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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Libano, Israele e Stati Uniti, firmato accordo quadro. Rubio: “Primo passo”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Libano, Israele e Stati Uniti, firmato accordo quadro. Rubio: “Primo passo”
Isola di Kharg. Foto di Johnson Space Center – WIKIPE, via Imagoeconomica

Le ultime notizie sul conflitto USA-Iran, sulla situazione di Hormuz e sugli ultimi sviluppi in Libano

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 26 giugno 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 26 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 26 giugno 2026,
Inizio diretta: 26/06/26 07:00
Fine diretta: 27/06/26 00:00
Hezbollah respinge accordo con Israele, crea divisioni interne

Hezbollah ha respinto l’accordo che il Libano e Israele hanno raggiunto a Washington, con la mediazione Usa, dopo cinque round di negoziati. Lo ha dichiarato il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah. “La linea d’azione intrapresa dalle autorità libanesi equivale a concessioni unilaterali e gratuite che non faranno altro che indebolire il Paese e favorire gli interessi del nemico israeliano”, ha affermato in una nota, aggiungendo che l’accordo “rischia di creare pericolose divisioni interne”.

Fadlallah ha aggiunto che le autorità libanesi non saranno in grado di far rispettare l’accordo quadro a meno che, con il sostegno degli Stati Uniti, “non si arrivi alla guerra civile”. Lo ha riportato Al Mayadeen.

Libano, Palazzo Chigi: bene accordo, pace con sovranità Beirut e sicurezza Israele. Italia farà sempre sua parte
Trump: "Nessuno vuole essere il leader, muoiono dalla voglia di fare un accordo"

“La loro leadership è stata uccisa una prima volta. E la loro leadership è stata uccisa una seconda volta. Nessuno vuole più essere il leader dell’Iran”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump intervenendo alla conferenza della ‘Faith & Freedom Coalition’ a Washington. ”Muoiono dalla voglia di fare un accordo”, ha aggiunto Trump.

Libano, ambasciatrice Beirut: "Accordo primo passo per ripristino sovranità"

”L’accordo quadro trilaterale che abbiamo firmato oggi è un primo passo per il ripristino della sovranità libanese e dell’integrità territoriale”. Lo ha dichiarato l’ambasciatrice libanese Nada Hamadeh Moawad che ha guidato la delegazione di negoziatori di Beirut a Washington.

Libano, Netanyahu: "Accordo grande successo ma Idf resteranno nel sud"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) resteranno nel sud del Libano fino a quando Hezbollah non verrà completamente disarmato e quindi non ci sarà più alcuna minaccia per le comunità del nord di Israele. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu poco dopo la firma a Washington dell’accordo tra Israele e Libano, mediato dagli Stati Uniti, al termine di cinque round di negoziati diretti. Un accordo che Netanyahu ha definito ”un grande successo” e ”un duro colpo per l’Iran”.

Netanyahu ha aggiunto che sono state individuare due zone pilota nel sud del Libano, dove si trovano le Idf e dove l’esercito libanese inizerà a prendere il controllo del territorio. Israele, ha proseguito, manterrà la sua zona di sicurezza originaria al di fuori della portata dei missili anticarro, ribadendo che “la nostra sicurezza viene prima di tutto”.

Firmato accordo Israele-Usa sul Libano

Il Libano, Israele e gli Stati Uniti hanno annunciato di aver firmato un accordo quadro a Washington al termine di un quinto round di negoziati diretti. Per il segretario di Stato statunitense Marco Rubio “è solo l’inizio dell’inizio”, ma è comunque un “primo passo” verso la risoluzione di una situazione complessa che da mesi tiene il mondo con il fiato sospeso.

Nei colloqui si è discusso di una proposta di cessione all’esercito di Beirut del territorio controllato dalle Idf nel sud. Proposta sostenuta dagli USA. All’inizio dei colloqui il Libano auspicava il ritiro completo delle forze israeliane dal territorio libanese, mentre per Israele il punto cruciale è che qualsiasi ritiro deve essere subordinato al completo disarmo di Hezbollah.

 

Araghchi sente Cooper

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con la sua omologa britannica, Yvette Cooper. Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, i due avrebbero discusso dei negoziati tra Iran e Stati Uniti e dei principali sviluppi bilaterali e regionali. Nel corso della conversazione, entrambe le parti avrebbero sottolineato l’importanza di proseguire l’impegno diplomatico per arrivare a una condizione di stabilità nella regione del Golfo.

