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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | “Minacce presentate dagli USA come opportunità di pace”, l’accusa di Teheran

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | “Minacce presentate dagli USA come opportunità di pace”, l’accusa di Teheran
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 19 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 19 maggio 2026

Guerra in Iran – martedì 19 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 19 maggio 2026.
Inizio diretta: 19/05/26 07:00
Fine diretta: 20/05/26 00:00
Petroliera sotto sequestro

Gli Stati Uniti hanno sequestrato la notte scorsa nell’Oceano Indiano la petroliera Skywave, già oggetto di sanzioni per il suo ruolo nel trasporto di petrolio iraniano lo scorso marzo. Lo riferiscono tre funzionari statunitensi citati dal Wall Street Journal. Si tratta almeno del terzo caso dall’inizio del blocco statunitense a Hormuz.

 

Khamenei e l'appello alla crescita demografica

Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, esorta gli iraniani a garantire al Paese lo status di grande potenza attraverso la natalità. “Perseguendo seriamente la politica corretta e necessaria della crescita demografica, la grande nazione iraniana sarà in grado di svolgere un ruolo di primo piano e compiere balzi strategici in futuro”, si legge in un messaggio su X.

 

Vance: "Non sarà una guerra senza fine"

La guerra in Iran “non è una guerra senza fine“. A dichiararlo è il vicepresidente statunitense JD Vance, facendo riferimento – durante il briefing alla Casa Bianca – alla promessa spesso fatta da Donald Trump di tenere gli Stati Uniti fuori da guerre come quelle in Iraq e Afghanistan.

“È importante che il popolo americano sappia” che qualsiasi fine della guerra “sarà per la loro sicurezza e prosperità“. “Questa non è una guerra senza fine. Svolgeremo il nostro compito e torneremo a casa. Questo è ciò che il presidente ha promesso e ciò che manterremo”, aggiunge.

 

Axios: "Trump ha incontrato il team di sicurezza nazionale"

Il presidente Trump avrebbe convocato ieri sera una riunione sull’Iran con il suo team di sicurezza nazionale, durante la quale è stata presentata una relazione sulle opzioni militari. A riferirne è Axios, che cita due funzionari statunitensi. Presenti il vicepresidente Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, il direttore della CIA John Ratcliffe e altri alti funzionari.

 

 

Tajani vede presidente Kurdistan iracheno, "Piena solidarietà per attacchi subìti"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato al presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani, la “piena solidarietà dell’Italia per gli attacchi subiti negli ultimi mesi e il nostro impegno per la stabilità, la sicurezza e la de-escalation in Medio Oriente, anche a tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.

In un post su X di Tajani si legge: “Ho sottolineato il ruolo decisivo delle autorità curde per la stabilità politica e istituzionale dell’Iraq, ringraziandoli per l’importante azione del Governo di Erbil a tutela della comunità cristiana. Nel colloquio ho confermato il sostegno italiano al percorso di stabilizzazione del Paese e del Kurdistan iracheno, anche attraverso un rafforzamento del partenariato economico bilaterale che permetta alle nostre imprese di esportare sempre di più anche in Iraq”.

Vice ministro Esteri iraniano: "Da Usa minacce presentate come opportunità di pace"

Gli Stati Uniti definiscono la sospensione “temporanea” di un possibile attacco all’Iran come una finestra utile ai negoziati, ma allo stesso tempo dichiarano di essere pronti a un’azione militare su larga scala in qualsiasi momento. “Questo significa presentare una minaccia come un’opportunità di pace”, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, in un messaggio diffuso sui social.

“L’Iran è unito e pronto ad affrontare ogni aggressione militare”, ha ribadito Gharibabadi, aggiungendo che “per noi la resa non significa nulla: o vinciamo o diventiamo martiri”.

