In Sicilia Ferragosto col fiato sospeso. Musumeci, "Non siamo zona rossa ma no a strafottenza" - QdS

In Sicilia Ferragosto col fiato sospeso. Musumeci, “Non siamo zona rossa ma no a strafottenza”

Patrizia Penna

In Sicilia Ferragosto col fiato sospeso. Musumeci, “Non siamo zona rossa ma no a strafottenza”

sabato 15 Agosto 2020 - 00:00

Movida selvaggia, invasione di turisti e gestione migranti tra hotspot al collasso e sbarchi: i tre fronti “caldi”. Intensificati i controlli ma si teme che la situazione possa sfuggire di mano. AnciSicilia, “A rischio la nostra salute ma anche la ripresa economica che potrebbe essere pregiudicata irreparabilmente da comportamenti irresponsabili”

Dai falò ai focolai (importati) è stato un attimo. In Sicilia sarà un ferragosto col fiato sospeso, con tre fronti “caldissimi” che si fatica parecchio a gestire: movida, turisti e migranti.

Movida selvaggia
Su locali notturni, discoteche e “movida selvaggia”, il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, è convinto che dopo Ferragosto si arriverà alla chiusura in tutte le Regioni. Intollerabile l’atteggiamento strafottente di molti giovani che in queste ultime settimane hanno scelto di non indossare la mascherina, comportandosi come se l’epidemia fosse solo un brutto ricordo.
“Con i colleghi Speranza e Patuanelli abbiamo fatto un discorso chiaro alle Regioni: le discoteche per noi non andavano proprio riaperte, le linee guida del governo andavano in questa direzione. Come sappiamo le Regioni hanno una loro autonomia, che hanno anche rivendicato, e quindi si stanno muovendo in ordine sparso. Noi gli diciamo: siete autonomi, assumetevi le vostre responsabilità”, ha aggiunto Boccia.

Sicilia “invasa” dai turisti
L’altro fronte che impensierisce non poco il Governo Conte, ma soprattutto il Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, è quello dei turisti. L’indagine Demoskopika ha incoronato la Sicilia quale destinazione turistica più ricercata sul web dai consumatori e meta turistica preferita dai vacanzieri italiani per il 2020.
Il Coronavirus, dunque, non sembra aver intaccato per niente la reputazione turistica della nostra Isola che in questi giorni è stata letteralmente presa d’assalto dai turisti. Alle isole Eolie gli operatori turistici hanno parlato di una vera e propria invasione di visitatori: “Ancor di più dello scorso anno – hanno detto – anche nel mese di luglio. I porti sono letteralmente invasi in barba all’assembramento vietato. Sia a Lipari che a Stromboli e Panarea, nonostante la nuova ordinanza anti covid del sindaco Marco Giorgianni e i controlli della guardia costiera presente”.
Ma in realtà gli assembramenti si sono registrati un po’ ovunque nell’Isola e Coldiretti ha fatto sapere che per ferragosto anche gli agriturismi registrano il tutto esaurito in quasi tutta la Sicilia. L’economia isolana respira ma a quale prezzo?

Migranti, l’Asp di Catania: “No a tendopoli di Vizzini”
Ma quello dell’invasione dei turisti non è l’unico fronte “caldo”. C’è la questione degli sbarchi, con centri di accoglienza ai limiti del collasso, migranti trovati positivi al tampone e l’appello della Regione rivolto al Governo Conte ma caduto nel vuoto, di adottare un protocollo sanitario ad hoc per scongiurare anche “le pesanti ripercussioni sia sanitarie che in termini di sicurezza”. Dall’Asp di Catania, intanto, è arrivato ieri un doppio parere sanitario vincolante negativo per la struttura che la Croce rossa sta realizzando a Vizzini, in un dismesso deposito in disuso dell’Aeronautica Militare, in contrada Salonia, destinato dal ministero dell’Interno ad ospitare migranti posti in quarantena che sbarcano in Sicilia, ritenendo che la struttura non abbia i necessari criteri idonei all’isolamento e alla quarantena dei migranti e che non possa essere espresso parere igienico favorevole.

Musumeci: “Diritto alla salute prioritario”
Il Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci ha fatto ieri il punto della situazione: “Abbiamo pochissimi ricoverati in terapia intensiva – ha spiegato a margine di una visita alla Centrale Unica di Risposta del Nue 112 e alla Centrale Operativa 118 Catania-Ragusa-Siracusa dell’ospedale Cannizzaro.-, sei a fronte di cinque milioni di abitanti, più un milione tra turisti e forestieri, quindi diciamo che non siamo in ‘zona rossa’, ma abbiamo il dovere di chiedere a tutti una grande responsabilità nei comportamenti”.
“Ci si può divertire e si può fare turismo – ha aggiunto Musumeci -, ma con la dovuta cautela e senza essere strafottenti. Perché il diritto alla salute è prioritario”.
“Noi andiamo avanti con la nostra ordinanza – ha proseguito il governatore -. Pare che Roma debba rivedere alcune cose. Riteniamo che sia giusto”.
“I siciliani che rientrano da quei Paesi dove il dato epidemiologico è particolarmente allarmante – ha concluso – devono sottoporsi alla quarantena e al tampone. Speriamo che il dato nei prossimi giorni ci dia ragione, nel senso che questi provvedimenti possano servire a far calare l’impennata e quindi tornare a goderci le vacanze fino a ottobre in un contesto di assoluta serenità”.

