Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 6 marzo 2026.
Guerra in Iran oggi, le ultime news in diretta
Solo nove petroliere, navi cargo e portacontainer, alcune delle quali hanno talvolta nascosto la propria posizione, sono state registrate mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz da lunedì, secondo i dati di MarineTraffic analizzati dall’Agence France-Presse (Afp).
In Libano è disastro umanitario. Secondo quanto scritto dal Jerusalm Post, quasi 500mila persone sarebbero state evacuate dalle loro abitazioni nel Libano meridionale. E si nota una tendenza crescente a evacuare cittadini da Beirut in considerazione degli attacchi lanciati da Israele.
Nei primi sette giorni gli Stati Uniti hanno colpito oltre 3.000 obiettivi. Lo riferisce il Comando centrale degli Usa (Centcom) facendo il punto sui primi 7 giorni dell’operazione “Epic Fury” iniziata sabato 28 febbraio. In particolare, il Centcom sottolinea che 43 navi iraniane sono state danneggiate o distrutte. Gli obiettivi includono centri di comando e controllo dei Pasdaran, sistemi di difesa aerea, siti missilistici e navi e sottomarini della marina iraniana.
“La resa incondizionata potrebbe essere annunciata dagli iraniani. Ma potrebbe anche essere quando non possono più combattere perché non hanno più nessuno o niente con cui combattere”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, incalzato da Axios sulla sua richiesta di “resa incondizionata” rivolta a Teheran. “La resa incondizionata potrebbe essere annunciata dagli iraniani. Ma potrebbe anche essere quando non possono più combattere perché non hanno più nessuno o niente con cui combattere”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, incalzato da Axios sulla sua richiesta di “resa incondizionata” rivolta a Teheran.
Donald Trump incontra alla Casa Bianca società di appalto del Pentagono per rilanciare la produzione interna di armi. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, spiegando che l’incontro, a cui partecipa il segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha “l’obiettivo di parlare della sostegno fiero e aggressivo del presidente per un aumento rapido della capacità dei produttori americani di realizzare armi made in America“.
Donald Trump incontra alla Casa Bianca società di appalto del Pentagono per rilanciare la produzione interna di armi. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, spiegando che l’incontro, a cui partecipa il segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha “l’obiettivo di parlare della sostegno fiero e aggressivo del presidente per un aumento rapido della capacità dei produttori americani di realizzare armi made in America”.
“Chiaramente non sta facendo alcuna differenza rispetto alle operazioni militari in Iran, perché li stiamo completamente decimando”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in riferimento al presunto sostegno russo a Teheran in materia d’intelligence sugli asset militari americani.
“Quello che il presidente intende è che quando lui, in qualità di comandante in capo delle forze armate Usa, determinerà che l’Iran non costituisce più una minaccia per gli Stati Uniti e gli obiettivi dell’operazione Epic Furu sono stati raggiunti, allora l’Iran si troverà in una situazione di resa incondizionata, che lo dicano o no”. Così la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt spiega, parlando con i giornalisti, il senso delle post con cui Donald Trump ha affermato che con l’Iran non ci sarà “nessun accordo, solo resa incondizionata”.
“Francamente, non hanno molte persone che possono parlare per loro – ha aggiunto riferendosi agli iraniani – perché gli Stati Uniti e lo stato di Israele hanno completamente spazzato via quasi più di cinquanta leader dell’ex regime terrorista, compreso il leader supremo”.
“Netanyahu in tre immagini: Agli iraniani parla di ‘libertà’. Agli americani mette in guardia dalla ‘minaccia nucleare’ dell’Iran. Al suo pubblico sionista definisce gli iraniani ‘Amaleciti’. Un inganno basato sulla provenienza geografica del pubblico!”. Lo ha scritto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un post su X.
“Attaccare un Paese europeo in modo forte sarebbe un atto gravissimo e inaccettabile che mi auguro non accada mai”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Sky News Arabia.
“Non è un caso che siano stata inviate da mezza Europa navi militari attorno all’isola di Cipro. Quindi non toccate l’Europa – è il messaggio del vicepremier a Teheran – ma non dovete toccare nessun altro Paese. Non è così che troverete un accordo. Non è così che si costruisce la pace e la stabilità. Non è così che il popolo iraniano potrà avere pace, benessere e crescita economica”.
