Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 2 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Allarme in Israele, dove le sirene suonano ed esortano i cittadini a cercare riparo. L’esercito israeliano afferma, infatti, di aver rilevato missili in arrivo lanciati dall’Iran.
Secondo la CNN, gli Stati Uniti si starebbero preparando a un “forte aumento” degli attacchi in Iran nelle prossime 24 ore. Una escalation, l’ennesima, dalle conseguenze imprevedibili, è prevista quindi molto presto.
Il Dipartimento di Stato Usa esorta gli statunitensi a lasciare immediatamente i Paesi del Golfo e il Medio Oriente, compresi Israele, Libano, Giordania, Egitto, Siria e Stati del Golfo.
L’esercito israeliano annuncia di aver “colpito e smantellato il centro comunicazioni del regime terroristico iraniano”, dopo aver intimato l’evacuazione dell’area vicina all’Islamic Republic of Iran Broadcasting Corporation e avviato nuovi attacchi contro Teheran. “Il centro è stato recentemente utilizzato dalle forze del regime iraniano anche per promuovere attività militari sotto le mentite spoglie di attività e risorse civili, oltre alle attività di propaganda che provengono dal centro comunicazioni”, afferma l’Idf. “Le attività che si svolgono presso il centro sono state svolte e dirette dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane.
Le forze israeliane hanno smantellato la sede di tv e radio di Stato iraniane ma non finirà qui: “Continueremo a colpire le infrastrutture del regime iraniano in tutta Teheran”, si legge nella nota riportata da Haaretz.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver avviato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Proprio negli scorsi minuti, nuove esplosioni sono state avvertite in città. Poco prima dell’inizio degli attacchi, l’Idf aveva lanciato un avviso di evacuazione per il quartiere di Evin.
Il Centcom conferma che dall’inizio della guerra contro l’Iran sono stati uccisi 6 militari statunitensi. “Le forze americane hanno recentemente recuperato i resti di due militari precedentemente non rintracciati da una struttura colpita durante gli attacchi iniziali dell’Iran nella regione”, si legge nel comunicato che diffonde la notizia.
Lo stretto di Hormuz “è chiuso” e “se qualcuno tenta di passare, gli eroi delle Guardie della Rivoluzione e della marina regolare daranno fuoco a quelle navi”. L’avvertimento arriva dal comandante in capo delle Guardie della rivoluzione islamica, Ebrahim Jabari, in una dichiarazione diffusa dai media di Stato iraniani. Con questa mossa si apre potenzialmente anche una guerra commerciale, soprattutto perché quello stretto è fondamentale per il commercio di idrocarburi.
Alle 21.28 è atterrato all’aeroporto di Fiumicino il primo volo charter con a bordo 127 italiani rimasti bloccati nei Paesi del Golfo dopo la risposta iraniana agli attacchi di Usa e Israele dello scorso weekend. Il volo era partito dall’Oman.
La premier Giorgia Meloni interviene al TG5 parlando della “preoccupante” esclation in Iran. “Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino”, spiega la presidente del Consiglio. Di fronte agli attacchi verso Cipro, la premier non nasconde i timori: “L’obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi – dice la premier – ma penso che nulla possa andare meglio se l’Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati”. Uno dei timori è che la situazione possa portare a un aumento dei casi di terrorismo di matrice islamica: “Per questo abbiamo attivato anche la nostra intelligence”, commenta la premier.
Meloni sostiene che l’Italia “si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano”, sottolineando che “non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche”. Adesso che la situazione è precipitata, Meloni prova a rilanciare l’azione diplomatica. Avrebbe già sentito l’emiro del Qatar Al-Thani.
Potrebbe esserci Hezbollah dietro al lancio di alcuni droni di fabbricazione iraniana contro una base militare britannica a Cipro. Nulla di certo, ma appare probabile, poiché i droni sarebbero partiti dal Libano. Questo, almeno, secondo quanto riferito da una fonte del Governo cipriota all’Afp.
Gli Stati Uniti hanno colpito più di 1.250 obiettivi nelle prime 48 ore della guerra contro l’Iran, stando a quanto dichiarato dal Comando centrale statunitense (Centcom) in un comunicato.
