Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 15 maggio 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 15 maggio 2026
Donald Trump afferma di aver concluso accordi commerciali “fantastici” con il leader cinese Xi Jinping. In visita in Cina, il presidente degli Stati Uniti ha parlato di “cose molto positive scaturite” dai colloqui.
“Abbiamo concluso accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i nostri Paesi”, ha detto il tycoon che oggi ha incontrato Xi a Zhongnanhai.
Un “uomo che stimo molto”. Così Donald Trump, in visita in Cina, ha parlato del leader cinese Xi Jinping. “Siamo diventati davvero amici – ha detto il presidente degli Stati Uniti, secondo quanto riportano i giornalisti al seguito – Ci conosciamo da 11 anni, quasi 12, da molto tempo”.
Il tycoon, che ha invitato Xi alla Casa Bianca per il 24 settembre, ha detto di essere rimasto “molto colpito dalla Cina” e ha parlato di una “visita incredibile”. “Abbiamo risolto una serie di problemi che altri non sarebbero stati in grado di risolvere”, ha affermato ancora Trump, parlando di rapporti “molto solidi”.
Sia la Cina e gli Stati Uniti desiderano assistere alla fine della guerra in Iran e non vogliono che Teheran possieda un’arma nucleare. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la visita a Zhongnanhai, sede della leadership del Partito comunista e del governo adiacente alla Città Proibita, a Pechino.
Come riportato dal quotidiano South China Morning Post, nel corso della visita, Trump ha detto all’omologo Xi Jinping: “La pensiamo in modo molto simile, non è vero? Vogliamo che tutto ciò finisca. Non vogliamo che possiedano un’arma nucleare. Vogliamo che lo stretto rimanga aperto. Lo stiamo chiudendo ora, l’hanno chiuso loro, poi lo chiudiamo noi, ma vogliamo che lo stretto rimanga aperto”.
La Cina non aiuterà l’Iran. Questo il risultato che Donald Trump annuncia nella giornata dell’incontro con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Il presidente degli Stati Uniti archivia il meeting con una “vittoria a metà” che potrebbe avvicinare la fine del conflitto con Teheran: la Cina non fornirà equipaggiamenti militari alla Repubblica islamica, pur continuando ad acquistare petrolio dal regime degli ayatollah. Xi Jinping, afferma Trump a Fox News, “ha detto che non fornirà equipaggiamento militare. Questa è una grande dichiarazione”, dice il numero 1 della Casa Bianca aggiungendo che il leader cinese avrebbe comunque sottolineato l’interesse a proseguire l’acquisto di petrolio iraniano: “Comprano molto petrolio da lì e vorrebbero continuare a farlo”.
Trump e Xi, secondo una nota della Casa Bianca, “hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto per sostenere il libero flusso di energia”. Usa e Cina “hanno concordato che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”.
Tra i colloqui in corso a Washington tra Libano e Israele per trovare un accordo e la visita di Donald Trump in Cina, con Hormuz al centro del dibattito con il presidente Xi, i temi di Hormuz e della lotta contro Hezbollah rimangono i temi più caldi della geopolitica mondiale. Nei prossimi giorni potrebbero esserci cambiamenti significativi sul fronte della guerra che stravolge il Golfo da fine febbraio.
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Lo Stretto di Hormuz – dove passa oltre un quinto del commercio del petrolio mondiale e il cui blocco dallo scorso febbraio ha scatenato un vero e proprio shock energetico – rimane il cuore del dibattito geopolitico globale. Si parla da diversi giorni di una potenziale missione internazionale – non militare – per garantire la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto. L’Italia ha mostrato sostegno all’iniziativa, sostenendo di avere già pronti due cacciamine in Sicilia che partiranno quando ci saranno le condizioni di sicurezza necessarie.
Nel frattempo, a Washington partono i nuovi colloqui Libano-Israele. Non c’è ancora intesa e la fragile tregua avviata lo scorso 16 aprile, in realtà, non ha prodotto i risultati sperati, considerando che gli attacchi di Israele come quelli di Hezbollah non si sono mai fermati. Permane nel Sud del Libano una condizione di disastro umanitario sempre più grave, destinata a far discutere ancora a lungo.
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