Dei peacekeeper delle Nazioni Unite sarebbero rimasti dopo l’attacco a una postazione Unifil nel sud del Libano. Lo riporta l’agenzia statale libanese, senza specificare l’origine dell’attacco e precisando che diversi caschi blu ghanesi sono “stati feriti dopo che la postazione nella cittadina di Qawzah è stata colpita”.
“Siamo molto preoccupati per quest’escalation. Non comprendiamo perché l’Iran abbia deciso di attaccare i Paesi del Golfo, la Turchia, l’Azerbaigian e Cipro senza alcun motivo“. Lo rivela il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Sky Arabia. “Paesi che non avevano mai fatto nulla contro l’Iran”, sottolinea il vicepremier, confermando che “c’è il rischio di una forte escalation” e manifestando solidarietà a tutti i territori coinvolti.
Sull’Iran, Tajani aggiunge: “Con l’Iran continueremo ad avere un rapporto diplomatico, ma al momento non possiamo far altro che condannare l’incredibile e inaccettabile violento attacco contro i Paesi del Golfo”.
“Le persone sfollate hanno bisogno di protezione, di acqua, di beni di prima necessità e di accesso all’assistenza sanitaria”. L’allarme arriva da MSF, operativo in Libano durante il conflitto in Iran e nell’area del Golfo. In tutto il Libano il team di MSF ha allestito una nuova clinica mobile a Saida, la terza città più grande del sud del paese, dove sono state effettuate più di 70 visite in un giorno e fornito primo soccorso psicologico.
“Alcuni sono fuggiti con le loro famiglie, rimanendo bloccati per ore su strade congestionate mentre cercavano di evacuare, mentre molti altri che hanno scelto di rimanere raccontano dei violenti attacchi aerei e della devastazione che li circonda. Questo avviene dopo 15 mesi di cessate il fuoco che non ha mai posto fine agli attacchi israeliani, lasciando le famiglie, ancora una volta, di fronte a scelte impossibili: fuggire dalle loro case o rimanere esposti a minacce“: questa la terribile testimonianza.
L’Aeronautica israeliana ha colpito oggi oltre 400 obiettivi militari nell’ovest dell’Iran. Lo confermano le Idf, precisando che tra gli obiettivi colpiti ci sono anche lanciatori di missili balistici e depositi contenenti droni. I militari – spiegano le forze israeliane – continuano a “dare la caccia” ai lanciatori iraniani per “ridurre il più possibile la portata del fuoco verso Israele”.
Nel cuore della Sicilia, a pochi chilometri da Niscemi, in provincia di Caltanissetta, si erge una delle installazioni militari più strategiche (e meno conosciute) d’Europa. Ecco un approfondimento su cos’è e che ruolo potrebbe avere nell’ambito della guerra che ha travolto l’Iran e i Paesi del Golfo.
Tra le otto vittime degli attacchi lanciati da Teheran in Kuwait da quando Usa e Israele hanno avviato la loro operazione contro l’Iran, c’è anche la piccola Elena Abdullah Hussein, una bambina iraniana di 11 anni. Secondo le prime ricostruzioni, il drone avrebbe colpito la casa della famiglia e avrebbe ucciso la piccola nel sonno. Lo riferisce l’Afp, che ha sentito la tragica testimonianza del padre.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) denuncia che l’Iran ha lanciato, nella scorsa notte, sette droni d’attacco contro un quartiere residenziale del Bahrein, parte di una serie di azioni attribuite a Teheran nella regione.
Il Centcom ha inoltre sostenuto che l’Iran ha colpito finora “12 diversi Paesi” e continua a prendere deliberatamente di mira obiettivi civili in Medio Oriente. “Questo è inaccettabile e non resterà senza risposta”, commenta il generale Brad Cooper.
Bp, Eni e TotalEnergies avrebbero avviato l’evacuazione del proprio personale straniero in diversi impianti in Iraq. Lo riferiscono media iracheni, anche se dall’Italia al momento non è arrivato alcun commento.
Una vacanza alle Seychelles si è trasformata in un incubo per tre famiglie romane, bloccate dal 28 febbraio nelle isole dell’Oceano Indiano dopo che il loro volo, con scalo ad Abu Dhabi, è stato cancellato a causa della guerra di Usa e Israele contro l’Iran. A raccontare all’Adnkronos la disavventura che stanno vivendo è Claudia Marino: “Il 28 febbraio era il nostro ultimo giorno di vacanza e, solo una volta arrivati all’aeroporto, abbiamo saputo cosa era successo”. “Abbiamo dovuto cercare una casa e, alle 22.30, siamo riusciti a trovare sistemazione da una famiglia che aveva una casa sfitta perché altri ospiti avevano prenotato ma non erano riusciti ad arrivare. Oggi però abbiamo dovuto lasciarla perché c’erano altri turisti in arrivo e abbiamo dovuto metterci nuovamente alla disperata ricerca di un alloggio”, spiega.