Le forze armate del Kuwait hanno dichiarato che un sergente della marina – Walid Majid Sulaiman – è stato ucciso in servizio. Non sono ancora stati resi noti ulteriori dettagli sulla vicenda.
Il Dipartimento di Stato degli USA ha diramato un avviso di sicurezza consigliando ai cittadini statunitensi che si trovano in Iran di trovare rifugio in un luogo sicuro o lasciare il Paese via terra il prima possibile, se è sicuro farlo. “Siate consapevoli che il governo iraniano potrebbe limitare o impedire le partenze dall’Iran. I cittadini con doppia nazionalità americana e iraniana devono uscire dall’Iran con passaporto iraniano”, si legge nell’avviso. Le opzioni per lasciare l’Iran? Includerebbero la Turchia e l’Armenia, i cui confini risultano ancora aperti per chi ha un passaporto statunitense.
L’ambasciatore israeliano all’Onu Danny Danon – secondo la testata Haaretz – avrebbe dichiarato che gli attacchi di Usa e Israele sull’Iran “non si fermeranno finché non avremo raggiunto i nostri obiettivi” e che la guerra durerà “tutto il tempo necessario”. Danon spera in una nuova leadership iraniana e sostiene che Israele “farà tutto il necessario per garantire che l’Iran non abbia capacità nucleari”.
La premier Meloni esprime preoccupazioni sulla posizione dell’Europa in considerazione del peggioramento del quadro della questione iraniana. “Nulla può andare meglio se l’Iran non ferma attacchi ingiustificati nel Golfo”, il suo parere. E specifica: “Usa e Israele hanno deciso l’attacco senza coinvolgere partner europei”.
Emirates inizierà a operare un numero limitato di voli a partire dalla sera del 2 marzo. La compagnia prega i passeggeri “di non recarsi in aeroporto” senza aver ricevuto una notifica.
Emirates “continuerà a monitorare la situazione e svilupperemo di conseguenza il nostro programma operativo” e a informare i passeggeri sull’evoluzione della situazione tramite i canali ufficiali e i social.
La Commissione Europea sta “intensificando” il sostegno agli sforzi di evacuazione e rimpatrio dei cittadini degli Stati membri dell’Ue rimasti bloccati all’estero per via del caos nei collegamenti aerei dopo l’inizio dell’attacco di USA e Israele contro l’Iran. Al lavoro la Commissione, le delegazioni dell’Ue, il meccanismo di protezione civile dell’Ue e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze.
La Commissione sta rafforzando anche il monitoraggio dei rischi di interruzione dei trasporti: osservate speciali le aree intorno allo stretto di Hormuz e al Mar Rosso.
Nessun margine di pace per l’Iran, al momento. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump conferma che l’operazione militare statunitense sta raggiungendo gli obiettivi prefissati e andrà avanti “fino a quando sarà necessario”. “Siamo già sostanzialmente in anticipo rispetto alle nostre previsioni temporali – spiega – dall’inizio avevamo previsto dalle quattro alle cinque settimane, ma abbiamo la capacità di andare molto più a lungo. Lo faremo”.
Per giustificare l’attacco, Trump spiega: “Il programma missilistico convenzionale stava crescendo in modo rapido e drastico, e questo poneva una vera, chiara, colossale minaccia all’America e alle nostre forze all’estero”. “Il regime aveva già missili capaci di colpire l’Europa e le nostre basi, sia locali e che all’estero, e sarebbe stato preso capace di raggiungere la nostra bella America”, aggiunge.
Riferendo in Senato sulla questione Iran, il vicepremier e ministro degli Esteri conferma che “Nella regione (interessata dal conflitto o in area sensibile, ndr) sono al momento presenti oltre 70mila connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. Trentamila circa solo a Dubai e Abu Dhabi”. Si tratta di residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti, pellegrini.
