Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 5 marzo 2026.
Guerra in Iran oggi, le ultime news in diretta
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, – secondo l’Afp – avrebbe adottato dei provvedimenti per “ridurre la pressione sul petrolio“, dopo l’impennata dei prezzi dovuta alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Ulteriori misure per ridurre la pressione sul petrolio sono imminenti e il prezzo sembra essersi praticamente stabilizzato. Avevamo prezzi molto bassi, ma ho dovuto fare questa piccola deviazione se tutti sono d’accordo?”, le sue parole. Trump parla di “misure decisive” in grado di offrire “un’assicurazione contro i rischi politici per le petroliere in transito nel Golfo”.
La periferia sud di Beirut è stata colpita questa sera da un raid israeliano dopo un avviso di evacuazione. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. Colpito il quartiere di Dahieh, storica roccaforte di Hezbollah.
Le Idf hanno annunciato di aver individuato nuovi missili lanciati dall’Iran verso Israele e che i sistemi di difesa sono in funzione per intercettarli.
“Aumento gas e benzina? C’è una speculazione. Se dovesse restare chiuso lo stretto di Hormuz, le conseguenze ci sarebbero tra un mese, non ci sono il giorno dopo. Stiamo pensando a sanzioni se ci fossero speculazioni”. Lo dice il ministro Antonio Tajani a Dritto e Rovescio su Rete4.
Le Idf hanno annunciato di aver individuato nuovi missili lanciati dall’Iran verso Israele e che i sistemi di difesa sono in funzione per intercettarli.
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha minacciato una risposta “decisa” contro eventuali rivolte dei separatisti curdi.
“In questi giorni storici ringrazio il popolo orgoglioso e onorevole del Kurdistan che è rimasto al fianco dell’Iran”, ha scritto sui social, esprimendo anche solidarietà “alle famiglie dei martiri e dei feriti in questi incidenti”.
Il presidente ha quindi avvertito che “il governatore e le forze di sicurezza incaricate di garantire la sicurezza sono tenuti ad agire con fermezza contro qualsiasi movimento separatista” nella regione del Kurdistan iraniano.
Gli Stati Uniti hanno sospeso le attività della loro ambasciata a Kuwait City. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato in una nota.
La decisione arriva mentre le difese aeree del Kuwait stanno intercettando missili e droni lanciati dall’Iran, secondo quanto riferito dall’esercito dell’emirato in un comunicato diffuso sui social alcune ore prima dell’annuncio della sospensione delle attività diplomatiche.
Il Dipartimento di Stato ha precisato che al momento non risultano feriti tra il personale statunitense.
Sono 750 i cittadini francesi evacuati dal Medio Oriente con l’assistenza del Quai d’Orsay dall’inizio della guerra nella regione. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot.
“Le nostre squadre hanno facilitato il rientro in Francia di 750 persone”, ha dichiarato il ministro in un’intervista a Tf1, aggiungendo che circa 5mila francesi hanno espresso il desiderio di lasciare la regione. Secondo Barrot, circa l’80% di coloro che chiedono di rientrare si trova negli Emirati Arabi Uniti.
“Vogliamo sapere che cosa intende fare il Governo per sostenere le famiglie e le imprese italiane dai danni, dalle conseguenze economiche di questa destra e della chiusura dello stretto di Hormuz perché in pochi giorni le borse europee hanno bruciato 900 miliardi”. Lo dice Elly Schlein a Piazza Pulita su La7.
“Guardiamo le tasche degli italiani. La benzina è arrivata a 2,60, cioè credo che sia un record. Il gas è aumentato del 50%, già prima avevamo le bollette più care d’Europa. Cosa può fare subito il governo? Quello che non ha avuto il coraggio di fare nemmeno davanti alla guerra commerciale di Trump, quella dei dazi, cioè approvare un salario minimo in questo paese per aiutare i salari e il potere d’acquisto degli italiani e staccare il prezzo dell’energia da quello del gas, che è la fonte più cara. Non è normale che noi paghiamo le bollette più care d’Europa. Perdono competitività le imprese e al contempo le famiglie non riescono più a pagare le bollette”.