Trovare un volo a un prezzo decente o assistenza? Pare impossibile. “Noi avevamo acquistato con Etihad un biglietto per le Seychelles con andata e ritorno su Roma, ma Etihad si ferma ad Abu Dhabi e l’altra tratta fino a Mahè è effettuata da Air Seychelles che non ci ha dato nessun tipo di assistenza, né ci ha messo in contatto con Etihad – spiega la donna all’Adnkronos -. Qui non c’è un desk e non siamo mai riusciti a parlare con un operatore Etihad né via email né per telefono. Un’amica dall’Italia era riuscita a chiamare il call center prenotando un volo sostitutivo per il 9 marzo ma è stato poi sospeso”.
Unica chance chiedere un rimborso e acquistare un nuovo biglietto con compagnie che volano su altre tratte attive, ma i prezzi sono letteralmente esorbitanti, anche ben sopra i mille euro a persona.
“La Farnesina ci ha risposto che la priorità è per chi sta in zone di guerra, ed è giusto, ma ci ha detto che dobbiamo vedercela con la compagnia aerea: peccato che non siamo mai riusciti a parlarci tranne la nostra amica dall’Italia che ci ha prenotato il volo poi sospeso nuovamente. Stiamo continuando a sostenere spese, dobbiamo rientrare a lavoro – sottolinea Marino -. L’unica cosa che l’ambasciata di Nairobi si è proposta di fare è darci un prestito con promessa di rimborso. Mi sento ostaggio di un’isola. Capisco che ci sono persone più a rischio di noi, ma non è possibile neanche rimanere qui abbandonati con dei figli minorenni che devono tornare a scuola”.
Il questore, rimasto bloccato a Dubai dopo l’escalation nell’area del Golfo, è atterrato all’aeroporto di Fiumicino con un volo Emirates.
Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha informato i ministri degli Esteri di alcuni Paesi arabi, in una serie di telefonate, che la guerra con l’Iran dovrebbe durare diverse settimane. Lo riferisce Axios, citando fonti con conoscenza diretta dei colloqui.
L’obiettivo degli USA – chiarisce Rubio – non è il cambio di regime, che pure è auspicato dagli statunitensi.
Il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita ha reso noto, tramite un post su X, che “un missile da crociera è stato intercettato e distrutto a est del governatorato di Al-Kharj” (non lontano da Riyadh).
Secondo quanto esposto dallo Stato maggiore, il dispiegamento della portaelicotteri è stato deciso “per completare il dispositivo” militare francese in risposta alla guerra in Iran e nell’area del Golfo.
Circa 70 razzi sono stati lanciati oggi da Hezbollah verso Israele. Lo ha reso noto l’esercito israeliano. “Negli ultimi giorni centinaia di razzi e droni sono stati lanciati verso Israele e dalla mezzanotte di oggi circa 70 razzi sono stati sparati verso il territorio israeliano”, commenta uno dei portavoce delle Idf, il tenente colonnello Nadav Shoshani.
Lo stesso portavoce ha sottolineato ai giornalisti che le Idf hanno rilevato lanci “simultanei e coordinati” da parte di Iran e Hezbollah, probabilmente mirati a sovraccaricare le forze di difesa aerea israeliane.
Partito da Muscat (in Oman) alle 13:44 (ora italiana) il volo speciale diretto a Roma Fiumicino, organizzato da Ita Airways su richiesta della Farnesina, per agevolare il rimpatrio dei cittadini italiani temporaneamente bloccati in Medio Oriente. Il volo speciale, operato da un Airbus A321neo di Ita Airways, è decollato con a bordo 165 passeggeri, tutti cittadini italiani, e, dopo aver effettuato uno scalo tecnico all’aeroporto internazionale de Il Cairo, arriverà a Roma intorno alle 22:30.
Questa iniziativa, sottolinea la compagnia, “è frutto di un lavoro congiunto che ha visto il personale altamente qualificato di Ita Airways operare con grande professionalità e cura durante ogni fase dell’iniziativa, collaborando attivamente con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”.