Al momento risultano tutti al sicuro – militari compresi – e per alcuni connazionali si sta procedendo al rimpatrio con il supporto delle ambasciate e sotto il coordinamento della Farnesina. Sulla questione Iran, Tajani aggiunge: “Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane”. Nonostante la preoccupazione, però, le autorità italiane sottolineano di lavorare “con pazienza e determinazione a tutela dei nostri connazionali e della libertà di navigazione, delle nostre imprese, che rischiano di pagare un alto prezzo alla ingiustificata e sconsiderata reazione iraniana”.
Poco dopo le 15 di oggi il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che i militari italiani in Kuwait, Iraq, Libano e Giordania sono tutti incolumi. ”Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker e sono tutti incolumi”, ha spiegato Tajani.
”Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza”, ha precisato il titolare della Farnesina, aggiungendo che “i nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento”.
Il governo iraniano avrebbe invitato la popolazione a radunarsi questa sera in diversi quartieri di Teheran a sostegno della Repubblica Islamica e per rendere omaggio a Khamenei e alla moglie, uccisi dopo i raid aerei di Israele e USA.
“Sta a me decidere cosa è negli interessi nazionali britannici, non a Donald Trump”. Così il premier britannico Keir Starmer replica alle parole di Trump sul supporto britannico alle operazioni in Iran. Starmer conferma anche che la Gran Bretagna non prenderà parte alla fase iniziale degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran: “Riteniamo che il modo migliore per andare avanti nella regione e per il mondo sia una soluzione negoziale in cui l’Iran accetti di rinunciare a qualsiasi aspirazione a sviluppare armi nucleari e di cessare le sue attività destabilizzanti nella regione”, questa la spiegazione.
“Li stiamo per colpire molto duramente, l’operazione prosegue molto bene. La grande ondata di attacchi non c’è ancora stata, arriverà presto”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump alla Cnn, a proposito dell’operazione militare in Iran.
Tempo di bilanci per l’Idf (esercito israeliano), che in un comunicato ha dichiarato che in Iran sono stati distrutti circa 600 siti Gli obiettivi includevano “oltre 20 bersagli appartenenti a leader militari iraniani“. Sarebbero stati colpiti anche circa 30 siti in Libano.
Diciotto militari statunitensi sono rimasti gravemente feriti durante l’operazione militare statunitense contro l’Iran. Lo ha detto il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), come riporta la Cnn.
“Il Governo italiano è al fianco dei giovani iraniani. Al fianco di chi chiede democrazia, libertà, futuro. Il popolo iraniano merita di vedere riconosciuti i propri diritti civili e politici, senza violenza o intimidazioni”. Lo dichiara il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante l’informativa al Senato.
“Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano – ha aggiunto il ministro -. In questo quadro, l’Europa ha un importante ruolo da giocare. È chiamata ad essere voce di equilibrio e a favorire quel dialogo ‘ragionevole, autentico e responsabile’ richiamato ieri dal Santo Padre Papa Leone XIV”.
La vedova dell’ayatollah Ali Khamenei, Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh, è morta per le ferite riportate nell’attacco israelo-americano dove ha perso la vita anche la Guida Suprema iraniana. Lo conferma Press Tv.
LEGGI LA NOTIZIA COMPLETA SULLA MORTE DELLA MOGLIE DI KHAMENEI
Il Dipartimento di Stato degli USA ha invitato i cittadini statunitensi presenti in Libano a “lasciare ora” il Paese “fin quando sono disponibili voli commerciali”. “L’ambasciata – si legge nell’avviso – raccomanda con forza ai cittadini Usa nel sud del Libano, nei pressi dei confini con la Siria, negli insediamenti di rifugiati e nel quartiere di Dahiyeh, a Beirut, di lasciare immediatamente queste zone”. Per chi dovesse scegliere di non lasciare il Libano, il Dipartimento raccomanda di “predisporre piani di emergenza”
Il Centcom ha reso noto che tre suoi F-15 Strike Eagles sono stati abbattuti oggi in Kuwait, dopo essere stati colpiti “in un apparente incidente di fuoco amico“. Secondo la ricostruzione fornita i tre jet “durante un combattimento attivo, che comprendeva attacchi da parte di aerei, missili balistici e droni iraniani, sono stati abbattuti per errore dalle difese anti aeree del Kuwait”.
