quando iniziano, non si sa quando finiscono. E tutte le volte che abbiamo abbandonato frettolosamente un Paese, alla fine l’abbiamo pagato. Vedi la Somalia, vedi l’Afghanistan, vedi in un certo qual modo l’Iraq, dove comunque ci siamo ma con un contingente molto ridotto. Mentre se si osservano la ex Jugoslavia e il Kosovo, dove oggi è possibile fare i turisti, siamo ancora lì. Il Libano è la stessa cosa. Il governo lo sa: non può essere minimamente abbandonato”. Lo dichiara il tenente colonnello Gianfranco Paglia in un’intervista rilasciata a Cosmo in cui si parla dei colloqui Israele -Libano a Roma.

“Sicuramente c’è da cambiare qualcosa, perché non puoi rimanere lì ed entrare in un bunker senza poter fare nulla. Non puoi guardare che si sparano e non intervenire. Io penso che questo sia fondamentale, altrimenti non avrebbe senso. Su questo, mi dispiace dirlo, le Nazioni Unite sicuramente sono venute un po’ meno. Ed ecco perché – conclude – c’è da invertire la marcia, ma non si può minimamente abbandonare il Libano”.

Lo stallo dei negoziati Iran-USA, l'analisi dei media

Nonostante i tentativi del Pakistan, primo mediatore del conflitto, e gli appelli di Oman, Qatar e Cina a mantenere aperto il canale diplomatico, è tornata a crescere la tensione a Hormuz. Secondo un’analisi del Wall Street Journal, un fattore è fondamentale su questo fronte: il crescente nazionalismo iraniano, alimentato dagli attacchi di USA e Israele e recentemente anche dai funerali dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei.

Secondo diversi analisti, il Pakistan dispone di canali privilegiati con entrambe le parti del conflitto, ma al tempo stesso la questione di Hormuz rimane un terreno di scontro troppo delicato.

Via ai colloqui Libano-Israele a Roma

Iniziato intorno alle 13 a Roma un nuovo round di negoziati diretti fra Libano e Israele, con la mediazione degli Stati Uniti. Lo indica il sito di Haaretz. Quello odierno è il sesto round negoziale dopo l’accordo quadro dello scorso 26 giugno e cinque diverse sessioni di colloqui a Washington.

 

Iran: "Attacchi Usa vicino al confine con Iraq e Kuwait"

Raid statunitensi avrebbero colpito la zona di confine iraniana vicino all’Iraq e al Kuwait. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna, citando Valiollah Hayati, vice governatore della provincia del Khuzestan, che ha precisato che sono state prese di mira la città di Abadan, che ospita la più antica raffineria di petrolio del Medio Oriente, e la città portuale di Mahshahr.

 

Tajani sul Libano: "Pronti a fare tutto per la pace"
Tajani: "I pedaggi negli Stretti sarebbe un precedente pericoloso"

“Noi siamo siamo per la libertà di navigazione, siamo contrari a qualsiasi tipo di pedaggio in stretti dove c’è non c’è un’opera dell’uomo”. Lo sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina all’indomani dell’annuncio di Donald Trump sui “rimborsi” del 20% da pagare agli Stati Uniti per il passaggio sicuro a Hormuz.

“Penso a Suez o penso a Panamá, dove ci sono dei canali costruiti dall’uomo, lì è giusto pagare il pedaggio, ma in altre parti dare vita a pedaggi per il passaggio significa poi realizzare un precedente pericoloso, perché in ogni parte del mondo, poi, si creano dei pedaggi – aggiunge il vicepremier -questo, per un paese esportatore come l’Italia, rappresenta certamente una cosa assolutamente inaccettabile”. “Il principio fondamentale è quello della libertà di navigazione che noi sosteniamo. Quindi, siamo contrari a qualsiasi dazio per il passaggio negli stretti“, conclude.

Udite esplosioni a Bushehr e Choghadak

Diverse esplosioni sono state udite a Bushehr e Choghadak, nel sud dell’Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Fars, citando testimoni nelle due città.

Iran, l'esercito: "Hormuz non sarà mai riaperto dalla guerra degli USA"

Lo Stretto di Hormuz non sarà mai aperto da “guerre, malvagità e aggressioni statunitensi”. Lo dice il portavoce dell’esercito iraniano, il generale di brigata Mohammad Akraminia, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim.

“Le forze armate del Paese non cederanno sulla questione di questa via navigabile strategica – aggiunge – Rispettare i diritti del popolo iraniano è l’unico modo per riaprire lo Stretto di Hormuz. Abbiamo il dovere di vendicare il sangue dei martiri, in particolare quello del leader martire della Rivoluzione islamica”.

