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Guerra Iran, le ultime news in diretta | Minacce, incertezze e un nuovo un piano in 5 punti per la pace da Cina e Pakistan

Guerra Iran, le ultime news in diretta | Minacce, incertezze e un nuovo un piano in 5 punti per la pace da Cina e Pakistan
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 31 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 31 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 31 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 31/03/26 07:00
Fine diretta: 01/04/26 00:00
Pioggia di raid

Hezbollah annuncia nuovi attacchi contro le basi israeliane nella zona di Safed. Nel frattempo un attacco israeliano a Najjarieh avrebbe provocato almeno 5 morti. Secondo la National News Agency (NNA), un altro raid a Srifa avrebbe provocato altre tre vittime e ferito almeno 19 persone.

E mentre continua la scia di morte in Libano, l’attenzione è anche sul canale di Suez dove gli Houthi filo-iraniani rischiano di bloccare un altro punto strategico per il commercio e la navigazione a livello mondiale. Una scelta che, se portata fino in fondo, potrebbe scatenare una nuova escalation.

Voci sulla liberazione di Shelly Kittleson

Shelly Kittleson, giornalista rapita da un gruppo armato nel centro di Baghdad, che collabora con media americani e italiani, potrebbe essere stata liberata. Lo riporta l’Ansa, che però specifica che le voci non sono ancora confermate.

Per Trump la fine del conflitto è vicina

Trump rivela a NBC news che la guerra in Iran “sta per giungere alla fine”. Per il presidente statunitense sta andando tutto “alla grande”. Ciò nonostante, l’Iran continua a negare l’esistenza di negoziati diretti con Washington.

Trump: "Non rimarremo ancora molto, dobbiamo distruggere ogni capacità rimasta"

“È una distruzione totale, ma non dobbiamo rimanere ancora molto, ma abbiamo ancora del lavoro da fare per uccidere la loro offensiva, qualsiasi capacità offensiva gli sia rimasta”. Così Donald Trump in un’intervista telefonica al New York Post afferma di credere che la guerra con l’Iran probabilmente finirà presto.

 

Papa: "Ho chiesto a Trump di porre fine alla guerra"

“Il nuovo appello, la guerra finisca prima di Pasqua, tanti morti, anche bambini innocenti”. Il Papa ha chiesto al presidente USA di porre fine alla guerra, o comunque di trovare un percorso per arrivare a trattative per la pace. Lo ha spiegato lo stesso Leone all’uscita da Villa Barberini a Castel Gandolfo prima di fare rientro in Vaticano: “ Ho parlato con Trump e gli ho chiesto di porre fine alla guerra”, ha detto Leone in inglese o comunque che si arrivi a trattative per un percorso di pace. “La festa della Pasqua – ha osservato il Pontefice – dovrebbe essere il tempo più santo, più sacro di tutto l’anno , tempo di pace, di molta riflessione; come tutti sappiamo nel mondo in tanti posti stiamo vedendo tanta sofferenza, tanti morti, anche bambini innocenti. Continuamente facciamo appello per la pace ma purtroppo c’è tanta gente che promuove l’odio e la violenza, la guerra”. Da qui il suo nuovo appello: “Faccio un nuovo appello invitando tutti i cristiani a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo è ancora crocifisso oggi . Cristo soffre ancora oggi negli innocenti, in quelli che stanno soffrendo per la violenza, l’odio e la guerra. Preghiamo per le vittime della guerra, che ci sia una pace nuova, rinnovata, che può dare nuova vita a tutti “. Leone ha quindi auspicato che “la guerra finisca prima di Pasqua”.

Al-Monitor: "Chiediamo rilascio immediato Shelly Kittleson"

“Siamo profondamente allarmati per il rapimento avvenuto martedì in Iraq di Shelly Kittleson, collaboratrice di Al-Monitor“. Questo si legge in una nota pubblicata sul sito web di Al-Monitor, che chiede il “rilascio immediato e in sicurezza” di Kittleson. “Sosteniamo il suo lavoro prezioso di reportage dalla regione e chiediamo il suo ritorno rapidamente per poter continuare il suo lavoro importante”, concludono.