“Il Kuwait ha ammesso l’incidente e siamo grati per gli sforzi delle difese del Kuwait e del loro sostegno per l’operazione”, prosegue il Cencom sottolineando che “le cause dell’incidente sono al centro di un’indagine”.
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“Su nostra richiesta domani le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese”, ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato.
L’operazione militare israelo-americana contro l’Iran durerà più di una settimana, almeno. Ne sono convinte le Forze di difesa israeliane (Idf). Al momento, secondo l’esercito israeliano, non sarebbero stati presi di mira impianti nucleari. Tuttavia, essi rimangono tra gli obiettivi sensibili.
Vladimir Putin a colloquio con l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani. Il Cremlino auspica “una rapida de-escalation del conflitto in Medio Oriente” e spinge “per il ritorno di metodi politici e diplomatici per la soluzione delle divergenze basato sui principi del rispetto reciproco e dell’uguaglianza”.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti d’America (Centcom) ha diffuso le immagini degli attacchi contro l’Iran, accompagnati dal messaggio: “Le forze statunitensi stanno adottando misure coraggiose per eliminare le minacce imminenti poste dal regime iraniano. Gli attacchi continuano”.
Il gruppo tedesco Lufthansa evita temporaneamente lo spazio aereo mediorientale. Nello specifico, la compagnia parla dello spazio aereo sopra Israele, Iran, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrein e l’aeroporto saudita di Dammam non sarà utilizzato dal gruppo almeno fino all’8 marzo.
L’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili contro Israele. Ad annunciarlo è stata la televisione di stato a Teheran, che conferma che “è in corso l’undicesima ondata dell’Operazione Honest Promise 4 con attacchi missilistici e con droni su obiettivi a Beersheba”.
Un quarto soldato statunitense ”è morto per le ferite riportate” dopo essere rimasto ”gravemente ferito” nei primi attacchi iraniani. Lo rende noto il Centcom su X. Lo United States Central Command ha confermato che “l’identità dei caduti non sarà resa nota fino a 24 ore dopo che verranno informati i familiari più prossimi”.
Ancora tensioni tra Israele e Iran. Nel mirino del Paese ebraico in questo momento c’è il Libano, in particolare Hezbollah. Il suo leader – dichiara il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, in dichiarazioni rilanciate da Haaretz – “farà la fine di Ali Khamenei”. Su X Katz ha anche dichiarato che “Naim Qassem“, che “ha deciso per intervenire con il fuoco sotto il pressing dell’Iran, è ora un obiettivo“.
Donald Trump si dice “molto deluso” dal premier britannico Keir Starmer per l’iniziale rifiuto di autorizzare l’uso della base di Diego Garcia per le operazioni contro l’Iran e sottolinea che Starmer “ha impiegato decisamente troppo tempo” a cambiare posizione.
Il presidente americano ha inoltre criticato l’accordo sulle isole Chagos, definendolo “una cosa molto woke” e sostenendo che il Regno Unito avrebbe dovuto mantenere la sovranità sull’arcipelago.
Un nuovo attacco è stato lanciato contro la base militare britannica della Raf di Akrotiri, a Cipro. Lo ha dichiarato il governo cipriota sottolineando che due droni sono stati ”intercettati con successo”. Il Ministero degli Interni cipriota ha anche ordinato al sindaco di Kourion, vicino alla base, di procedere a un’evacuazione obbligatoria. Diffuso anche un avviso per la popolazione e ai dipendenti per garantire la massima sicurezza di tutti.
Il primo ministro del Libano Nawaf Salam ha annunciato la messa al bando delle attività militari di Hezbollah, chiedendo ”all’esercito di attuare immediatamente le decisioni del governo per garantire che le armi siano sotto il controllo esclusivo dello Stato a nord del fiume Litani”.
“La decisione di guerra o di pace spetta esclusivamente allo Stato, che deve limitare le attività di Hezbollah e obbligarlo a consegnare le sue armi”, ha affermato Salam. “Ciò che Hezbollah ha fatto costituisce una violazione delle decisioni del governo”, ha aggiunto.