Nuovo attacco israeliano in Libano, almeno 4 vittime

Almeno quattro vittime e più di 10 feriti, tra i quali anche donne e bambini: è questo il bilancio dell’ultimo attacco israeliano a Deir Qanoun al-Nahr, nel distretto di Tiro, in Libano. Lo riporta la NNA libanese, aggiungendo che i soccorritori stanno ancora cercando dispersi.

Bilancio delle vittime in Libano

Continua la scia di morte in Libano: dal 2 marzo sono 3.042 le persone uccise in attacchi attribuiti a Israele. Lo conferma il Ministero della Salute libanese nell’ultimo report sulle vittime di guerra.

Iran e le accuse di "minacce presentate come opportunità di pace" dagli USA

Gli Stati Uniti definiscono la sospensione “temporanea” di un possibile attacco all’Iran come un’opportunità per tornare ai negoziati, ma al tempo stesso si preparano all’azione militare. “Questo significa presentare una minaccia come un’opportunità di pace“, sostiene il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, in un messaggio diffuso sui social.

L’Iran è unito e pronto ad affrontare ogni aggressione militare“, ribadisce Gharibabadi, aggiungendo che “per noi la resa non significa nulla: o vinciamo o diventiamo martiri”.

 

Emirati: "I droni provenivano dall'Iraq"

I droni che domenica scorsa hanno preso di mira la centrale nucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti, provenivano dall’Iraq e non da Israele. Lo sostiene il Ministero della Difesa di Abu Dhabi in una nota. “Nell’ambito dell’indagine in corso sull’attacco flagrante contro la centrale nucleare di Barakah del 17 maggio 2026, il monitoraggio e la sorveglianza tecnica hanno confermato che i tre droni (…) provenivano tutti dal territorio iracheno”, si legge nel documento.

Secondo una fonte iraniana, invece, l’attacco sarebbe “partito da Israele”.

 

Trump: "La Cina non invierà armi all'Iran"

Il presidente cinese Xi Jinping “mi ha assicurato che non invierà armi all’Iran. È una promessa meravigliosa. Gli credo sulla parola. L’ho apprezzato molto”. Lo afferma Donald Trump, parlando ai giornalisti dal cantiere della ballroom della Casa Bianca.

 

Trump: "Poco tempo per spiegare la guerra alla gente, sono troppo impegnato a finirla"

“Tutti mi dicono che la guerra con l’Iran non è popolare, ma io penso che lo sia eccome”. Lo sostiene Donald Trump, che parlando ai giornalisti aggiunge: “Non ho abbastanza tempo per spiegare la guerra alla gente. Sono troppo impegnato a portarla a termine”.

 

Trump: "Ero a un'ora dall'attaccare"

“Ero a un’ora dal colpire” l’Iran. Lo confessa il presidente statunitense Donald Trump. A dissuaderlo per tentare ancora una volta la soluzione diplomatica sarebbero stati i leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Questo, però, non vuol dire che il tycoon non sia predisposto all’azione: “Potremmo dover colpire forte l’Iran ancora un’altra volta. Non ne sono sicuro, lo sapremo presto”.

Attacco con droni contro Emirati "opera di Israele"

Una fonte militare iraniana accusa Israele per il recente attacco con droni contro gli Emirati Arabi Uniti, nello specifico contro l’area dove si trova la centrale nucleare di Barakah, sostenendo che l’obiettivo sarebbe quello di spingere Abu Dhabi ad assumere “un ruolo più negativo nella regione” contro la Repubblica islamica e di destabilizzare ulteriormente la regione. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

La fonte militare sostiene anche che alcuni degli attacchi contro gli Emirati degli ultimi mesi sarebbero stati condotti direttamente da Israele e per questo Abu Dhabi dovrebbe “rivedere la propria politica” nei confronti di Tel Aviv.

G7: "Lo Stretto di Hormuz deve riaprire"

Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto: è il nuovo appello dei ministri delle Finanze del G7, sottolineando come la libertà di navigazione nell’area sia fondamentale anche contro gli squilibri economici.