Iran, presidente: "Vogliamo fine guerra, ma con garanzie per evitare si ripeta"

L’Iran vuole “porre fine” alla guerra contro Israele e Stati Uniti, ma chiede “garanzie” per evitare si ripeta “l’aggressione”. Parola del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, che si è espresso così a più di un mese dall’inizio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran a cui Teheran non manca di rispondere. “Abbiamo la volontà necessaria per porre fine” al conflitto, “a patto che le condizioni essenziali siano soddisfatte, in particolare le garanzie necessarie per impedire il ripetersi dell’aggressione”, ha detto Pezeshkian durante il colloquio telefonico con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, secondo una nota diffusa dal suo ufficio.

Iraq: rapita giornalista americana a Baghdad, fermato un sospetto

Una giornalista americana, Shelly Kittleson, è stata rapita nel centro di Baghdad. Lo riporta Shafaq News, citando fonti della sicurezza irachene e precisando che il sequestro della giornalista sarebbe avvenuto nei pressi del Palestine Hotel.

Il Ministero dell’Interno iracheno ha confermato che una giornalista straniera è stata rapita, senza fornire la sua identità né nazionalità. Secondo il Ministero sarebbe stata arrestata una persona coinvolta nel sequestro, riporta al Jazeera, e sarebbero in corso sforzi per ottenere il suo rilascio.

Iran: preoccupazione Onu per possibile nuovo 'territorio occupato' in Libano

Tenuto conto della portata degli sfollamenti forzati a cui stiamo assistendo, come dovremmo prepararci, a livello collettivo in quanto comunità internazionale, per un’ulteriore aggiunta all’elenco dei territori occupati?”. Lo dice il capo delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, durante una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza, esprimendo così preoccupazione per la possibile creazione di un nuovo “territorio occupato” in Medio Oriente, in Libano, con l’escalation militare avviata da Israele.

“Tenuto conto della traiettoria descritta da alcuni ministri israeliani e quanto visto a Gaza, come intendete proteggere i civili?”, incalza Fletcher in collegamento video da Beirut. “In Libano, gli sfollati sono più di 1,1 milioni di persone in queste ultime quattro settimane. Tra loro 370.000 bambini. E in un mese più di 200.000 persone sono entrate in Siria”, aggiunge.

La Francia sulle posizioni di Trump

La Francia si dice “sorpresa” dalle critiche di Donald Trump, che l’ha accusata di essere “molto poco collaborativa” nella guerra contro l’Iran per aver vietato il sorvolo del suo territorio da parte di “aerei diretti in Israele con equipaggiamento militare”.

“Confermiamo questa decisione, che è coerente con la posizione francese fin dall’inizio di questo conflitto”, si legge in una nota. “La Francia non ha cambiato posizione dal primo giorno”, aggiunge la presidenza francese.

“La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di equipaggiamento militare, di sorvolare il territorio francese. La Francia è stata MOLTO POCO COLLABORATIVA nei confronti del ‘macellaio iraniano’ che è stato eliminato con successo”, le parole del presidente degli Stati Uniti sul suo social network Truth.

 

I prezzi del petrolio a Londra e a New York

Il petrolio è in lieve calo. A Londra il Brent si aggira intorno ai 107 dollari mentre il Wti a New York è in rialzo sopra i 104 dollari. Il brent si attesta a 107,10 dollari (-0,27%) mentre il West Texas Intermediate è pari a 104,32 dollari (+1,40%).

 

Le ultime indiscrezioni su Mojtaba Khamenei

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei si trova nel Paese ma si astiene dal fare apparizioni pubbliche “per ragioni comprensibili”. Lo sostiene l’ambasciatore russo in Iran, Alexey Dedov, citato dall’agenzia di stampa Rtvi e rilanciato da Haaretz.

 

Raid israeliano a Beirut

Si registra un raid ai danni di un palazzo della periferia sud di Beirut, che storicamente è stata la roccaforte di Hezbollah, lungo la strada che conduce all’aeroporto della capitale libanese.