 

La Cina invita alla de-escalation a Hormuz

La Cina sollecita nuovamente Iran e Stati Uniti a ristabilire un passaggio sicuro per le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. “Rispettare i diritti e gli interessi legittimi degli Stati che si affacciano sullo Stretto, e ristabilire il prima possibile il traffico marittimo sicuro e normale nello Stretto, sono aspirazioni comuni della comunità internazionale”, afferma un portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

Roma si prepara a ospitare i colloqui sul Libano

L’Italia è pronta a ospitare il sesto round di negoziati tra Libano e Israele, che andrà avanti oggi e domani. I colloqui si terranno a porte chiuse nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, che mediano il dialogo tra i due Paesi. Tra le questioni più calde da discutere il piano di ritiro israeliano dal Sud del Libano e il disarmo di Hezbollah.

 

Attenzione allo Yemen, si teme un nuovo fronte

Secondo Axios, che cita in esclusiva due funzionari statunitensi, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe dato l’autorizzazione all’Arabia Saudita di colpire gli Houthi in Yemen e avrebbe quindi sostenuto indirettamente l’attacco all’aeroporto di Sana’a attribuito ai sauditi. Trattandosi di uno degli episodi di scontri più gravi nell’ambito del conflitto tra Arabia Saudita e Houthi (gruppo che gode del sostegno iraniano), si teme che lo Yemen possa essere – oltre che terra di guerra, come purtroppo è da tanto tempo – anche un nuovo fronte del conflitto USA-Iran.

Iran, Ukmto: "Petroliera colpita da missile in Oman"

Una petroliera sarebbe stata colpita da un missile mentre transitava a sud-est della zona di Limah, in Oman. Lo rende noto la società britannica per la sicurezza marittima Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations), aggiungendo che le autorità stanno indagando sull’incidente.

 

I Pasdaran alla Giordania: "Siete un popolo nobile, non ce l'abbiamo con voi"

Parlando dell’attacco alla base statunitense in Giordania nelle scorse ore, i Pasdaran iraniani rilasciano una dichiarazione per il popolo giordano: “Sapete che non nutriamo alcuna animosità nei confronti del vostro Paese, anzi, vi amiamo profondamente, popolo nobile”. E, parlando della Palestina e del potenziale ruolo della Giordania, aggiungono: “La vostra ferma richiesta di smantellare le basi di occupazione statunitense nella regione contribuirebbe notevolmente a salvare il popolo palestinese e a ripristinare la sicurezza nella regione. Auguriamo alla Giordania successo”.

 

Esplosioni udite in Bahrein

Ancora esplosioni in Bahrein, per l’esattezza a Manama. Le sirene hanno suonato per la terza volta dall’alba. Il Ministero della Difesa aveva avvertito su X che “le sirene sono state attivate, esortiamo i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino”.

 

Lula: "Tassa USA a Hormuz sarebbe da pirati"

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva sostiene che gli Stati Uniti si comporterebbero da “pirati” se imponessero una tassa sulle navi che transitano nello Stretto di Hormuz. “In passato, questo veniva considerato pirateria”, afferma durante un evento pubblico a São Caetano do Sul, nello stato di San Paolo, aggiungendo: “Come Paese importante, gli Stati Uniti, che credo abbiano a lungo combattuto la pirateria, non possono ora comportarsi come pirati”.

In un messaggio su Truth Social, il presidente statunitense Donald Trump aveva proposto una tassa imposta dagli Stati Uniti, pari al “20% del valore del carico” delle navi che desiderano attraversare lo stretto.

 

Giordania: "Abbattuti 4 missili iraniani" e attacco alla base aerea USA

L’esercito della Giordania annuncia di aver abbattuto quattro missili provenienti dall’Iran. “Quattro missili sono stati intercettati e abbattuti dopo essere entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano”, si legge nella nota divulgata dall’esercito.

Nelle scorse ore anche una base aerea statunitense è stata raggiunta da missili balistici iraniani. Lo riporta Fars News, citando un comunicato del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche d’Iran. L’obiettivo dell’attacco – si legge nella nota – è chiedere alla Giordania di smantellare le basi USA sul territorio giordano e non attaccare direttamente il popolo della Giordania, un “popolo nobile, che comprendete il dolore e l’oppressione del popolo palestinese più di qualsiasi altra nazione”.