Per la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, dopo l’azione degli USA e di Israele si apre una “nuova speranza” per il popolo iraniano, “oppresso” dal regime degli ayatollah. Gli sviluppi – sottolinea però von der Leyen – “sono profondamente preoccupanti” e, come Europa, “dobbiamo impegnarci a fondo per ridurre l’escalation del conflitto e fermarne l’espansione”.
I media iraniani riferiscono di forti esplosioni udite nel centro di Teheran.
Un primo effetto del conflitto in Iran è ben visibile: il prezzo del petrolio sta già salendo alle stelle. Il Brent, infatti, si attesta a 82,37 dollari al barile, il prezzo livello più alto da gennaio 2025.
Suonano le sirene nella base britannica della Raf di Akrotiri, a Cipro. Lo riferisce la tv di Stato cipriota.
C’è un morto dopo l’attacco a una petroliera al largo dell’Oman. Lo riferisce l’agenzia di stampa omanita, secondo cui “la Mkd Vyom, battente bandiera della Repubblica delle Isole Marshall, è stata attaccata da un drone marino a circa 52 miglia nautiche dalla costa del governatorato di Muscat”, provocando ” un incendio e un’esplosione nella sala macchine e causando la morte di un membro dell’equipaggio di nazionalità indiana”. I 21 membri dell’equipaggio – 16 cittadini indiani, quattro cittadini bengalesi e un cittadino ucraino – sono stati evacuati tramite la nave mercantile Mv Sand.
In Giordania l’ente per l’aviazione civile annuncia la chiusura dello spazio aereo per tutti i velivoli dalle 18 alle 9 di ogni giorno fino a nuove disposizioni. Lo conferma l’agenzia ufficiale Petra, sottolineando che si tratta di una decisione “temporanea” presa “alla luce degli sviluppi nella regione e della valutazione dei rischi nel rispetto degli standard internazionali“.
Tornano a suonare le sirene dell’allarme antiaereo a Tel Aviv e in altre zone nel centro di Israele. Lo riferisce il Times of Israel, che segnala un nuovo attacco missilistico da parte dell’Iran.
Alle ore 8 di Washington (le 14 in Italia) il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth e il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, terranno una conferenza stampa. Si tratta del primo dall’inizio dei nuovi attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran.
La Bahrain News Agency riferisce una persona è morta e altre due sono rimaste “gravemente ferite” dopo che i rottami di un missile intercettato hanno provocato un incendio su una “nave straniera” a Salman, in Bahrein.
Le forze iraniane rivendicano di aver preso di mira la base aerea Ali Al Salem usata dalle forze americane in Kuwait e imbarcazioni nell’Oceano Indiano. “Unità missilistiche delle forze di terra e delle forze navali con operazioni da varie località hanno preso di mira nelle ultime ore la base aerea Ali Al Salem, in Kuwait, e imbarcazioni nemiche nell’Oceano Indiano settentrionale”, si legge in una nota. Sarebbero stati usati “15 missili da crociera”.
Secondo l’Agenzia iraniana Tasmin, un “F-15 delle forze Usa è stato abbattuto” dalle forze iraniane ed è precipitato in Kuwait. I due piloti sarebbero riusciti a lanciarsi con il paracadute prima dello schianto.
“Sei o sette forti esplosioni” sono state udite stamani a Doha, in Qatar. Lo riferisce la Cnn. Si registrano anche attacchi missilistici a Tel-Aviv, Haifa e Gerusalemme Est.
La guerra tra Iran e USA rischia di far degenerare il Medio Oriente e l’area del Golfo nel caos. Mentre continuano gli attacchi di USA e Israele, i gruppi filo-iraniani in Medio Oriente iniziano a muoversi. L’area a cui si guarda con particolare attenzione è il Libano: lì rischia di aprirsi un nuovo fronte. Israele, infatti, ha annunciato di aver “lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah (gruppo militante filo-iraniano, ndr) che potrebbe includere un’invasione di terra”.
Teheran, nel frattempo, ha risposto ai raid statunitensi e israeliani con lanci di missili e droni in varie aree del Medio Oriente, da Gerusalemme a Dubai, da Abu Dhabi a Dohan. Il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, nel frattempo, chiude a qualsiasi trattativa con gli Stati Uniti di Donald Trump.