 

Operatore Unifil "ucciso da fuoco israeliano"

Una fonte della sicurezza delle Nazioni Unite conferma all’Afp che il casco blu indonesiano della missione Unifil ucciso nel fine settimana è morto a causa di fuoco israeliano. Altri due operatori sono stati uccisi ieri in Libano.

Da Cina e Pakistan un piano in 5 punti per la pace

A proporre un nuovo piano per la pace, in 5 punti invece dei 15 inizialmente posti dallo statunitense Trump, sono Cina e Pakistan. Il piano è il risultato dei colloqui a Pechino tra il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, e il vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. Secondo le prime indiscrezioni, il piano prevede 5 punti per arrivare al tavolo dei negoziati. Tra le richieste alle parti coinvolti c’è quella di “fermare immediatamente gli attacchi contro obiettivi civili e non militari” e contro “infrastrutture importanti”.

Islamabad e Pechino esortano inoltre “le parti a garantire la sicurezza delle imbarcazioni e degli equipaggi nello Stretto di Hormuz“, a “consentire” il “transito sicuro di mercantili e navi civili” e a “ripristinare il normale transito nello Stretto di Hormuz il prima possibile”.

Ue, non ci sono le condizioni per sospendere il patto di stabilità

Oggi non ci sono le condizioni per attivare la clausola generale di salvaguardia del patto di stabilità, che sospenderebbe l’applicazione dei vincoli di bilancio.

“La clausola di salvaguardia generale (Gec in gergo, General Escape Clause, ndr) del patto di stabilità e crescita – afferma un portavoce della Commissione europea all’Adnkronos – che consente agli Stati membri di discostarsi dal loro percorso di spesa netta, può essere attivata solo in caso di grave recessione economica nell’area dell’euro o nell’Ue nel suo complesso. Stiamo monitorando attentamente la situazione instabile in Medio Oriente, ma non ci troviamo in questo scenario”.

 

L'andamento dei prezzi del petrolio

Il Brent del Mare del Nord con consegna a giugno è sceso dello 0,2% ed è a 107,23 dollari al barile. Il contratto di riferimento internazionale per maggio si è invece attestato a 118,49 dollari al barile (+5,1%). Il contratto di riferimento statunitense, il Wti, è salito leggermente, andando a 102,93 dollari al barile.

 

Iraq, attacco contro le Forze mobilitazione popolare

Due morti e quattro feriti tra le fila delle Forze di mobilitazione popolare colpite da un attacco nella provincia di Anbar, nell’Iraq occidentale. Lo riferisce, senza fornire ulteriori dettagli al momento, la tv satellitare al-Jazeera riferisce dell’attacco senza altri dettagli.

 

Trump su Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump invia messaggi contraddittori sullo Stretto di Hormuz. In un’intervista alla Cbs, dice di “non essere ancora pronto” ad abbandonare l’opzione di forzare l’apertura dello stretto. In precedenza, però, il tycoon aveva dichiarato di poter rinunciare alla riapertura in fase di eventuali negoziati in quanto un impegno militare nello Stretto allungherebbe i tempi previsti per la fine del conflitto.

 

Katz: "Distruggeremo le case vicino al confine con il Libano"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz dichiara di voler distruggere tutte le case nei villaggi vicino al confine nel Libano meridionale. Secondo il suo ufficio, Katz avrebbe affermato di voler “eliminare una volta per tutte” la minaccia rappresentata dalla milizia libanese di Hezbollah per i residenti del nord di Israele, citando come modello le città di Rafah e Beit Hanoun nella Striscia di Gaza, entrambe quasi interamente distrutte in guerra.

Hegseth: "Nelle ultime 24 ore Teheran ha lanciato il minor numero di droni e missili"

“Le ultime 24 ore hanno visto il minor numero di droni e missili nemici lanciati dall’Iran”. Lo dichiara il ministro della Difesa americano Pete Hegseth.