“Perché Giorgia Meloni non è venuta in Parlamento? Perchè evidentemente non le interessa”. Lo dice Elly Schlein a Piazza Pulita su La7.
“Davanti a quello che sta accadendo con il mondo che scivola in guerra -prosegue Schlein- non basta riferire, serve una linea politica. E non dovevano essere i ministri Crosetto e Tajani a portarla, ma Giorgia Meloni, perché deve parlare al Paese in un momento in cui il Paese è giustamente preoccupato”. Non viene “perché evidentemente non le interessa. Stamattina Tajani ha fatto un appello alle opposizioni all’unità e mentre faceva questo appello Giorgia Meloni attaccava le opposizioni dalla radio, ma le sembra normale? Noi siamo qui per fare il nostro ruolo. Un po’ difficile davanti al fatto che non ci hanno convocato, non ci hanno chiamato, abbiamo appreso il testo della risoluzione della maggioranza dalle agenzie di stampa mentre eravamo in Parlamento”.
“Io vorrei che non ci ritrovassimo. Dopo 2 anni in cui ci hanno raccontato di essere il ponte in una relazione privilegiata con Trump, che evidentemente non esiste, non sono stati nemmeno avvertiti dell’inizio di questa azione militare illegale, con il risultato che il nostro Ministro della Difesa era a Dubai. Ecco, non vorrei che l’Italia si trovasse come il Ministro Crosetto, cioè a ritrovarsi in guerra senza nemmeno accorgersi”.
Dopo giorni di attesa e tensione a Dubai, Francesca Michetti e Giorgia Motta, madre e figlia, di Termoli sono atterrate in serata all’Aeroporto di Roma Fiumicino. Le due donne erano rimaste bloccate negli Emirati a causa delle cancellazioni e dei disagi nei voli, vivendo momenti di paura e incertezza sotto gli attacchi dei missili iraniani. Dopo giorni tra rinvii e controlli, sono riuscite finalmente a partire e a rientrare in Italia, mettendosi alle spalle una brutta esperienza.
“L’Ambasciata italiana a Teheran è stata temporaneamente chiusa e trasferita a Baku, capitale dell’Azerbaijan”. Lo annuncia il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo le comunicazioni al Senato. “Una missione che ha coinvolto 50 italiani che erano a Teheran hanno appena passato il confine azero e sono in sicurezza”, precisa dicendo che l’ambasciatrice Paola Amadei “è stata l’ultima a lasciare la sede diplomatica”.
“Non siamo in guerra, è solo per una questione di sicurezza, non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche perché noi vogliamo continuare a volere un dialogo con l’Iran “, aggiunge ancora Tajani. Hanno lasciato l’Iran anche il vescovo di Teheran, il cardinale belga Dominique Joseph Mathieu, e il vice nunzio.
“Il diffondersi dei conflitti” in Medio Oriente è “inaccettabile”. Lo ha detto il leader turco, Recep Tayyip Erdogan, nel colloquio telefonico con il presidente francese, Emmanuel Macron, secondo le dichiarazioni diffuse dalla presidenza di Ankara. Secondo Erdogan, “il prolungamento dei conflitti in Iran sarebbe fonte di instabilità per la regione e per il mondo”.
La Turchia, ha assicurato, lavora “per la ripresa dei negoziati”, dopo l’avvio – sabato scorso – delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran. E, ha detto ancora Erdogan insistendo sull’industria della difesa, alla luce “dei conflitti nella regione e nel mondo serve un aumento nella cooperazione nel settore della difesa tra gli alleati Nato”.
In Kuwait è stata attivata la difesa aerea per “intercettare attacchi con missili e droni” mentre prosegue l’escalation nella regione. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze Armate del Kuwait, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera.
L’aula del Senato approva con 94 voti favorevoli, 39 contrari e otto astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani sulla crisi in Medio Oriente dopo l’attacco all’Iran di Stati Uniti e Israele.
Nuovi ordini di sgombero arrivano dalle forze israeliane (Idf) per i civili libanesi. Su X il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, si rivolge ai civili nella regione della Biqaa, nell’est del Libano, e in particolare li invita a lasciare le località di Douris, Britel e Majdaloun.