 

Iran: "Giustiziati due uomini condannati per legami con l'Isis"

L’Iran giustizia due uomini condannati per appartenenza a una cellula militante legata allo Stato Islamico e per aver compiuto azioni armate contro la Repubblica Islamica. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mizan, aggiungendo che Mohieddin Abdollahi e Hossein Palani sono stati condannati a morte per aver pianificato attacchi in Iran dopo aver operato dalle alture di Bamo, lungo il confine tra Iran e Iraq.

 

Centcom: "Ultima ondata di raid contro Teheran conclusa"

“Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha concluso l’ultima ondata di attacchi contro l’Iran. Una missione durata circa cinque ore”. Lo comunica il Centcom sul suo account X. La terza notte consecutiva di attacchi era stata annunciata dal Comando Usa sempre su X, specificando che avrebbe colpito obiettivi militari iraniani nelle aree di Bushehr, Chabahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbasera. “Questi attacchi – aveva dichiarato Centcom – continueranno a imporre un costo elevato all’Iran, deteriorando ulteriormente la capacità del Paese di colpire civili innocenti e i traffici commerciali nello stretto di Hormuz”.

Teheran: "Colpiti obiettivi Usa in Bahrain"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane confermano di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il Bahrain, dopo che il Paese del Golfo aveva esortato i cittadini a mettersi al riparo al suono di una sirena d’allarme. “Sono stati presi di mira diversi depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e l’edificio residenziale delle forze statunitensi in Bahrein”, riferisce la televisione di stato iraniana Irib citando le Guardie Rivoluzionarie.

Emirati: "Attaccate due navi a Hormuz, un morto e feriti"

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato poco fa che l’Iran avrebbe attaccato due navi nello Stretto di Hormuz, uccidendo un membro dell’equipaggio e ferendone altri otto. “Il Ministero della Difesa condanna questo flagrante attacco, definendolo una grave violazione e una chiara infrazione del diritto internazionale che minaccia la sicurezza e la stabilità regionale”, si legge in una nota su X.

Trump: "Accordo ancora possibile"

Un accordo con l’Iran è ancora “possibile”, nonostante la ripresa dei raid americani contro l’Iran. A dirlo Donald Trump parlando ai giornalisti nello Studio Ovale.

Trump: "Hormuz? Finiremo per controllarlo interamente"

“Gli Stati Uniti stanno eliminando ‘tutte le capacità’ dell’Iran legate allo Stretto di Hormuz e alla fine potrebbero arrivare a controllare l’intera area”. A dirlo il presidente statunitense, Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

“Stiamo eliminando tutte le loro capacità per tutto ciò che riguarda lo Stretto di Hormuz. E penso che alla fine finiremo semplicemente per controllare l’intera area”, afferma Trump.

Si avvicinano i negoziati per il Libano

Nel bel mezzo della nuova escalation che riguarda Iran e Stati Uniti e che vede protagonista, ancora una volta, lo Stretto di Hormuz, c’è fermento per gli attesi negoziati tra Israele e Libano a Roma. Fino a pochi giorni fa, alla luce della ripresa dei raid negli ultimi giorni, si parlava di uno slittamento. Ciò nonostante, domenica l’ANSA ha avuto la conferma dei colloqui previsti tra il 14 e il 15 luglio in Italia. Si avvicina, quindi, il momento di una svolta. A mediare ci saranno gli Stati Uniti.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

I colloqui di Roma tra Israele e Libano si terranno il 14 e il 15 luglio. Tra i temi al centro della discussione tra le parti c’è il progetto di ritiro dalle truppe israeliane dal Libano del Sud. Si parlerà senza dubbio anche di una strategia per affrontare la questione Hezbollah. A mediare i colloqui, che si svolgeranno a porte chiuse, gli Stati Uniti.

Gli stessi Stati Uniti che sono alle prese con la nuova escalation che sta travolgendo l’area del Golfo. Il CENTCOM ha annunciato di aver avviato le procedure per riprendere il blocco navale contro l’Iran, mentre dal canto loro i Pasdaran iraniani minacciano pesantissime ritorsioni per gli USA e per il loro mercato del petrolio. Proseguono inoltre i raid. L’Iran ha rivendicato attacchi contro basi e obiettivi statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait. Nel frattempo, un’altra situazione preoccupa. Secondo l’emittente iraniana Press Tv, gli Houthi yemeniti – sostenuti dall’Iran – avrebbero lanciato dei missili contro l’Arabia Saudita. Sarebbe una risposta all’attacco contro l’aeroporto di Sana’a, in grado di accendere una nuova scintilla, l’ennesima in un’intera area ormai “in fiamme”.

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