Costa sente Pezeshkian

“La situazione attuale in Medio Oriente è estremamente pericolosa. Oggi, nella mia telefonata con il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, ho sollecitato la de-escalation e la moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili, e la necessità che tutte le parti rispettino pienamente il diritto internazionale”. Lo dichiara via social il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

“La perdita di vite innocenti, anche nella scuola di Minab, è profondamente deplorevole”, prosegue Costa. “Per allentare la situazione, ho esortato l’Iran a fermare gli attacchi inaccettabili contro i Paesi della regione e a impegnarsi positivamente sul piano diplomatico, in particolare con le Nazioni Unite per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”.

“Deve esserci spazio per la diplomazia. L’Ue è pronta a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni e per una soluzione duratura che ponga fine alle ostilità, affrontando al contempo le più ampie preoccupazioni di sicurezza poste dall’Iran”, conclude il presidente del Consiglio europeo.

Il dibattito su Sigonella

Cosa succede a Sigonella? E cosa ha detto Palazzo Chigi in merito al “no” della Difesa agli USA? I dettagli nell’approfondimento.

LEGGI L’ARTICOLO SU SIGONELLA

In Iran quasi 5mila morti

In Iran sarebbero almeno 4.770 i morti tra i Guardiani della Rivoluzione (i Pasdaran), i Basij (parte integrante delle forze armate) e la Polizia dall’inizio dell’attacco di USA e Israele dello scorso 28 febbraio. A dirlo l’Iran International. Si aggiungono al bilancio circa 20.880 feriti.

 

Qatar, l'appello per il "no" agli attacchi a siti energetici e nucleari

Il Qatar ha rivolto un appello alle parti coinvolte nella guerra affinché non vengano condotti attacchi alle infrastrutture energetiche e nucleari. Lo dichiara il Ministero degli Esteri di Doha, sottolineando che la partnership con gli Stati Uniti è ”strategica” e fondamentale per proteggersi dagli attacchi iraniani.

”Troveremo un modo per collaborare, ma la scelta di trascinarci in guerra ha creato tensioni – sostiene il portavoce in merito alle relazioni Qatar-Iran dopo l’inizio degli attacchi -. Siamo contrari a qualsiasi escalation. Un’ulteriore escalation comporterebbe maggiori perdite per tutte le parti coinvolte”.

Presunti colloqui "segreti" tra Teheran e Tokyo

Mentre il Pakistan si presta come potenziale sede di eventuali negoziati tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra, c’è un nuovo canale diplomatico che si starebbe aprendo. Un canale che passa da Teheran e arriva a Tokyo, in Giappone. Secondo la Bild, che cita due “addetti ai lavori” sentiti dalla Axel Springer Global Reporters Network, sarebbero in corso dei “colloqui segreti” tra il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi e il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Questi colloqui, scrive il giornale tedesco, non riguarderebbero il raggiungimento di un accordo onnicomprensivo ma sarebbero incentrati sul tema della sicurezza energetica globale. Tokyo, però, con questi colloqui potrebbe porsi al centro di un eventuale gruppo diplomatico per arrivare a un accordo o a una risoluzione di un nodo fondamentale del conflitto, quello energetico.

 

Soldati israeliani feriti in Libano

Quattro militari israeliani sono rimasti feriti ieri negli attacchi di Hezbollah nel sud del Libano. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane: un soldato sarebbe rimasto moderatamente ferito dalle schegge di un razzo caduto nelle vicinanze di un contingente militare israeliano; tre riservisti sarebbero invece rimasti leggermente feriti dopo che un drone si è schiantato vicino alle truppe.

 

Teheran, colpita azienda farmaceutica che produce farmaci antitumorali

Una delle più grandi aziende farmaceutiche iraniane, di proprietà della Social Security Investment Company e produttrice di anestetici e farmaci antitumorali, colpita in attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. Lo conferma il Governo iraniano su X. “Durante gli attacchi statunitensi e del regime sionista contro centri civili, nella mattinata di martedì una delle più grandi aziende produttrici di farmaci antitumorali, anestetici e specializzati è stata danneggiata e la linea di produzione farmaceutica è stata interrotta”, si legge nel post.