“Le attività di Hezbollah nella regione – si legge – costringono le forze israeliane a intervenire con forza per colpire le infrastrutture militari” del gruppo. L’invito alla popolazione è a spostarsi a ovest.
Droni della Marina iraniana hanno colpito la portaerei USA Abraham Lincoln nelle acque del Golfo. Lo ha reso noto la tv di Stato di Teheran.
“Dopo quello che è successo, il ministro Crosetto dovrebbe avere il coraggio di dimettersi. La sicurezza dell’Italia non può essere affidata a chi non è stato in grado di garantire nemmeno quella del proprio ruolo istituzionale “. Lo dice Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 stelle in Senato, durante le dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni di Crosetto e Tajani per la situazione in Medio Oriente.
Le forze armate della Nato restano “vigili” sugli sviluppi della guerra in Iran e continuano a “monitorare attentamente la situazione” per far fronte ad ogni minaccia nei confronti dei Paesi alleati, compresi missili come quello abbattuto la notte scorsa in Turchia.
Lo comunica la Nato, dopo la riunione di oggi del Consiglio del Nord Atlantico per un aggiornamento sul contesto di sicurezza, alla luce dei continui e indiscriminati attacchi dell’Iran in Medio Oriente. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha presieduto i lavori. Gli alleati della Nato “condannano fermamente” l’attacco di ieri alla Turchia da parte dell’Iran ed esprimono “piena solidarietà” ad Ankara.
“Abbiamo ricevuto dagli Stati Uniti una richiesta di supporto specifico per la protezione contro gli ‘shahed’ (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente”. Lo ha rivelato in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il leader ucraino ha poi riferito di aver “dato istruzioni di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini in grado di garantire la sicurezza richiesta”. “L’Ucraina aiuta i partner che contribuiscono a garantire la nostra sicurezza e a proteggere la vita del nostro popolo”, rivendica Zelensky.
L’amministrazione civile israeliana ha annullato la preghiera del venerdì nel complesso di Al Aqsa a Gerusalemme, adducendo preoccupazioni per la sicurezza legate alla guerra con l’Iran.
“Lo Stato di Israele è assolutamente impegnato a garantire la libertà di culto e di religione, ma l’Asse della Morte guidato dall’Iran mette in pericolo la vita di tutti continuando a lanciare missili contro Israele e l’intera regione”, ha dichiarato il capo dell’amministrazione civile, generale di brigata Hisham Ibrahim, attraverso la piattaforma Al Munasiq delle Idf.
“Tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme, tra cui il Muro Occidentale, il Monte del Tempio e la Chiesa del Santo Sepolcro, rimarranno chiusi domani e ai fedeli e ai visitatori di tutte le religioni non sarà consentito l’ingresso”, ha affermato il capo dell’organo di governo israeliano in Cisgiordania.
“Non avrei mai pensato di sentirmi attaccare perché, da tre anni e mezzo, mi pago le ferie e mi muovo con la famiglia, quando posso, senza scorta”. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo le comunicazioni al Senato sulla richiesta di aiuto dai Paesi del Golfo.
“Tutti i sabati e domeniche, quando non lavoro, mi muovo con la mia macchina – ha continuato replicando alle polemiche – da domani mi muoverò solo con aerei di Stato anche con i miei figli e mi porterò, quando vado in ferie, le otto persone di scorta che mi seguono normalmente”. “Non pensavo di poter essere attaccato su una cosa di questo tipo”, ha continuato.
Il settore marittimo ha dichiarato gli Stretti di Hormuz, il Golfo di Oman e il Golfo “area di operazioni di guerra” a causa della guerra con l’Iran.
L’aggiornamento dalla designazione di “area ad alto rischio” da parte dei sindacati e dei lavoratori del settore marittimo “riflette la minaccia continua ad accresciuta per i marittimi e le navi che operano nella regione”, si legge in una dichiarazione congiunta.
Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema dell’Iran? “Per me è inaccettabile”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto così in un’intervista ad Axios, escludendo il nome del figlio di Ali Khamenei dai possibili successori dell’ayatollah ucciso nella prima ondata di raid americani e israeliani su Teheran. “Il figlio di Khamenei per me è inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran“, ha detto Trump.
Il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato di voler essere coinvolto personalmente nella scelta della nuova Guida Suprema dell’Iran, che prenderà il posto di Ali Khamenei. “Stanno sprecando il loro tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come nel caso di Delcy (Rodriguez, ndr) in Venezuela”, ha scandito il tycoon, confermando che Mojtaba Khamenei è il nome più accreditato per il ruolo di Guida Suprema.
“La situazione è drammatica; sono convinto che mai, negli ultimi decenni, si sia arrivati come adesso sull’orlo dell’abisso”. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo le comunicazioni al Senato sulla richiesta di aiuto dai Paesi del Golfo.
Per il ministro “è una situazione che non ha precedenti da nessun punto di vista”.
Il volo charter che avrebbe dovuto riportare a casa parte dei 563 italiani a bordo della nave Msc Euribia è stato cancellato e la partenza è stata riprogrammata per la giornata di domani.
Previsto un meeting point alle 4,30, poi il volo della compagnia Emirates in programma alle 9 dall’aeroporto di Dubai con arrivo a Roma Fiumicino alle 13 italiane. Intanto sulla nave si è registrato qualche momento di tensione a causa di un nuovo allarme missile sui telefonini.
“Stiamo rivivendo la stessa scena di qualche giorno fa, siamo corsi tutti alla reception per chiedere aiuto, non sappiamo cosa fare”, racconta un ospite a bordo.
Il presidente francese ha avuto colloqui oggi con il primo ministro indiano, gli omologhi di Turchia, Emirati Arabi Uniti, Libano e il presidente del Parlamento libanese per fare il punto sulla situazione in Medio Oriente, in particolare in Libano e più specificamente a Beirut sud, la cui situazione rimane particolarmente preoccupante.
Lo riferiscono fonti dell’entourage di Macron, secondo cui il presidente prosegue i suoi sforzi per garantire la protezione dei nostri cittadini nella regione e il ritorno di coloro che lo desiderano, compresi quelli che si trovano lì in transito, per onorare i suoi impegni nei confronti dei suoi partner regionali contribuendo alla loro sicurezza e per garantire la libertà di navigazione.
“L’Europa è impossibilitata a fermare questa guerra, può coordinarsi per gestire le conseguenze, ma nessun Paese al mondo e neppure i Paesi europei uniti possono convincere Usa e Israele a interrompere questa guerra”. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo le comunicazioni al Senato sulla richiesta di aiuto dai Paesi del Golfo. “È difficile accettare accuse che non si possono ricevere perché non sono vere”, ha detto Crosetto rispetto a chi afferma che non c’è stato coordinamento con l’Europa.
“Il governo si è mosso immediatamente”. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo le comunicazioni al Senato sulla richiesta di aiuto dai Paesi del Golfo, aggiungendo che “nessun Paese al mondo è stato avvisato di questo attacco”.
Sette voli in partenza dagli Emirati Arabi Uniti, con a bordo 1.770 italiani. A fornire l’aggiornamento dei voli di oggi è la Farnesina, che specifica come sono suddivisi: 360 persone a bordo del volo Emirates Dubai-Roma, 360 persone del volo Emirates Dubai-Milano, 350 persone del volo Etihad Abu Dhabi- Milano, 180 persone del volo Fly Dubai Dubai- Napoli, 180 persone del volo Fly Dubai Dubai- Bergamo.
E ancora 180 persone del volo Fly Dubai Dubai- Bergamo (volo charter del 04/03/2026 ma partito oggi), 160 persone del volo Fly Dubai Dubai- Bergamo (per esigenza italiani a bordo MSC). La Farnesina sta anche lavorando per l’apertura di un nuovo volo straordinario Fly Dubai Dubai-Bergamo (volo in data odierna).