 

Iran: "Canale diretto con gli USA? Una menzogna"

I Guardiani della Rivoluzione islamica smentiscono le affermazioni di alcuni funzionari statunitensi secondo cui sarebbe stato istituito un canale diretto tra Teheran e Washington sul tema dello Stretto di Hormuz. “Si tratta di una menzogna completa e lo smentiamo con forza. Non è mai accaduto e non accadrà – dice il portavoce Hossein Mohebbi -. Lo Stretto di Hormuz è territorio iraniano e non ha nulla a che fare con gli Stati Uniti”.

Rutte: "Italia non fa di più rispetto agli accordi con gli USA"

“Quello che ho detto non è che l’Italia stia facendo più di quanto si sia impegnata a fare secondo gli accordi bilaterali con gli Stati Uniti, ma che sta rispettando gli accordi bilaterali. Quindi, non più di quello”. Lo dichiara il segretario generale della Nato Mark Rutte, precisando ancora una volta le sue affermazioni sul numero di voli Usa decollati dalle basi statunitensi in Italia a supporto dell’operazione Epic Fury in Iran. “Se si considera l’intera Europa” sono avvenuti “tra i 4000 e i 5000 decolli dalle basi europee”, aggiunge Rutte.

 

Trump: "Drone iraniano ha colpito cargo a Hormuz, è violazione"

Il presidente statunitense Donald Trump accusa l’Iran di aver “lanciato almeno quattro droni d’attacco unidirezionali contro navi in transito nello Stretto di Hormuz“. “Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande costosissima nave cargo – scrive il tycoon su Truth Social -. Ci sono stati danni, ma l’imbarcazione ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto gli altri tre droni. Si tratta, ovviamente, di una violazione sconsiderata del nostro accordo sul cessate il fuoco“.

 

Onu, 2.500 marittimi e 155 navi hanno lasciato lo Stretto di Hormuz in 5 giorni

Il piano di evacuazione attivato dall’Organizzazione marittima internazionale (Omi) ha permesso da martedì a 115 navi con circa 2.500 marittimi di lasciare il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo conferma il segretario generale dell’agenzia Onu, Arsenio Dominguez. Il dispositivo è stato temporaneamente sospeso per le tensioni delle scorse ore, ma alcuni mercantili avrebbero comunque continuato a transitare nella parte meridionale dello stretto.

 

Pakistan, liberati membri dell'equipaggio mercantile trattenuti dagli Usa

I 22 membri dell’equipaggio iraniano liberati dopo il sequestro del mercantile “Lenore/Davina” sono arrivati a Karachi. Secondo quanto riferito dal vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, il gruppo sarebbe stato trattenuto dalle autorità statunitensi nell’ambito delle misure restrittive sul commercio marittimo iraniano.

Dar ha precisato che sono in corso “le ultime procedure, in stretta collaborazione con le missioni iraniane in Pakistan”, per consentire il rapido rientro in patria dei cittadini iraniani.

Emirati Arabi, residenti notificati di "potenziale minaccia missilistica"

I residenti degli Emirati Arabi Uniti avrebbero ricevuto una notifica sui cellulari dal Ministero dell’Interno che avvertiva di una “potenziale minaccia missilistica“, la prima da oltre un mese. Nel messaggio, le autorità inviterebbero la popolazione a “raggiungere immediatamente un luogo sicuro” a causa della situazione in corso. Poco dopo, il Ministero dell’Interno ha inviato una seconda comunicazione annunciando la fine dell’allerta: “La situazione è attualmente sicura. Potete riprendere le vostre normali attività”.

 

Katz: "Se l'Iran ci attacca commette l'errore più grande"

Se l’Iran attacca Israele commetterà il suo errore più grande”. Lo sostiene il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, ricordando che il comandante delle Guardie Rivoluzionarie “ha minacciato costantemente Israele in questi giorni”.

 

Comunicazione diretta USA-Iran a Hormuz

Secondo il canale televisivo iraniano Press Tv, sarebbe stata stabilita una linea di comunicazione tra gli Stati Uniti e l’Iran nello Stretto di Hormuz. L’iniziativa mira prevenire ulteriori incidenti e contrastare possibili escalation e tensioni nell’area.

 

"Pericolo", gli avvertimenti vicino Tiro

Un raid israeliano potrebbe essere imminente sulla città di Mansouri, nel sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo i media libanesi, infatti, le forze di difesa israeliane avrebbero lanciato volantini da un drone. Sui fogli è scritto: “Zona pericolosa! State alla larga! Qualsiasi avvicinamento alle forze dell’esercito israeliano vi mette in pericolo”.