 

Iran, fuori uso impianto desalinizzazione sull'isola di Qeshm

Uno degli impianti di desalinizzazione sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, è stato messo fuori servizio in seguito a un raid aereo. Lo dichiara il Ministero della Salute iraniano ai media del Paese.

 

La Banca d'Italia sulle tensioni internazionali

Lo scenario del nel 2025 caratterizzato “da un’intensificazione delle tensioni economiche e geopolitiche” si è “rapidamente deteriorato nelle prime settimane del 2026” per via delle “tensioni con l’Iran” che “si sono trasformate in un confronto militare di ampia portata che oggi coinvolge il Medio Oriente, un’area cruciale per l’approvvigionamento globale di energia e di materie prime essenziali” con un effetto “immediato” che è stato quello “di un forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche. Più in generale, si consolida un contesto di elevata incertezza, destinato verosimilmente a protrarsi oltre la fase acuta del conflitto”. Lo spiega il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel corso della sua relazione all’assemblea dei partecipanti.

 

Iran, Parlamento approva pedaggio per navi che passano da Hormuz

Il Parlamento iraniano ha approvato un testo che prevede il pagamento di un pedaggio da parte delle navi che transitano dallo Stretto di Hormuz. Lo riferiscono i media iraniani senza indicare l’importo del pedaggio richiesto. Lo Stretto resterà chiuso alle navi provenienti da Stati Uniti, Israele e dai Paesi che hanno imposto sanzioni all’Iran, si legge sul canale Telegram dell’agenzia di stampa Fars, che conferma che l’Iran avrà un ruolo “sovrano” nell’attuazione del nuovo sistema.

 

Arabia Saudita, due feriti

Due persone sono rimaste ferite a sud est di Riyadh, in Arabia Saudita, dopo che la contraerea ha intercettato un drone lanciato dall’Iran. Lo conferma la protezione civile saudita. “La caduta di detriti a seguito dell’intercettazione di un drone nella provincia di Al-Kharj ha causato due feriti lievi e danni materiali limitati a tre abitazioni e a diversi veicoli”, si legge in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale saudita Spa.

 

A rischio di pena di morte chi filma danni causati dai raid in Iran

Rischia di essere condannato alla pena capitale chi filma o fotografa i danni causati da raid aerei in Iran. Lo conferma il portavoce della Magistratura iraniana, Asghar Jahangir, citato dall’agenzia di stampa Fars. “Per coloro che forniscono informazioni al nemico scattando foto o filmando, la legge sull’inasprimento delle pene per spionaggio prevede la pena capitale e la confisca di tutti i beni”, dichiara il portavoce.

“Quando vengono scattate fotografie delle aree danneggiate, il nemico viene informato che l’obiettivo è stato localizzato correttamente. Fornire informazioni al nemico in questo modo equivale a collaborare con il nemico in attività di intelligence, reato per il quale il legislatore ha previsto la pena di morte e la confisca di tutti i beni”, sottolinea Jahangir.

 

Centcom: "Ammiraglio Cooper in Israele"

Il capo del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, si è recato in Israele domenica e ieri e ha incontrato il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir. Lo conferma il Centcom. I due leader militari “hanno discusso dei progressi compiuti nelle operazioni in corso per eliminare la capacità dell’Iran di proiettare la propria influenza in modo significativo al di fuori dei propri confini”, dichiara il portavoce del Centcom, il capitano Tim Hawkins.

“Hanno inoltre ribadito la solidità della partnership di difesa tra Stati Uniti e Israele e hanno sottolineato l’importanza di un coordinamento continuo”, aggiunge.

 

"Esplosione vicino all'aeroporto di Erbil"

Un’esplosione è stata udita nei pressi dell’aeroporto internazionale di Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riferisce l’Afp. La città ospita un importante complesso consolare statunitense.