Nel sud del Bahrein è “stato preso di mira” un sito all’interno di una zona industriale che ospita una raffineria di petrolio. Lo conferma il ministero degli Interni del Bahrein. “È stata presa di mira una struttura nella regione di Ma’ameer – si legge in un post su X del dicastero – Le fiamme sono state domate”. E “sono stati segnalati danni materiali contenuti”. Nessuna vittima, precisano.
In Libano, “un incubo”. Scrive così su X Jeanine Hennis-Plasschaert, coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano. “Un ordine di evacuazione da interi quartieri della periferia sud di Beirut. Persone in fuga in massa dal sud del Libano – denuncia dopo gli avvertimenti arrivati da Israele riguardo l’area della capitale libanese che è storicamente una roccaforte di Hezbollah – Il Paese sta vivendo di nuovo un incubo”, si legge nella dichiarazione.
La TV satellitare Al-Arabiya comunica che l’Azerbaigian ha deciso per la chiusura di parte dello spazio aereo per 12 ore in considerazione degli attacchi subìti nelle scorse ore.
La presidenza cipriota dell’UE conferma il rinvio o la conversione alla modalità da remoto degli incontri UE previsti a Cipro nel mese di marzo.
Il Ministero degli Esteri turco ha condannato “con forza” i droni lanciati contro l’Azerbaigian (che lo Stato ha attribuito all’Iran), sottolineando come tali azioni accrescano “il rischio di un’espansione della guerra”. “(Questi attacchi) devono finire immediatamente”, si legge in una nota del Ministero.
Via libera dell’aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sull’Iran con 179 sì, 100 no e 14 astenuti.
Al quartier generale di Evere (Bruxelles) è in corso una riunione del Consiglio del Nord Atlantico, il principale organo della NATO, per discutere della guerra in Iran e delle conseguenze dell’abbattimento, avvenuto ieri, di un missile iraniano in Turchia.
Durissima reazione del presidente azero Ilham Aliyev all’attacco sferrato dall’Iran, che avrebbe lanciato due droni (il condizionale è d’obbligo, dato che l’Iran attribuisce l’azione a Israele) contro l’exclave di Nakhchivan. Aliyev parla di “atto terroristico” e aggiunge: “Queste persone disonorevoli, coloro che hanno commesso questo atto di terrore contro di noi, se ne pentiranno”.
E ancora, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Azertac: “Noi difendiamo e abbiamo difeso la nostra integrità territoriale, così come abbiamo posto fine all’occupazione dell’Armenia, siamo pronti a dimostrare la nostra forza contro qualsiasi forza malvagia, e l’Iran non dovrebbe dimenticarlo”.
In base agli ultimi dati, nei Paesi a rischio si troverebbero circa 8.900 turisti italiani: 92 in Bahrein, 948 in Qatar, 6.536 negli Emirati Arabi Uniti e 1.386 in Oman. La Farnesina comunica che sono in partenza oggi nuovi voli per il rientro di connazionali. Da Muscat, in Oman, partiranno due voli diretti a Fiumicino, con a bordo un totale di circa 350 italiani.
È prevista anche la partenza da Malé, capitale delle Maldive, di due aerei diretti rispettivamente a Fiumicino e Malpensa facilitati dalla Farnesina con a bordo circa 60 passeggeri, principalmente persone fragili. Questi si sommano ai voli commerciali per favorire il rimpatrio degli oltre 6000 turisti italiani in Thailandia e alle Maldive.
I connazionali presenti nella regione del Medio Oriente sono insistentemente invitati a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ricevere aggiornamenti ufficiali e attendibili dalla Farnesina.
Le forze armate iraniane avrebbero lanciato un attacco con droni contro un sito militare statunitense in Kuwait. “Unità di droni delle forze armate della Marina hanno preso di mira un sito delle forze Usa, Camp Udairi in Kuwait, usando droni da combattimento”, si legge in un comunicato dell’esercito iraniano reso noto dalla televisione di Stato.
Lo Stato maggiore francese precisa che la presenza di aerei statunitensi è stata “autorizzata temporaneamente” non in basi del Medio Oriente – come precedente rivelato da una portavoce dello Stato maggiore francese all’Afp – ma nella base aerea di Istres in Francia. In più, lo Stato maggiore francese specifica che non si tratta di aerei da combattimento ma di aerei di supporto che “non partecipano in alcun modo alle operazioni condotte dagli Stati Uniti in Iran”, rimanendo “strettamente destinati al supporto della difesa dei nostri partner nella regione”.