 

Il ritiro di Israele dal Libano infiamma il dibattito

Secondo Haaretz, tra Israele e Libano ci sarebbero dei disaccordi sulle zone pilota proposte e dalle quali Israele dovrebbe ritirarsi per lasciare il comando all’esercito libanese. Questa sarebbe la ragione – o almeno una delle ragioni – che starebbero prolungando i colloqui.

 

L'Iran ribadisce: "Si passa a Hormuz solo dalle rotte autorizzate"

La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) ribadiscono che le uniche rotte sicure sullo Stretto di Hormuz solo quelle autorizzate. “Il passaggio nello stretto è consentito solo lungo le rotte dichiarate dall’Iran“, si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

 

De Felice (Intesa Sp): "Stretto di Hormuz riaperto ma i flussi commerciali non viaggiano a pieno ritmo"

“Lo stretto di Hormuz è stato riaperto” ma i flussi commerciali “non procedono ancora a pieno ritmo, ovvero con una piena normalizzazione rispetto a quanto vedevamo prima del conflitto”. A dirlo Gregorio De Felice, Chief Economist e Responsabile Research Department di Intesa Sanpaolo. “Siamo nell’ordine di un 50%” rispetto alla situazione pre-conflitto”, aggiunge l’economista.

 

Hezbollah denuncia: "Palese violazione del cessate il fuoco da Israele"

In una nota Hezbollah denuncia la “palese violazione” da parte di Israele del cessate il fuoco in vigore. Il riferimento è agli attacchi che nelle scorse ore hanno ucciso 3 persone nel sud del Libano, che “hanno deliberatamente preso di mira, ancora una volta, civili libanesi mentre si recavano nelle loro abitazioni”. Secondo quanto dice Hezbollah, questa sarebbe la terza violazione israeliana in pochi giorni.

 

Macron incontrerà il sultano dell'Oman

Il presidente francese Emmanuel Macron riceverà lunedì il sultano dell’Oman. Al centro del dibattito, naturalmente, la riapertura “libera e senza condizioni” di Hormuz e gli sforzi congiunti per la “de-escalation regionale” e “la sicurezza delle vie marittime”. Lo conferma una nota dell’Eliseo.

 

Caso Nato, Piero De Luca (PD): "Chi mente? Meloni riferisca in Parlamento"

“Le parole del segretario generale della Nato sono estremamente gravi e non possono essere liquidate come un incidente diplomatico. Se quanto affermato da Mark Rutte corrisponde al vero, il governo ha il dovere di spiegare immediatamente al Parlamento e al Paese quale sia stato il livello di coinvolgimento dell’Italia nel conflitto contro l’Iran”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato del Partito democratico e capogruppo in commissione Politiche europee, parlando ad Agorà su Rai3.

“Non bastano conferenze stampa o dichiarazioni estemporanee. Il governo venga in Parlamento a chiarire un punto fondamentale: qual è stata l’effettiva compartecipazione del nostro Paese a un’operazione militare che giudichiamo illegale, sbagliata e priva di una strategia politica? Se dall’Italia sono realmente partite attività di supporto operativo, siamo di fronte a una questione che investe direttamente il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa – aggiunge -. Esiste un discrimine molto sottile tra il supporto logistico consentito dagli accordi internazionali e una partecipazione che potrebbe configurare un coinvolgimento ben diverso. Per questo occorre fare piena luce. Oggi c’è una domanda semplice che il governo non può più eludere: chi dice la verità? La Nato o il governo italiano?”.

“In questi mesi abbiamo ascoltato dichiarazioni ambigue della presidente del Consiglio, che ha affermato di non condividere ma neppure di condannare questa guerra. Se a queste parole si aggiungono ora quelle di Rutte, il rischio è che il Paese sia stato progressivamente trascinato in un conflitto senza che gli italiani ne fossero pienamente consapevoli soprattutto, senza la preventiva e necessaria autorizzazione del Parlamento. Non può restare alcun velo di opacità su una vicenda così delicata. Il governo Meloni ha il dovere politico e istituzionale di riferire immediatamente alle Camere, chiarendo se l’Italia abbia partecipato, in quale misura e sulla base di quali decisioni, a un’operazione militare che solleva interrogativi gravissimi sul rispetto della Costituzione e sulla trasparenza nei confronti del Parlamento e dei cittadini”, conclude De Luca.

Sull'economia italiana pesa l'incertezza per la guerra in Iran

Economia in stallo nel secondo trimestre. L’accordo per porre fine alla guerra in Iran è avvolto da molte incertezze e i transiti di navi per Hormuz restano limitati”. Lo scrive il centro studi di Confindustria nella congiuntura flash. “Se il prezzo del petrolio è tornato quasi sui livelli pre-guerra, l’inflazione rimane alta, sono saliti i tassi di interesse che freneranno il credito e il turismo dall’estero è in brusca frenata. Il secondo trimestre è atteso scontare gli impatti della guerra, il terzo sarà in miglioramento”, si sottolinea nella nota.