 

Libano mette al bando braccio armato Hezbollah

Il Libano informa le Nazioni Unite di aver messo al bando il braccio armato di Hezbollah. Lo riporta Al Hadath citando un funzionario diplomatico. Nella lettera che il governo di Beirut ha inviato alle Nazioni Unite si fa riferimento anche a una decisione del governo del 2 marzo di vietare ogni attività militare del gruppo.

 

New York University chiude campus ad Abu Dhabi dopo le minacce iraniane

La New York University chiude il campus ad Abu Dhabi fino a nuovo avviso dopo che l’Iran ha individuato le università americane con sedi nel Golfo come potenziali “obiettivi legittimi” in rappresaglia per gli attacchi contro le università iraniane. Lo ha riportato per la prima volta il giornale studentesco della New York University, spiegando che gli amministratori del campus di Abu Dhabi hanno comunicato via email alla comunità universitaria che, per “eccesso di cautela”, l’accesso alla sede sarebbe stato negato a tutti gli studenti, docenti e personale .

All’inizio di marzo la New York University Abu Dhabi aveva trasferito le lezioni online dopo che missili iraniani avevano colpito la zona. Il campus era rimasto aperto e aveva continuato a offrire servizi essenziali. Le lezioni proseguiranno a distanza.

 

Esplosioni udite a Dubai

Esplosioni sono state udite a Dubai. Lo riferisce l’Afp, dopo che messaggi di avviso erano stati inviati sui telefoni dei cittadini. “I sistemi di difesa antiaerea rispondono attualmente a una minaccia missilistica”, dichiarano su X le autorità degli Emirati Arabi Uniti, chiedendo agli abitanti di mettersi al riparo.

 

Italia nega a Usa base di Sigonella

L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella per l’atterraggio di specifici asset aerei. Lo riporta il Corriere della Sera. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione destinata a incidere sui rapporti tra Italia e Stati Uniti.

LEGGI QUI L’APPROFONDIMENTO

"Forti esplosioni a Teheran"
Attacco con droni, guerra in Iran - diretta 31 marzo 2026 - Adnkronos

La guerra in Iran continua. “Forti esplosioni” sarebbero state udite a Teheran, con successive interruzioni di corrente “in alcune zone” della capitale. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars. L’esercito statunitense, secondo il Wall Street Journal, avrebbe inoltre condotto massicci attacchi contro depositi di munizioni in bunker vicino alla città di Isfahan, nell’Iran centrale. Trump avrebbe anche condiviso un video sui social.

GUARDA QUI IL VIDEO

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti stanno valutando i danni a seguito dell’attacco con droni condotto dall’Iran e che ha colpito la petroliera kuwaitiana al-Salmi che era ancorata nel porto di Dubai.

Feriti nel centro di Israele dopo bombardamento di Teheran

Sei persone, tra cui una madre e i suoi due figli, sarebbero rimaste leggermente ferite a Bnei Brak, in Israele, a seguito di un bombardamento iraniano diretto verso il centro di Israele. Lo rende noto Magen David Adom, aggiungendo che il servizio d’emergenza israeliano sta effettuando interventi di soccorso anche nelle zone colpite a Tel Aviv e Petah Tikva.

L'Ucraina respinge le accuse dell'Iran

L’Iran – per mezzo dell’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani – accusa l’Ucraina di partecipare attivamente all’aggressione militare contro la Repubblica Islamica. La risposta di Kiev è immediata: il Ministero degli Esteri ucraino respinge le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell’Iran nella fornitura di droni alla Russia.

 

Intercettati 10 droni in Arabia Saudita

Intercettati 10 droni e otto missili lanciati verso l’area di Riyadh e la regione orientale. Lo rende noto il ministero della Difesa saudita.

 

Italia e Francia esprimono "forte preoccupazione" per la stabilità del Libano

Il ministro della Difesa italiano e l’omologa francese – Guido Crosetto e Catherine Vautrin – esprimono “forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza” in Libano, in particolare per gli attacchi al personale di Unifil, che nel giro di due giorni hanno provocato la morte di tre peacekeeper.

Nella nota, è stato sottolineato come “la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l’equilibrio dell’intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi”.