Iran: prezzi in calo, Brent intorno ai 110 dlr e Wti a 107 dlr

I prezzi del petrolio sono in calo ma restano alti dopo che ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che aveva fermato un nuovo attacco contro l’Iran. A Londra il Brent si attesta a 110,50 dollari al barile, in calo dell’1,43% mentre il West Texas Intermediate (Wti) è in calo dello 0,69% a 107,91 dollari.

Energia: in Italia verso Cdm venerdì alle 19, governo a caccia di risorse per taglio accise

Governo italiano a caccia di nuove risorse per fronteggiare il caro energia. La data cerchiata di rosso sul calendario è quella di venerdì 22 maggio, quando dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri. Il Cdm, secondo quanto si apprende, dovrebbe avere luogo alle 19. Sul tavolo un possibile nuovo provvedimento per prorogare il taglio delle accise sui carburanti, che scade proprio quel giorno. La misura attualmente in vigore, che proroga i tagli introdotti nei mesi scorsi, prevede uno sconto di 24,4 centesimi al litro sul diesel e di 6,1 centesimi sulla benzina.

La vera sfida resta trovare le risorse per finanziare il nuovo provvedimento. Al momento, infatti, non è possibile utilizzare il meccanismo delle “accise mobili”, che permette di impiegare l’extragettito Iva legato all’aumento dei prezzi dei carburanti. Le risorse maturate a maggio saranno infatti disponibili solo dalla seconda metà di giugno. Per evitare un nuovo aumento dei prezzi al distributore, l’esecutivo è al lavoro per individuare coperture alternative. Secondo le stime circolate nei giorni scorsi, senza un nuovo intervento il prezzo della benzina potrebbe tornare ad avvicinarsi ai 2 euro al litro, mentre il diesel rischierebbe di superare quota 2,20 euro.

Sul tema è intervenuto anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. “Venerdì dovremo prorogare sicuramente” gli aiuti per il costo del carburante “ma per molti autotrasportatori questi tagli sono irrilevanti”, ha detto a Rtl 102.5. Sempre venerdì è previsto a Palazzo Chigi un confronto tra governo e associazioni dell’autotrasporto, dopo la proclamazione dello sciopero del settore dal 25 al 29 maggio.

Siria: autobomba a Damasco, almeno un morto

Almeno una persona è rimasta uccisa oggi a Damasco in un’esplosione che potrebbe essere stata causata da un ordigno nascosto in un’auto davanti a un edificio governativo vicino alla città vecchia. Lo hanno detto fonti della sicurezza siriane all’Afp, secondo cui l’esplosione si è verificata vicino alla sede di un’istituzione legata al Ministero della Difesa.

Qatar: "I negoziati necessitano di più tempo"

Il Qatar ha dichiarato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran, mediati dal Pakistan, necessitano di “più tempo” per arrivare a un accordo. “Supportiamo gli sforzi diplomatici del Pakistan, che ha dimostrato serietà nel riunire le parti e trovare una soluzione, e crediamo che il processo abbia bisogno di più tempo – ha affermato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri qatariota, Majed al-Ansari – Vogliamo proteggere i popoli della regione, che rischiano di essere i principali perdenti di qualsiasi escalation”.

 

Doha sui colloqui con Washington e Teheran

Il Qatar prosegue i colloqui con Stati Uniti e Iran per ricercare una soluzione diplomatica al conflitto. Lo conferma Majed al-Ansari, il portavoce del Ministero degli Esteri, sottolineando che “nessun Paese ha diritto a ostacolare l’accesso allo Stretto di Hormuz” e che è necessario ripristinare il dialogo tra le parti coinvolte nel conflitto per risolvere il problema che sta impattando gravemente sulla sicurezza dell’area e sull’economia globale.

"In corso" colloqui tra i leader del Golfo

Il Ministero degli Esteri del Qatar ha confermato che sono “in corso” dialoghi tra i leader della regione del Golfo e le parti coinvolte nel conflitto per risolvere la questione USA-Iran.