Ita Airways ha inoltre ripreso da oggi i propri voli di linea tra Roma Fiumicino e Riad, in Arabia Saudita. Compatibilmente con l’evoluzione dello scenario geopolitico nella regione, la Compagnia opererà 5 frequenze settimanali, prevedendo in questa fase uno scalo tecnico a Il Cairo.
Trump mira a un regime democratico in Iran? “No, sto dicendo che ci deve essere un leader che sia equo e giusto. Che faccia un ottimo lavoro. Che tratti bene gli Stati Uniti e Israele e che tratti bene anche gli altri Paesi del Medio Oriente: sono tutti nostri partner”, commenta il presidente statunitense.
Almeno otto soldati israeliani sarebbero rimasti feriti (5 in modo grave) nel sud del Libano dopo un lancio di razzi. Lo ha riferito l’esercito israeliano (Idf), citato da Haaretz. Già ieri due soldati erano rimasti feriti dal fuoco un missile anticarro nella stessa area, uno in modo grave.
Secondo Sky News Arabia, Asghar Hijazi – capo ad interim dell’ufficio della Guida Suprema dopo l’uccisione di Ali Khamenei – sarebbe rimasto ucciso in un attacco aereo israeliano a Teheran.
Secondo il presidente americano Donald Trump, intervenuto alla Cnn, in Iran andrà come in Venezuela – dove la leader sta facendo “un lavoro fantastico” – e la scelta della nuova leadership sarà “molto facile”.
Il vice ministro degli Esteri iraniano ha risposto con ironia alla volontà di Trump di essere coinvolto nella scelta della nuova Guida Suprema dell’Iran. “Qualcuno che non sa nemmeno scegliere il sindaco di New York vuole avere voce in capitolo sulla leadership in Iran”, è l’opinione di Saeed Khatibzadeh, che fa riferimento all’elezione di Zohran Mamdani.
Se il conflitto con l’Iran dovesse continuare il Qatar prevede che tutti i produttori di energia del Golfo potrebbero fermare le esportazioni entro poche settimane , una circostanza che porterebbe il petrolio quasi a raddoppiarsi a 150 dollari al barile. Lo scenario è stato delineato dal ministro dell’Energia del Paese, Saad al-Kaabi, in un’intervista al Financial Times.
Doha ha interrotto nei giorni scorsi la produzione di gas naturale liquefatto che copre circa il 20% dell’offerta globale e svolge un ruolo fondamentale nel bilanciare la domanda di carburante sia del mercato asiatico che di quello europeo.
“Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non la resa incondizionata. Dopo di che, e dopo la selezione di leader grandi e accettabili, noi, e molti dei nostri meravigliosi e molto coraggiosi alleati e partner, lavoreremo instancabilmente per allontanare l’Iran dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai”. Lo ha dichiarato in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
“L’Iran avrà un grande futuro”, ha proseguito Trump, rilanciando lo slogan, che ricalca il suo mantra elettorale Maga, “Make Iran Great Again”.
Quattro droni hanno colpito l’aeroporto e due strutture petrolifere a Bassora, nel sud dell’Iraq. Lo ha detto una fonte della sicurezza all’Afp, secondo cui “un drone è caduto su un terminal cargo all’aeroporto”, due hanno colpito una società americana nel complesso petrolifero di Burjesia e il quarto un giacimento di Rumaila, dove opera la britannica Bp.
Le comunicazioni di Giorgia Meloni alla Camera e al Senato sono tra gli eventi principali della prossima settimana in Parlamento. La presenza della premier, inizialmente programma per il 18 marzo, servirà a fare il punto sul prossimo Consiglio Ue e anche sulla situazione internazionale, con un focus sulle conseguenze dell’azione congiunta Usa-Isrele in Iran. A Montecitorio la ripresa dei lavori è fissata per lunedì 9 alle 14 con discussione generale sul Ddl costituzionale sullo Statuto del Trentino Alto Adige, sulla mozione Conte sul Ssn e sulla Pdl sulla Giornata nazionale del riciclo della carta.
Da martedì alle 14 è invece in calendario la discussione con votazioni dei provvedimenti all’Odg cui si aggiungono la relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla domanda di autorizzazione al sequestro di corrispondenza nei confronti del deputato Saverio Romano e la Pdl sull’uso dell’Ia in campagne elettorali o referendaria. Mercoledì alle 15 è invece fissata la discussione sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo la consegna del testo prevista in mattinata, con voto sulle risoluzioni depositate dai gruppi parlamentari.