 

G7 di Evian, il punto su Ucraina e Iran

Il vertice G7 di Évian-les-Bains, svoltosi dal 15 al 17 giugno 2026, si è chiuso su una nota di convergenza sui due dossier che infiammano il dibattito internazionale: Iran e Ucraina. Per la prima volta dall’inizio del secondo mandato di Trump come presidente degli USA, il G7 ha emesso una dichiarazione congiunta su temi cruciali di sicurezza internazionale, con la firma del presidente statunitense, un fatto non scontato.

Nella dichiarazione congiunta, i leader del G7 hanno accolto favorevolmente l’accordo USA-Iran definendolo un’opportunità storica per impedire a Teheran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce regionali e balistiche legate alle sue attività. I sette hanno anche concordato che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito è fondamentale per la ripresa del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz in totale sicurezza.

Sull’Ucraina, Trump ribadisce il sostegno a Kiev e anzi lo fa apparire più rafforzato rispetto al passato.

 

Iran, Braga: "Meloni scelga l'Europa"

“Archiviare le parole del segretario generale della Nato sarebbe riduttivo. Per questo abbiamo chiesto che il governo venga in Parlamento a chiarire sui trattati, sull’utilizzo delle basi italiane e sulla posizione dell’Italia. È l’occasione per superare l’ambiguità di Giorgia Meloni sull’Iran, oltre il suo ‘non condivido e non condanno’, di fronte a una guerra fuori dal diritto internazionale che ha alimentato instabilità e pesanti conseguenze anche per le nostre imprese. Ora Meloni deve scegliere da che parte stare: il rapporto con gli Stati Uniti non può significare silenzio sui dazi e sulle violazioni del diritto internazionale. L’Italia deve tornare protagonista, con una posizione chiara e pienamente europea, rafforzando la dimensione comune della sicurezza e della difesa. Il disimpegno del governo ha indebolito il ruolo del nostro Paese: è il momento di cambiare passo e scegliere una volta per tutte l’Europa”. A dirlo Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

 

Iran: "Usa fermino gli aerei israeliani o risponderemo"

Il quartier generale del Comando unificato iraniano, Khatam al-Anbiya avverte gli Stati Uniti: se non fermeranno gli aerei israeliani – considerati “una minaccia” per l’Iran – le conseguenze saranno terribili e Teheran “considererà legittimo il diritto di rispondere alle azioni pericolose”.

 

WSJ: "Gli USA valutano lo spostamento di alcune basi in Israele"

Gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di spostare alcune basi militari nel Golfo Persico e il nuovo luogo potrebbe essere Israele. A lanciare l’indiscrezione è il Wall Street Journal, che cita immagini satellitari, filmati verificati sui social media e interviste con militari in servizio e in congedo.

L’ipotesi è che gli USA riattrezzino la base in Bahrein, danneggiata dagli attacchi dei mesi scorsi, e riduca la propria presenza in Kuwait e Arabia Saudita.

Nuovi raid in Libano

Continuano – nonostante il cessate il fuoco – i raid aerei israeliani nel sud del Libano: gli ultimi hanno ucciso due persone e ne hanno ferita almeno un’altra. Secondo il quotidiano filo-Hezbollah Al-Akhbar, si sarebbero registrate vittime in seguito a un raid aereo contro un veicolo a Maifadoun, nel sud del Libano. Un altro raid aereo israeliano sarebbe stato segnalato a Nabatieh al-Fouqa (Nabatieh Alta), un sobborgo della città libanese di Nabatieh, riporta Al Jazeera.

Quattro soldati delle forze di difesa israeliane (IDF) sarebbero rimasti feriti ieri nel sud del Libano durante uno scontro a fuoco con un terrorista di Hezbollah.

 

I negoziati fra Libano e Israele a Washington proseguono anche oggi

I negoziati fra Libano e Israele continueranno anche il 26 giugno. Lo riporta Ynet citando l’ambasciata dello Stato ebraico a Washington, secondo la quale “a causa del protrarsi delle discussioni i negoziati proseguiranno un altro giorno”. Un funzionario statunitense ha precisato che le parti torneranno a incontrarsi oggi alle 15 (ora italiana).