Si è svolta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una riunione del Cism sull’aggiornamento del quadro della sicurezza marittima internazionale, con particolare riferimento alle tensioni legate al conflitto in Iran e nei Paesi del Golfo e ai possibili riflessi sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e nelle rotte che collegano il Mediterraneo all’Indo-Pacifico. All’incontro, presieduto dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, hanno partecipato i rappresentanti del Comando generale delle Capitanerie di porto, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Comando Operativo di Vertice Interforze e delle principali associazioni dell’armamento nazionale.
Nel corso della riunione è stato fatto il punto sui livelli di security marittima attualmente in vigore nelle zone sensibili per la navigazione – come Mar Rosso, Golfo Persico e Golfo di Oman -. Nella nota del Mit si legge che sono state rafforzate le misure di sicurezza nei porti dell’area mediorientale e che sono previste misure integrative di sicurezza per le navi di bandiera italiana che operano in aree a rischio.
“Obiettivo abbattuto, continuiamo l’attacco”. Le forze di difesa di Israele (Idf) hanno diffuso il video del duello tra un caccia F-35 e un jet iraniano YAK-130 nei cieli di Teheran.
La premier italiana Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron. I due leader – si legge in una nota di Palazzo Chigi – “hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione“.
I due leader europei hanno anche ribadito il “comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano“.
“L’amicizia di lunga data tra Regno Unito e Repubblica di Cipro è forte di fronte alle minacce iraniane“. Lo afferma il ministro della Difesa britannico, John Healey, in un post su X in cui pubblica una fotografia del suo incontro a Cipro con il ministro della Difesa, Vasilis Palmas. Healey conferma che – considerato l’attacco alla base britannica di Akrotiri lunedì – “il Regno Unito sta ulteriormente rafforzando la nostra difesa aerea a sostegno della nostra sicurezza comune” a Cipro.
Il premier Kier Starmer ha dato l’ok all’uso di basi britanniche solo per “scopi specifici e limitatamente difensivi“. Per Cipro è stato disposto l’invio della nave da guerra Hms Dragon, una dei sei cacciatorpedinieri Type 45 della Royal Navy armata con il sistema missilistico Sea Viper, ed elicotteri Wildcat, dotati di missili Martlet capaci di abbattere droni.
Gabriele Abela, giovane residente a Dubai, racconta al QdS come è vivere in quell’area dopo i recenti attacchi e durante la guerra in corso in Iran e nell’area del Golfo.
LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA AL SICILIANO A DUBAI (a cura di Emanuela La Mela)
Sospiro di sollievo per i 60 croceristi aretini rimasti bloccati negli Emirati Arabi dopo lo scoppio della guerra in Iran e nei Paesi del Golfo. Il gruppo, a bordo della nave da crociera Msc Euribia, è pronto a rientrare in Italia con un volo speciale in partenza da Abu Dhabi.
La crociera si è di fatto interrotta sabato scorso. A bordo della nave ci sono 563 passeggeri di 66 nazionalità diverse. Una cinquantina di toscani, in gran parte provenienti dalla provincia di Arezzo, sono tra loro.
L’esercito iraniano ha annunciato di aver effettuato attacchi con droni contro Israele e di aver colpito “bersagli a Tel Aviv, oltre alla base radar a Meron“.
L’Iran non ha richiesto assistenza militare alla Russia: a confermarlo, nel suo briefing quotidiano, il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov. “Non c’è stata alcuna richiesta da parte dell’Iran”, le sue parole.
La Francia – secondo quanto confermato da una portavoce dello Stato di Difesa maggiore di Parigi all’Afp – avrebbe autorizzato la presenza di aerei statunitensi in alcune basi in Medio Oriente, mentre è in corso l’attacco contro l’Iran. “Nell’ambito delle nostre relazioni con gli Stati Uniti, la presenza dei loro aerei è stata temporaneamente autorizzata nelle nostre basi” nella regione, in quanto “questi aerei contribuiscono alla protezione dei nostri partner nel Golfo”, spiega la fonte.