Al Senato la Conferenza dei capigruppo è convocata martedì 10 marzo alle 12,30 per dettagliare il programma dei lavori, ma la ripresa è fissata per martedì alle 16,30 con la discussione delle legge di delegazione europea (già approvata dalla Camera) e delle relazioni sulla partecipazione dell’Italia all’Ue per il 2024 e il 2025. Le comunicazioni della premier sono programmate per mercoledì 11 alle 9,30, mentre la prevista informativa del ministro Adolfo Urso in calendario per le 12 sempre di mercoledì è stata posticipata a data da destinarsi.
“La collaborazione leale” deve prevalere sullo “scontro” nelle relazioni tra Stati Uniti e Spagna. Lo ha affermato Pedro Sanchez, riferendosi alle crescenti tensioni con Donald Trump, che ha ripetutamente e violentemente attaccato il premier spagnolo per la sua dura condanna all’attacco all’Iran e il no all’utilizzo delle basi americane in Spagna.
Durante una conferenza stampa con il suo omologo portoghese, Luis Montenegro, Sanchez ha sottolineato che le relazioni bilaterali devono svolgersi “con rispetto, in uno spirito di leale collaborazione e su un piano di parità”, all’interno di “un atlantismo in cui il diritto e le regole internazionali siano la spina dorsale e in cui prevalga la cooperazione, non lo scontro”.
Sono 2.500 gli italiani che “complessivamente partiranno oggi” dal Golfo. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante un punto stampa alla Farnesina al termine di una riunione con gli ambasciatori dei Paesi coinvolti nella guerra e dove si trovano gli italiani bloccati.
La situazione negli Emirati è “la più complicata dal punto di vista numerico”, ha spiegato Tajani, sottolineando che “una parte degli italiani sta andando invece verso l’Oman mentre un’altra parte dal Qatar, dal Bahrein e dal Kuwait si sta dirigendo verso Riad, dove anche nei prossimi giorni ci sono voli aggiuntivi”.
Il titolare della Farnesina ha quindi precisato che “oggi parte dall’Oman un volo speciale di Ita. Ringrazio i vertici della compagnia per aver risposto positivamente al nostro appello”.
Il colosso danese delle spedizioni Maersk ha annunciato oggi la sospensione di due rotte che collegano l’Europa al Medio Oriente e l’Estremo Oriente al Medio Oriente a causa della situazione di insicurezza creata dalle attività belliche nell’area. “Dato l’aggravarsi del conflitto, che sta mettendo a repentaglio la sicurezza della navigazione nella regione del Golfo, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il servizio FM1 (che collega l’Estremo Oriente al Medio Oriente) e il servizio ME11 (che collega il Medio Oriente all’Europa)”, ha dichiarato la compagnia precisando che inoltre , la rotta Medio Oriente/Nord Europa, nota come ME1, non farà più scalo a Jebel Ali negli Emirati Arabi Uniti, ma continuerà a servire India e Oman.
Come le principali compagnie di navigazione mondiali, Maersk aveva precedentemente annunciato la sospensione “fino a nuovo avviso” di tutte le prenotazioni da e per il Golfo Persico.
“Con la stessa determinazione con cui diciamo ‘no alla guerra’ siamo solidali nell’aiutare e stendere la mano a un Paese della Ue che è vittima del conflitto”. È quanto ha detto oggi Pedro Sanchez spiegando che nei prossimi giorni la nave Cristobal Colon salperà per Cipro per “contribuire alla difesa di un Paese che, in conseguenza del conflitto in Medio Oriente, ha subito un attacco sul suo suolo”.
Parlando al vertice ispano-portoghese a La Rabida, il premier spagnolo ha spiegato che l’invio della nave militare è stato deciso in risposta “alla richiesta di un Paese membro della Ue” e che sarà “una missione di protezione, difesa e salvataggio”.
Il Libano è stato “trascinato sempre più nell’abisso” ed è stato coinvolto in un conflitto che “non ha cercato e non ha scelto”. Lo ha dichiarato il primo ministro libanese, Nawaf Salam, incontrando gli ambasciatori arabi e stranieri a Beirut.