Idf avverte abitanti di 12 villaggi in Libano

L’esercito israeliano ha avvertito gli abitanti di 12 città e villaggi nel Libano meridionale di allontanarsi immediatamente in vista di nuovi attacchi contro Hezbollah. “Le continue violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah costringono le Forze di Difesa Israeliane a intervenire. Le Idf non intendono farvi del male. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo ad allontanarvi dalla zona e a spostarvi immediatamente ad almeno 1.000 metri di distanza”, scrive su X il portavoce in lingua araba dell’esercito, Avichay Adraee.

 

Attacco rimandato, crollano i prezzi del petrolio

Diminuiscono i prezzi del petrolio dopo che Trump ha annunciato di aver sospeso l’attacco previsto nella giornata odierna contro l’Iran su richiesta degli alleati del Golfo. Il Brent si attesta a 110,06 dollari a barile (-1,82%%), mentre il Wti (West Texas Intermidiate) è a circa 102,89 dollari a barile (-1,36%).

(fonte Investing.com, dati in tempo reale)

Due feriti in Libano

Due persone sarebbero rimaste ferite in seguito a nuovi attacchi con droni attribuiti a Israele vicino Harouf, nel Sud del Libano. Lo conferma la Nna libanese, secondo cui il drone avrebbe colpito l’auto mentre si trovava vicino a un edificio. Uno dei feriti è in condizioni critiche.

Israele contro la Flotilla

Proseguono nel Mediterraneo orientale le operazioni della Marina di Israele contro la Global Sumud Flotilla. Sarebbero 10, al momento, le barche ancora in navigazione per la spedizione umanitaria per Gaza. Lo fa sapere la stessa organizzazione, che chiede sostegno e commenta: “Gli Stati di bandiera sotto la cui giurisdizione sono registrate le nostre imbarcazioni hanno l’obbligo di proteggere tali navi e perseguire atti di pirateria nei loro tribunali”. E chiedono protezione anche per i componenti delle imbarcazioni arrestati.

Tra loro ci sarebbero anche degli italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di avere già chiesto a Israele di liberare, incolumi, i connazionali.

Iag, Lufthansa e Air France-Klm e i costi aggiuntivi per il carburante

I gruppi aerei europei Iag, Lufthansa e Air France-Klm hanno assorbito un costo aggiuntivo di quasi 6 miliardi di euro a causa dell’aumento dei prezzi del carburante derivante dal conflitto in Medio Oriente. Nello specifico, la copertura del rischio di cambio del cherosene di Iag è al 70% per il resto del 2026. Tuttavia, secondo la curva dei prezzi del carburante al 5 maggio, includendo le posizioni di copertura e i costi di sostenibilità, il costo del carburante ammonterebbe a circa 9 miliardi di euro, 2 miliardi di euro in più rispetto alle previsioni precedenti.

Air France-Klm ha annunciato un importo simile, portando il totale a 9,3 miliardi di dollari (7,981 miliardi di euro). Inoltre, sebbene il fabbisogno di cherosene di Lufthansa per l’anno in corso sia già coperto per circa l’80%, si prevede che l’aumento dei prezzi del cherosene comporterà costi aggiuntivi per 1,7 miliardi di euro entro il 2026.

In corso bombardamenti israeliani nel Sud del Libano

Bombardamenti di artiglieria israeliani stanno colpendo il quartiere di al-Arid nella città di Dibbin, nel distretto di Marjayoun, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna.

 

L'Iran vuole lo stop della guerra anche in Libano

L’ultima proposta dell’Iran agli Stati Uniti chiede la revoca delle sanzioni a Teheran, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e la fine del blocco marittimo al Paese, ma anche la fine della guerra su tutti i fronti, anche in Libano. Lo conferma il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna.

 

Lancio di missili durante la tregua da Teheran? L'indiscrezione
Iran si prepara a nuovi scontri, Adnkronos, 19 maggio 2026

L’Iran avrebbe il cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici. Lo sostiene un articolo del New York Times, che cita un funzionario militare statunitense. L’Iran si sarebbe adoperato per “riallestire decine di siti di lancio di missili balistici colpiti dai bombardamenti, spostare i lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un’eventuale ripresa degli attacchi”.