Onu sospende evacuazione marinai bloccati dopo attacco a nave a Hormuz

Un attacco a una nave avvenuto ieri nello Stretto di Hormuz ha indotto le Nazioni Unite a sospendere le operazioni di evacuazione dei marinai bloccati, mentre gli Stati Uniti hanno messo in guardia l’Iran contro l’imposizione di pedaggi per il transito attraverso il passaggio marittimo. Il New York Times e altri media statunitensi riportano che l’Iran avrebbe speronato una nave portacontainer nello stretto.

“Qualsiasi passaggio attraverso rotte al di fuori del quadro designato dalla PGSA non sarà coperto dalle garanzie di passaggio sicuro”, ha dichiarato l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico su X.

L’attacco di ieri ha spinto Arsenio Dominguez, segretario generale dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), agenzia delle Nazioni Unite responsabile della sicurezza marittima, ad annunciare la sospensione delle operazioni di evacuazione delle 600 navi e dei loro equipaggi rimasti intrappolati dalla guerra. In una dichiarazione, Dominguez ha affermato di aver sospeso il piano di evacuazione e che è necessario che le “garanzie di sicurezza continuino a essere in vigore per le navi presenti nella nostra lista di evacuazione”.

L’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO ha dichiarato che la nave mercantile nello stretto sarebbe stata “colpita sul lato di dritta da un proiettile non identificato, che ha causato danni al ponte”, ma non ha segnalato vittime. Secondo quanto riferito, l’incidente è avvenuto a sole 7,5 miglia nautiche (14 chilometri) dalla costa dell’Oman. La Casa Bianca ha dichiarato di essere a conoscenza delle segnalazioni e di starle esaminando. “Il presidente Trump è stato chiaro sul fatto che l’Iran non può ostacolare il libero flusso del traffico nello Stretto”, ha affermato un funzionario della Casa Bianca.

Aiea: "Dopo guerra, necessaria verifica nucleare molto rigorosa"

Dopo la guerra, l’Iran necessita di un sistema di verifica “molto solido” per garantire che il Paese non sviluppi armi nucleari. Lo ha dichiarato il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi.

“Credo che l’obiettivo di questo (recente accordo tra Stati Uniti e Iran) sia quello di garantire che in Iran non si sviluppino armi nucleari. Il governo iraniano ha dichiarato in modo piuttosto chiaro che questa non è la sua intenzione”, ha aggiunto Grossi parlando con i giornalisti in Giappone. “Ma ovviamente le intenzioni non bastano. Dobbiamo avere un sistema di verifica molto solido, il prima possibile”.

Pgsa: "Solo rotte autorizzate a Hormuz"

Le forze iraniane avrebbero attaccato una nave cargo battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz. E nel frattempo l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha avvertito che le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz al di fuori delle rotte autorizzate dall’Iran non potranno beneficiare di garanzie di sicurezza e coperture assicurative.

Secondo la Pgsa, “qualsiasi transito attraverso percorsi non rientranti nel quadro designato dall’Autorità non sarà coperto dalle garanzie di passaggio sicuro e non avrà diritto a copertura assicurativa o ad altre responsabilità correlate”.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

Dopo alcuni giorni relativamente più tranquilli dopo il raggiunto primo accordo tra Stati Uniti e Iran, propedeutico ai colloqui di pace, scoppiano nuove tensioni. Al centro sempre lo Stretto di Hormuz, dove nelle scorse ore una nave battente bandiera di Singapore ha ricevuto un avvertimento (presumibilmente da parte delle autorità iraniane). L’Autorità dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha ribadito che non ci saranno garanzie per le imbarcazioni che non seguiranno esclusivamente le rotte autorizzate dall’Iran.

Dopo le rinnovate tensioni a Hormuz, l’Organizzazione marittima internazionale (Omi) ha annunciato la sospensione del piano per l’evacuazione delle navi. Nel frattempo, in Libano cambia poco: Israele ha smentito le voci sul parziale ritiro dalla zona cuscinetto. In più, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che l’Idf rimarrà in Libano “senza alcun limite di tempo”. Come a Gaza e in Siria, altri due territori soggetti a disastri geopolitici noti ai più.

In Italia rimane al centro del dibattito la questione NATO, che ha generato anche nuovi attriti internazionali. Le dichiarazioni del segretario Mark Rutte hanno scatenato l’ira dell’Iran, che accusa l’Italia di aver sostenuto la “guerra illegale” degli Stati Uniti. Dall’Italia arriva la smentita, sia sul numero che sulla natura delle operazioni autorizzate. “Il segretario generale, nella sua, diciamo così, entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati, e lui stesso poi ha corretto e puntualizzato. Il ministro Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano e anche da parte iraniana mi pare che si sia compreso che c’è stata, da questo punto di vista, un’incomprensione”, ha specificato la premier Giorgia Meloni.

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