“Il Libano si trova ad affrontare un momento pericoloso e difficile. Il nostro Paese è stato trascinato in una guerra devastante che non abbiamo cercato e non abbiamo scelto. È stata una guerra imposta”, ha affermato Salam. Ora, ha aggiunto, ”la priorità del governo libanese è fermare questa guerra. Il nostro dovere è proteggere il nostro Paese e il nostro popolo. Oggi, il Libano è trascinato sempre più nell’abisso. La sua discesa verso ulteriore violenza e caos deve cessare. Continuiamo a chiedere unità e responsabilità”.
Salam si è detto ”certo che abbiate visto quanto sia massiccio lo sfollamento forzato di cittadini libanesi dal sud del Libano e dalla periferia sud di Beirut. La situazione è grave e la nostra responsabilità è grande. Le conseguenze di questo sfollamento, a livello umanitario e politico, potrebbero essere senza precedenti. Si profila un disastro umanitario”
In Kuwait è stata attivata nuovamente la difesa aerea per intercettare attacchi con missili e droni. Lo conferma l’agenzia Kuna.
L’Afp rivela che “a breve” l’Ucraina dovrebbe inviare dei militari a supporto degli Stati Uniti e i loro alleati nella Regione. I militari ucraini serviranno a contrastare i raid iraniani. Sarebbero in corso dei negoziati per comprendere come procedere.
L’obiettivo di questo supporto? Pare che Kiev speri di ottenere missili per i suoi sistemi Patriot. “Abbiamo bisogno di missili per i Patriot, di finanziamenti per la produzione di armi destinate alla nostra difesa e di un appoggio diplomatico per mettere fine alla guerra qui”, scrive l’Afp citando la sua fonte.
“La parte americana ha fatto la richiesta, ha detto ‘per favore’, e l’Ucraina ha accettato di fornire tale assistenza”, conferma all’Afp il funzionario ucraino, sottolineando che i dettagli del supporto militare sono in fase di definizione e non rivelabili al momento.
Esplosioni a Bandar Abbas, città portuale iraniana considerata strategica. A riferirne sono media iraniani al settimo giorno di operazioni di Usa e Israele contro l’Iran. “Diverse esplosioni sono state udite nella città di Bandar Abbas”, ha riferito il portale di notizie Etemad. Notizie analoghe sono state riferite dal giornale Shargh e altri media.
“Hezbollah sarà sconfitto, in un modo o nell’altro”: lo dichiara il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, all’incontro con alti funzionari delle forze militari israeliane. “L’Idf ha rinforzato le truppe all’interno del territorio nemico e ora ha ampliato significativamente le sue operazioni in altre posizioni”, aggiunge.
Il raid dello scorso 28 febbraio contro la scuola elementare femminile di Minab potrebbe essere stato orchestrato dagli USA. Lo ipotizza il New York Times, basandosi sull’analisi di immagini satellitari, video verificati e post sui social media. Finora né gli Stati Uniti né Israele si sono assunti la responsabilità della strage, costata la vita a circa 175 persone (molte bambine tra loro).
Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha ribadito mercoledì che è in corso un’indagine. Un portavoce militare israeliano, Nadav Shoshani, ha invece affermato domenica di non essere a conoscenza “al momento” di operazioni militari israeliane in quell’area al momento della strage.
Il Washington Post, citando tre diverse fonti di intelligence, suggerisce che la Russia stia fornendo all’Iran informazioni utili per colpire le forze americane in Medio Oriente.
La campagna di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta andando “molto meglio di quanto ci aspettassimo”. A sostenerlo una fonte israeliana intervenuta al Times of Israel. I successi che americani e israeliani stanno riportando sono “epici“, rivendica la fonte.
L’Aeronautica Militare israeliana ha distrutto questa mattina il bunker sotterraneo dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso lo scorso 28 febbraio nel primo giorno dell’operazione israelo-americana contro l’Iran. Lo hanno confermato le forze militari israeliane (Idf), annunciato di aver agito con circa 50 caccia e di aver lanciato circa 100 bombe sul sito.
“Il bunker sotterraneo è stato costruito sotto il complesso ed era una risorsa di sicurezza di emergenza per la gestione della guerra da parte del leader, che è stato eliminato prima di riuscire a usarlo”, sostiene l’esercito isrealiano. Dopo l’uccisione di Khamenei, “il complesso ha continuato a essere utilizzato da alti esponenti del regime iraniano”, spiega l’Idf.
Una preghiera alla Casa Bianca, organizzato da Donald Trump in un momento carico di tensione (anche) per la questione Iran. Il video, diffuso anche sui social della White House, è diventato virale.