 

Due navi attraversano lo stretto di Hormuz

Due navi portacontainer cinesi avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo rivelano i dati di Marine Traffic: le due imbarcazioni – la CSCL Indian Ocean e la CSCL Arctic Ocean 27 – avrebbero attraversato lo stretto intorno alle 9.14 di ieri la prima e circa 27 minuti dopo l’altra.

Iran, impiccati 2 uomini accusati di attacco a edificio governativo

Le autorità iraniane avrebbero condannato a morte e impiccato due uomini, accusati dell’attacco armato contro un edificio governativo. Lo riportano media iraniani aggiungendo che i due avrebbero avuto legami con l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano, gruppo di opposizione.

Libano, uccisi quattro soldati israeliani

Quattro soldati israeliani sono morti in un combattimento nel sud del Libano. Lo ha comunicato l’esercito di Israele. Altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in maniera grave. Tra le vittime c’è anche un ufficiale della Brigata Nahal.

Media USA: “Trump disponibile a fine guerra anche senza riapertura dello Stretto di Hormuz”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sarebbe disponibile a concludere la campagna militare contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso, rinviando a una fase successiva la complessa operazione per ripristinare il traffico marittimo attraverso la via d’acqua cruciale per le forniture energetiche mondiali. Secondo funzionari dell’amministrazione presidenziale citati dal quotidiano Wall Street Journal, la riapertura dello stretto richiederebbe tempi superiori all’orizzonte operativo di quattro-sei settimane inizialmente indicato dalla Casa Bianca. Washington punterebbe quindi a indebolire la marina iraniana e le capacità missilistiche di Teheran, per poi esercitare pressioni diplomatiche affinché venga ripristinata la libertà di navigazione. In caso contrario, gli Stati Uniti intenderebbero sollecitare partner europei e Paesi del Golfo ad assumere un ruolo guida nella campagna per riaprire lo stretto al traffico marittimo.

Non si fermano raid e morte, botta e risposta tra USA e Iran

Per l’Iran le proposte statunitensi per la pace sono “irrealistiche, illogiche ed eccessive”, per la Casa Bianca i colloqui “stanno procedendo bene”. Tra smentite, minacce e presunti tentativi di contatto</strong> e mediazione, la guerra nell’area del Golfo prosegue e provoca crisi, emergenza umanitaria e morte. Non c’è ancora una data per i presunti colloqui per la pace previsti dal Pakistan. I raid non si sono fermati, né da una parte del conflitto (USA-Israele) né dall’altra (Iran).

Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie

Trentadue giorni dall’inizio dell’operazione Epic Fury di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, si parla di colloqui di pace ma si vede solo guerra. Dei presunti colloqui USA-Iran in Pakistan che dovrebbero arrivare “presto” – con la spinta di “giganti” come la Cina – non si sa ancora nulla. Si sa, però, dalle varie agenzie giornalistiche, dei diversi botta e risposta tra gli Stati Uniti e l’Iran. Da un lato la Casa Bianca parla di “colloqui positivi” e di “cambiamento di regime” imminente per l’Iran, tale da lasciare spazio a un accordo da conseguire nel giro di poche settimane. Dall’altro, l’Iran non solo nega l’esistenza di negoziati in corso ma etichetta anche le proposte statunitensi come “irrealistiche, illogiche ed eccessive”.

Proseguono anche le minacce. Trump afferma che, senza un accordo, gli Stati Uniti “distruggeranno completamente” tutte le centrali elettriche iraniane, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg. E l’Iran non starà di certo a guardare, qualora accadesse. E a pagarne le spese sono i civili e gli operatori di pace, come i peacekeeper che hanno perso la vita in Libano.

Preoccupa ancora la questione petrolio. La crisi energetica determinata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sarà al centro – in giornata – di una nuova videoconferenza informale dei ministri dell’Energia dell’Unione europea per individuare misure adeguate per rispondere all’emergenza. La crisi petrolifera ha anche determinato la richiesta dell’Ucraina di una potenziale tregua con la Russia, almeno sugli attacchi alle infrastrutture energetiche.