La Naval Air Station Sigonella è considerata uno dei punti più delicati della Sicilia in caso di pesanti tensioni internazionali, come nel caso della guerra Iran-USA. Il sistema di monitoraggio per la base navale è naturalmente attivo, anche se al momento non aumenta il livello di allerta e la situazione appare sotto controllo.
Al momento il livello d’allerta è Alfa plus, un grado di attenzione considerato normale e appena più alto rispetto allo standard Alfa (minaccia generica).
Il comandante supremo alleato della Nato in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, sta seguendo “da vicino” gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente, adeguando le forze alle necessità per difendere l’Alleanza da “potenziali minacce“. Lo ha comunicato la stessa Nato attraverso un post su X.
L’Alleanza “ha adeguato e continuerà ad adeguare la postura di forza della Nato per garantire la sicurezza dei suoi 32 Paesi membri e difendere l’alleanza da potenziali minacce“, citando il rischio rappresentato da “missili balistici o veicoli aerei senza pilota provenienti da questa o altre regioni”.
”L’Europa farà ascoltare la sua voce, anche dopo che sarà chiusa la fase incandescente, per avviare un dialogo diplomatico a favore della transizione in Iran”, così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina sulla vicenda iraniana. Durante la riunione è stata espressa solidarietà ai Paesi “aggrediti dall’Iran” e stabilito l’impegno a coordinare il rientro di cittadini europei che si trovano nell’area in sicurezza.
Francia, Germania e Regno Unito sarebbero pronte a difendere i propri interessi e quelli degli alleati del Golfo attraverso “azioni difensive” contro l’Iran. I 3 Paesi lo hanno confermato in una nota congiunta, dicendosi “sconvolti dagli attacchi missilistici indiscriminati e sproporzionati lanciati dall’Iran contro i Paesi della regione” in risposta all’attacco USA-Israele lo scorso sabato.
“Adotteremo misure per difendere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati nella regione, potenzialmente consentendo azioni difensive necessarie e proporzionate per distruggere la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni alla fonte”, si legge nella dichiarazione.
I Paesi da difendere? Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman e Giordania, coinvolti in “una guerra che non hanno scelto”.
La nuova settimana per la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen si apre con un collegio straordinario dei commissari sulla sicurezza sul caso iraniano. In una <strong>dichiarazione congiunta del presidente del Consiglio europeo António Costa, la presidente ha confermato “il deciso impegno per salvaguardare la sicurezza e la stabilità della regione” da parte delle massime autorità europee.
Cosa sta succedendo in Iran
Lo scorso sabato l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha aperto un nuovo fronte di guerra. Nei primi attacchi sarebbero stati uccisi la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, e l’ex presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, anche se sulla sorte di quest’ultimo non ci sono certezze. La sua morte nei raid, infatti, è ancora un giallo: i media lo danno per morto, l’ufficio dell’ex presidente invece smentisce.
L’escalation della guerra in Iran è stata molto rapida. Dopo gli attacchi di USA e Israele, l’Iran ha risposto con raid e attacchi missilistici che hanno coinvolto diversi Paesi, da Israele all’Oman, dal Qatar agli Emirati Arabi Uniti. La settimana si apre con forte tensione sul fronte internazionale. Si guarda con particolare attenzione al Libano, per il potenziale coinvolgimento dei militanti di Hezbollah nel conflitto. E d’altra parte, anche l’UE inizia a prendere le sue decisioni. Francia, Germania e Regno Unito si sono dichiarate pronte a difendere gli interessi propri e degli alleati nel Golfo, anche attraverso “azioni difensive” contro l’Iran. La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha programmato un collegio straordinario dei commissari sulla sicurezza per discutere del caso iraniano.
Nel frattempo, oltre alle vittime (che già, purtroppo, si registrano), si pensa alle conseguenze geopolitiche ed economiche della guerra in Iran. Un primo effetto è ben visibile: il prezzo del petrolio sta già salendo alle stelle. Il Brent, infatti, si attesta a 82,37 dollari al barile, il prezzo livello più alto da gennaio 2025.
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