Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 31 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Quattro soldati israeliani sono morti in un combattimento nel sud del Libano. Lo ha comunicato l’esercito di Israele. Altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in maniera grave. Tra le vittime c’è anche un ufficiale della Brigata Nahal.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sarebbe disponibile a concludere la campagna militare contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso, rinviando a una fase successiva la complessa operazione per ripristinare il traffico marittimo attraverso la via d’acqua cruciale per le forniture energetiche mondiali. Secondo funzionari dell’amministrazione presidenziale citati dal quotidiano Wall Street Journal, la riapertura dello stretto richiederebbe tempi superiori all’orizzonte operativo di quattro-sei settimane inizialmente indicato dalla Casa Bianca. Washington punterebbe quindi a indebolire la marina iraniana e le capacità missilistiche di Teheran, per poi esercitare pressioni diplomatiche affinché venga ripristinata la libertà di navigazione. In caso contrario, gli Stati Uniti intenderebbero sollecitare partner europei e Paesi del Golfo ad assumere un ruolo guida nella campagna per riaprire lo stretto al traffico marittimo.
Per l’Iran le proposte statunitensi per la pace sono “irrealistiche, illogiche ed eccessive”, per la Casa Bianca i colloqui “stanno procedendo bene”. Tra smentite, minacce e presunti tentativi di contatto</strong> e mediazione, la guerra nell’area del Golfo prosegue e provoca crisi, emergenza umanitaria e morte. Non c’è ancora una data per i presunti colloqui per la pace previsti dal Pakistan. I raid non si sono fermati, né da una parte del conflitto (USA-Israele) né dall’altra (Iran).
Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie
Trentadue giorni dall’inizio dell’operazione Epic Fury di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, si parla di colloqui di pace ma si vede solo guerra. Dei presunti colloqui USA-Iran in Pakistan che dovrebbero arrivare “presto” – con la spinta di “giganti” come la Cina – non si sa ancora nulla. Si sa, però, dalle varie agenzie giornalistiche, dei diversi botta e risposta tra gli Stati Uniti e l’Iran. Da un lato la Casa Bianca parla di “colloqui positivi” e di “cambiamento di regime” imminente per l’Iran, tale da lasciare spazio a un accordo da conseguire nel giro di poche settimane. Dall’altro, l’Iran non solo nega l’esistenza di negoziati in corso ma etichetta anche le proposte statunitensi come “irrealistiche, illogiche ed eccessive”.
Proseguono anche le minacce. Trump afferma che, senza un accordo, gli Stati Uniti “distruggeranno completamente” tutte le centrali elettriche iraniane, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg. E l’Iran non starà di certo a guardare, qualora accadesse. E a pagarne le spese sono i civili e gli operatori di pace, come i peacekeeper che hanno perso la vita in Libano.
Preoccupa ancora la questione petrolio. La crisi energetica determinata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sarà al centro – in giornata – di una nuova videoconferenza informale dei ministri dell’Energia dell’Unione europea per individuare misure adeguate per rispondere all’emergenza. La crisi petrolifera ha anche determinato la richiesta dell’Ucraina di una potenziale tregua con la Russia, almeno sugli attacchi alle infrastrutture energetiche.