“Lo strumento con il quale possiamo rispondere alle richieste dei Paesi in difficoltà è quello delineato e autorizzato da questo Parlamento nell’attuale pacchetto ‘Missioni internazionali‘. Mi riferisco alla possibilità di ‘dispiegare un dispositivo multi dominio internazionale in Medio Oriente alla fine di garantire la realizzazione di un ambiente sicuro e alla stabilità regionale’. Oggi, alla luce dei recenti accadimenti, intendiamo adeguare il dispositivo esistente con assetti difensivi, sistemi di difesa aerea, antidrone e antimissilistica nel perimetro di quanto ci è autorizzato e nei limiti geografici e funzionali della missione. Occorre disporre nell’area di ulteriori presidi per i nostri contingenti e per i nostri connazionali”. Lo dichiara, di fronte al Parlamento, il ministro Crosetto.
Il ministro ribadisce anche che “l’Italia non è in guerra” e non c’è stata alcuna richiesta di utilizzo di basi italiane da parte degli Stati Uniti.
Il ministro Crosetto ribadisce in Parlamento l’impegno della Difesa per tutelare i militari nei Paesi a rischio, attraverso spostamenti e mobilitazioni di personale e mezzi.
In considerazione dell’escalation a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, molti “Paesi del Golfo hanno chiesto formalmente aiuti per rafforzare la difesa aerea” e per l’Italia è “doveroso aderire a queste richieste” a tutela dei civili e dei connazionali presenti in quei territori. Lo specifica il ministro Tajani durante le comunicazioni al Parlamento.
Già aiutati 10mila connazionali all’estero, costanti i contatti con le autorità e le ambasciate per organizzare voli speciali e rimpatriare gli italiani nei Paesi a rischio. “Stiamo lavorando senza sosta”, commenta Tajani in Parlamento.
“In questo quadro in costante evoluzione è concreto il rischio di un allargamento del conflitto“. Lo riferisce il ministro Tajani nelle sue comunicazioni al Parlamento.
Due droni provenienti dall’Iran hanno superato la frontiera e colpito una zona vicina all’aeroporto dell’enclave azera in territorio armeno.
I connazionali presenti nella regione del Medio Oriente sono insistentemente invitati a registrarsi sull’App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ricevere ogni aggiornamento sugli sviluppi e sulle modalità di assistenza. Solo i cittadini registrati sui siti del Ministero sono in condizione di ricevere le comunicazioni ufficiali dell’Unità di Crisi, delle ambasciate o dei consolati di riferimento. Lo comunica la Farnesina in una nota.
Il disastro diventa anche ambientale. Continua l’ondata di attacchi di Israele contro Teheran e dell’Iran contro i Paesi del Golfo. Una petroliera sarebbe stata colpita da una “grande esplosione”, nelle acque al largo del Kuwait, provocando una fuoriuscita di greggio in mare.
“Non siamo distratti: la guardia è altissima“, spiega Giorgia Meloni parlando delle misure di sicurezza adottate in Italia in considerazione di quanto sta accadendo nell’area del Golfo. “Sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, sono allertati permanentemente”, specifica la premier.
Anche se specifica che “non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”, la premier Meloni rivela ai microfoni di Rtl 102.5 che “L’Italia, come Regno Unito, Francia e Germania, intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo: parliamo chiaramente di difesa aerea, non solo perché sono Nazioni amiche ma perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani, e circa duemila militari che dobbiamo proteggere. E il Golfo è vitale per gli approvvigionamenti”.
“Circa 30 persone sono state ferite in un raid aereo contro un complesso residenziale a nord di Teheran“, riporta l’emittente iraniana Al-Alam.
Sei membri di due famiglie sono stati uccisi in attacchi sferrati dalle Forze della difesa israeliana (Idf) sul Libano meridionale. Lo conferma l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna. Le vittime sarebbero il sindaco di un villaggio nella regione di Nabatiye e la moglie, più una coppia con due figli.