L’Iran cerca una mediazione, ma non si fermerà di fronte ai tentativi di minacciare “la sovranità della Nazione”.Lo conferma, in un post su X, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian: “Alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Siamo chiari: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esiteremo a difendere la dignità e la sovranità della nostra Nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a chi ha sottovalutato il popolo iraniano e ha scatenato questo conflitto”.
Teheran minaccia di attaccare “tutte le strutture” della regione del Kurdistan iracheno se venisse consentito il passaggio di militanti in Iran. “Sinora sono state prese di mira solo le basi di Usa e Israele e i gruppi separatisti nella regione”, riferisce l’agenzia iraniana Mehr, ma qualora fosse consentita “presenza continua, complotti e ingresso” di militanti in Iran, “verranno attaccate tutte le strutture della regione del Kurdistan in Iraq”.
Bombardamento nella periferia della città iraniana di Shiraz: si registrano, secondo le prime informazioni, almeno 20 morti e 30 feriti. Le autorità locali parlano di “crimine di guerra” commesso da USA e Israele.
Secondo le autorità della provincia di Fars, riportate dall’agenzia iraniana Tasnim, il raid avrebbe colpito una zona residenziale. Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, tra le vittime ci sarebbero anche due operatori dei servizi d’emergenza.
I passeggeri della Msc Euribia sono partiti da Dubai grazie a due charter Fly Dubai e un volo Emirates. Lo conferma la Farnesina. L’ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai hanno lavorato con i vertici di Msc e facilitato il contatto con le compagnie aeree per assicurare le partenze, si legge in una nota.
“L’Azerbaigian sta evacuando dall’Iran il suo personale diplomatico”: lo riferisce il ministro degli Esteri, Jeyhun Bayramov, precisando che la decisione riguarda sia l’ambasciata a Teheran che il consolato a Tabriz.
La premier Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Lo annuncia una nota di Palazzo Chigi.
La presidente del Consiglio ha prima di tutto espresso “la sua solidarietà e vicinanza alla Turchia, partner strategico dell’Italia e alleato NATO, a fronte dell’ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto”. I due leader hanno poi concordato di mantenersi in contatto per seguire l’evoluzione della delicata situazione in Medio Oriente e nell’area del Golfo.
“C’è una situazione di pericolosità, molto complicata” e ”con uno sforzo governativo enorme” si sta “facendo tutto il possibile per riportare in patria gli italiani”. A rivelarlo – intervenendo a Radio Globo – il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Secondo quanto riferito del ministro, sarebbero già 10mila gli italiani rimpatriati a fronte di circa 100mila nelle aree a rischio.
“Questa notte abbiamo portato 50 italiani fuori da Teheran e abbiamo fatto bene perché stanno bombardando Teheran”, aggiunge Tajani. Il ministro sottolinea anche gli sforzi della Farnesina sia per organizzare nuovi voli ma anche per inviare medicinali alle persone che ne hanno bisogno.
Udite circa otto esplosioni a Tel Aviv, dove nelle scorse ore sono tornate a suonare le sirene dell’allarme antiaereo. Lo riferisce l’agenzia Afp. “L’Esercito ha individuato missili lanciati dall’Iran in direzione del territorio di Israele – hanno fatto sapere i militari israeliani – I sistemi di difesa aerea vengono attivati per intercettare la minaccia”. Per ora non si segnalano vittime.
La guerra in Iran si trasforma già in un disastro umanitario. Oltre alle migliaia di sfollati, l’Unicef ha lanciato l’allarme sulle morti tra i più piccoli: secondo gli ultimi dati, sarebbero circa 180 i bambini rimasti uccisi. Molti altri sono rimasti feriti. Tra le vittime ci sono 168 bambine uccise quando un attacco ha colpito la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel sud dell’Iran.
Messaggio di allerta per gli abitanti di Dubai per “potenziali minacce terroristiche“. Nel messaggio di testo si legge: ”Data la situazione attuale e delle potenziali minacce missilistiche, cercate un rifugio immediatamente nell’edificio sicuro più vicino e state lontani da finestre, porte e aree aperte”.
Quattro uomini sono stati arrestati dalla polizia metropolitana di Londra con l’accusa di spionaggio a favore dell’Iran. Lo rende noto Sky News spiegando che gli arresti sono scattati a seguito di un’indagine sull’antiterrorismo. Gli uomini sarebbero accusati di aver collaborato con un servizio di intelligence straniero, che secondo la polizia avrebbe legami con l’Iran.