Onu: "No alla limitazione della libertà di navigazione a Hormuz"

L’Onu non vuole che “alcun ente in particolare limiti la libertà di accesso” allo Stretto di Hormuz. Lo dichiara il portavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq, riferendosi alla creazione da parte dell’Iran dell’Autorità dello Stretto del Golfo Persico per amministrare la navigazione nell’area strategica. “In definitiva – aggiunge – il nostro obiettivo è garantire che non vi siano limitazioni alla libertà di navigazione in alto mare e nello Stretto di Hormuz”.

 

Esercito Iran: "Usa non commettano errori, abbiamo il dito sul grilletto"

“Gli Stati Uniti e i loro alleati non devono commettere più errori strategici o passi falsi, poiché le forze armate iraniane sono più preparate e più forti che in passato e hanno il dito sul grilletto”. Lo dice il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi. “Risponderemo a qualsiasi rinnovata aggressione da parte dei nemici in modo rapido, deciso, potente ed esteso. Se i nostri nemici commetteranno un altro errore, lo affronteremo con maggiore forza rispetto al passato e taglieremo la mano a qualsiasi aggressore”, aggiunge (fonte: Tasnim).

Trump: "Ottime possibilità di accordo senza bombe"

Il presidente statunitense, Donald Trump, vede “un’ottima possibilità” di raggiungere con l’accordo con l’Iran “senza dover tornare ai bombardamenti”. “Non permetteremo all’Iran di dotarsi di armi nucleari. Sono stato contattato da questi tre Paesi, più altri, che stanno trattando direttamente con i nostri e con l’Iran, e sembra esserci un’ottima possibilità di trovare una soluzione. Se riuscissimo a farlo senza bombardarli senza pietà, ne sarei molto felice”, commenta il capo della Casa Bianca parlando con i giornalisti.

L'attacco saltato

Oggi era previsto un nuovo attacco statunitense contro l’Iran. Lo ha rivelato, con un post su Truth, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il tycoon avrebbe sospeso l’attacco su richiesta di alcuni dei principali leader del Golfo, in particolare dell’emiro  del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, del principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, e del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan.

“Sono in corso negoziati seri e, a loro avviso, in qualità di grandi leader e alleati, verrà raggiunto un accordo che sarà molto accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente ed oltre”, ha spiegato Trump nel post, precisando che un eventuale accordo “includerà, cosa importante, nessuna arma nucleare per l’Iran“.

 

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie

Donald Trump era pronto a colpire ancora. Che si tratti dell’ennesima minaccia o di una nuova operazione militare effettivamente sventata dall’intervento diplomatico di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, quanto annunciato dal presidente statunitense nelle scorse ore è indice dell’alto rischio di una nuova escalation nell’area del Golfo. Da un lato ci sono gli USA di Trump, pronti a negoziare anche “a suon di bombe” se Teheran non accetterà lo stop sul nucleare; dall’altro, c’è l’Iran, che con i suoi Pasdaran si sta preparando a qualsiasi scenario. Compreso quello della ripresa degli attacchi.

La strada dei negoziati tra Washington e Teheran appare sempre più in salita. A dividere è soprattutto l’accordo non raggiunto sul nucleare. C’è, però, anche il nodo della libertà di navigazione e del futuro dello Stretto di Hormuz, strategico per il commercio di petrolio mondiale.

In Libano la proroga del cessate di fuoco non ha portato cambiamenti sostanziali. Degli sforzi diplomatici ci sono, ma non fermano gli attacchi di Israele contro Hezbollah né le risposte del gruppo islamico. A pagarne le conseguenze sono i civili: più di 3mila vittime, quasi 10mila feriti. Questi i dati di una crisi che prende ogni giorno di più lo status di disastro umanitario.

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