“Noi in Italia abbiamo delle basi militari concesse all’utilizzo americano in virtù di accordi che non ho siglato io, che risalgono al 1954 e sono sempre stati aggiornati. Secondo quegli accordi ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, vale a dire – semplificando – operazioni di non bombardamento. Poi, se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, io penso che la competenza sarebbe del governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. Oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso. E voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra“. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ai microfoni di Rtl 102.5.
Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-Un, ha dichiarato che Pyongyang è pronta a fornire missili all’Iran qualora Teheran ne facesse richiesta. Kim ha affermato che “un solo missile sarebbe sufficiente per cancellare Israele“. “Illegali e in violazione della sovranità iraniana”, sono le parole utilizzate da Pyongyang per definire gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
È scaduto il termine di 24 ore fissato da Israele per l’uscita dal Libano dei rappresentanti dell’Iran presenti nel Paese. Teheran ha interpretato l’avvertimento come una possibile minaccia contro la propria ambasciata e ha fatto sapere che un eventuale attacco alla sua missione diplomatica comporterebbe ritorsioni contro sedi diplomatiche israeliane. Al momento non risultano evacuazioni pubbliche del personale iraniano e, anche in caso di spostamenti, difficilmente verrebbero annunciati ufficialmente. L’organizzazione Human Rights Watch ha definito la situazione in Libano “profondamente preoccupante”.
Nella notte sono proseguiti gli attacchi statunitensi e israeliani sull’Iran. A Teheran si sono udite forti esplosioni nella zona orientale con le onde d’urto che sono state avvertite in diversi quartieri.
Le milizie curdo-iraniane avrebbero lanciato un’offensiva di terra nel nord-ovest dell’Iran nella serata del 4 marzo. Lo riportano diversi media come i24News, Axios e Fox News.
Nella giornata del 4 marzo si è svolto a Palazzo Chigi un nuovo vertice dedicato all’analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e nell’area del Golfo, presieduto dalla premier Giorgia Meloni. Presenti ministri e vertici dell’intelligence.
Nella giornata di oggi, giovedì 5 marzo, è previsto che i ministri Tajani e Crosetto (Esteri e Difesa) riferiscano alle Camere “in merito all’evoluzione del quadro internazionale”. Lo conferma una nota della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Cosa sta succedendo in Iran e nel Golfo, le ultime notizie
Due nuovi fronti “caldi” nell’ambito della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele. Il primo è il Libano, dove si conterebbero già oltre 80mila sfollati (secondo Save the Children, più di 16mila sarebbero minori) e dove Israele prosegue raid contro gli obiettivi di Hezbollah. Il secondo è l’Iraq, dove il Ministero dell’Elettricità ha annunciato un blackout totale. Altro nodo pericolosissimo quello delle milizie curdo-iraniane, che avrebbero lanciato un’offensiva di terra nel nord-ovest dell’Iran. Una mossa destinata a provocare ulteriori attacchi.
Nel frattempo, per quanto riguarda l’Italia, la Farnesina sta lavorando per fare tornare a casa centinaia di italiani bloccati nei Paesi del Golfo. Dei rientri ci sono stati e altri sono in programma nelle prossime ore. In merito alla crisi del Golfo, la premier Meloni ha convocato nella giornata del 4 marzo un vertice con ministri e intelligence. A tal proposito, il 5 marzo è previsto l’intervento dei ministri Crosetto (Difesa) e Tajani (Esteri) alle Camere per delle comunicazioni. Si attendono importanti novità sul fronte della posizione italiana sulla questione iraniana.
Al centro dell’attenzione internazionale, oltre alla questione umanitaria e ai tanti cittadini italiani ed europei bloccati nei Paesi a rischio, c’è anche il capitolo economico. Forte la paura di un nuovo shock energetico, principalmente legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz e dell’aumento repentino dei costi di idrocarburi e petrolio. L’operazione di USA e Israele, iniziata sabato scorso, a detta dei diretti interessati potrebbe durare settimane, “finché sarà necessario, e ogni giorno che passa la situazione geopolitica, umanitaria e anche economica rischia di aggravarsi in maniera irreparabile.