“Buio digitale” in Iran. NetBlocks, osservatorio di Internet, conferma che è il sesto giorno di blackout per il Paese. In un post su X, l’osservatorio aggiunge che “il regime continua a promuovere la sua agenda tramite reti autorizzate”.
Secondo la tv iraniana, rilanciata dal New York Times, alle prime ore di oggi raid aerei e bombardamenti hanno colpito nella capitale iraniana Teheran anche il compound di Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran ucciso sabato scorso, vicina ad alcune sedi del potere iraniane. Decine di abitanti di Teheran avrebbero raccontato via sms di aver sentito più di una decina di forti esplosioni nelle zone centrali e orientali della città. Sarebbero stati distrutti, tra l’altro, un ambulatorio, una stazione di servizio e due palazzi.
Nuovi attacchi aerei di Israele sul Libano. “Aerei nemici hanno lanciato attacchi notturni sulle città di Srifa, Aita al-Shaab, Touline, Sawana e Majdal Selm”, ha dichiarato l’Agenzia Nazionale di Notizie del Libano (Nna), elencando località nel sud del paese, come riporta AlJazeera. Colpita anche la capitale Beirut. Un altro attacco israeliano ha preso di mira la città libanese orientale di Douris. Non ci sono informazioni al momento su vittime o sull’entità dei danni.
Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una “perdita di tempo“. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Nbc News. “È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere”, ha dichiarato Trump all’emittente Usa. Invitato a commentare una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui un’operazione di terra statunitense sarebbe un “disastro”, il presidente americano l’ha liquidata come “chiacchiere inutili”.
Araghchi aveva anche dichiarato alla Nbc che i funzionari iraniani erano “preparati a qualsiasi eventualità, persino uno sbarco”. “Li stiamo aspettando: siamo fiduciosi di poterli affrontare e che sarebbe un disastro per loro”, aveva aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.
Intensi bombardamenti israeliani hanno colpito stamattina la capitale iraniana Teheran, con esplosioni udite in varie zone della città, secondo quanto riferito dai media statali iraniani. Tra gli obiettivi colpiti anche la via Jomhuri, una delle principali strade commerciali del centro cittadino. L’emittente statale iraniana ha riferito che la via Jomhuri, la stazione del corridoio di autobus rapidi Jami e un’abitazione in un’area residenziale sono stati completamente distrutti. Le strade nelle aree centrali e orientali della capitale risultano ora deserte.
Ancora raid. Le forze israeliane sostengono di aver individuato e intercettato – nella serata del 5 marzo – dei missili lanciati dall’Iran verso Israele. Nel frattempo, l’Idf (esercito israeliano) conferma una nuova ondata di raid contro obiettivi di Hezbollah e colpisce Beirut, nello specifico il quartiere di Dahieh, storica roccaforte del gruppo.
Cosa succede in Iran, le ultime notizie
La petroliera colpita al largo del Kuwait, i droni sull’Azerbaigian, i raid contro Beirut. Il 5 marzo è stata un’altra giornata di violenza atroce, in cui il conflitto iraniano si è allargato ancora di più. Il fronte più caldo rimane quello del Libano, ma oramai tutta l’area del Golfo è nel mirino dei raid. Raid che partono da Teheran, ma anche da Israele in direzione dell’Iran. E ci sono Paesi che stanno pagando molto caro: condannato a livello mondiale l’attacco in Azerbaigian, per il quale potrebbero esserci anche ripercussioni.
Anche per l’Italia quella di giovedì è stata una giornata importante sul fronte dell’azione nell’ambito della guerra in Iran e nel Golfo. I ministri Tajani e Crosetto (Esteri e Difesa) hanno effettuato delle comunicazioni al Parlamento e, pur confermando che “l’Italia non è in guerra”, ha manifestato l’intenzione di fornire aiuti – difensivi – ai Paesi del Golfo. La risoluzione della maggioranza è stata approvata sia alla Camera (179 voti favorevoli, 100 contrari, 14 astenuti) che al Senato (94 voti favorevoli, 39 contrari e 8 astenuti). Si è riunito anche il Consiglio del Nord Atlantico, confermando che le autorità della NATO rimangono “vigili” sugli sviluppi della guerra in Iran e continuano a “monitorare attentamente la situazione” per far fronte a ogni minaccia per i Paesi alleati. Piena solidarietà anche alla Turchia per l’attacco subìto.