Non è dello stesso avviso il deputato regionale del Pd, Nello Dipasquale che ritiene “sbagliata” l’ordinanza. “Il presidente Musumeci ha creato una nuova aberrazione: non solo i residenti in Sicilia che hanno soggiornato all’estero devono sottoporsi a tampone, ma chi viene da alcuni stati in particolare come Malta, Grecia e Spagna dovrà fare due settimane di quarantena quando, invece, chi viene in Sicilia per turismo, a prescindere dal luogo di provenienza, deve essere sottoposto solo al tampone. C’è qualcosa che non quadra in quest’ultimo provvedimento. I residenti che tornano dall’estero dovranno fare la quarantena e i turisti invece no. Queste sono le bizzarrie che un governo poco lungimirante è capace di fare”.

Il governo regionale difende le scelte fatte e attraverso l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza ha fatto sapere che sta seguendo con la massima attenzione il focolaio maltese che rappresenta un numero significativo di casi. “Esiste un collegamento diretto tra Sicilia e Malta che fa viaggiare più di mille persone al giorno. Questo sul fronte organizzativo sta impegnando molto l’Asp di Ragusa”, ha spiegato Razza.

L’Asp Palermo: “Non vanificare gli sforzi fatti”
“La nostra Regione ha dimostrato in questi lunghi mesi grande senso di responsabilità nel contenere il contagio da Covid-19. Non possiamo ora vanificare gli sforzi fatti. Pertanto, l’invito rivolto a tutti i cittadini è di non abbandonare le regole di prudenza, soprattutto, nel mantenimento della distanza interpersonale e nell’utilizzo della mascherina, allontanandosi, ove possibile, da assembramenti che sono, sempre, una fonte di rischio”. È l’appello che il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Daniela Faraoni, ha rivolto ai siciliani per il Ferragosto.
“C’è la sensazione che l’epidemia sia ormai alle spalle – ha proseguito – ma, purtroppo, il virus è ancora presente e ci rende vulnerabili. L’Asp di Palermo è in questo momento impegnata nel garantire le attività che possano essere di sostegno a tutta la società per contrarre il rischio dei contagi”. Da qui l’invito agli esercizi pubblici a “mantenere alto il controllo all’interno delle strutture, affinché queste giornate deputate al divertimento e alla spensieratezza rimangano tali per tutti”. L’Asp è chiamata anche ad affiancare le forze dell’ordine per i dovuti controlli che dovranno essere intensificati, tanto da richiamare in servizio tutti i tecnici della Prevenzione che svolgeranno la loro attività incessantemente h24.

Anche l’Asp di Trapani in prima linea. Proprio ieri è scattato l’allarme tra Palermo e Trapani dopo il caso di un uomo risultato positivo al Covid-19 e che ha viaggiato a bordo di un pullman della linea Segesta che collega le due città. Il dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani ha diramato un invito alla quarantena volontaria per quanti abbiano viaggiato sul bus tra il 27 luglio e l’8 agosto scorso. “Si invita a rimanere in isolamento nella propria abitazione – dice l’Asp trapanese -, osservando un distanziamento fisico con i familiari conviventi. I viaggiatori che si trovavano a bordo saranno contattati dal personale sanitario per l’esecuzione del tampone rinofaringeo”.

Il “caso Ragusa”, da isola felice durante lockdown al boom dei contagi
Cresce il numero dei positivi nel Ragusano. Ieri si sono registrati altri casi raggiungendo così quota 38, ‘tetto’ non raggiunto neanche ai tempi del lockdown. Tra i nuovi casi contagiati c’è un anziano di Ispica che è ospitato in una casa di riposo a Modica. Le sue condizioni hanno suggerito il trasferimento dal pre-triage dell’ospedale Maggiore di Modica al reparto di malattie infettive dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa Ibla. Al momento sono quattro i pazienti ricoverati nella divisione di Malattie Infettive di Ragusa, mentre, i positivi in totale sono 38. Tra i comuni iblei, Modica ha il più alto numero di positivi (nove), seguito da Ragusa con otto.

Il direttore dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò si è detto preoccupato: “Facciamo 200 tamponi al giorno – dice Aliquò – e ci sono contagi che crescono con un ritmo di due e mezzo ogni caso Pertanto, continuando con questo trend avremo 20 contagi al giorno. Dobbiamo stare attenti e alzare il livello di guardia rispettando le regole e soprattutto mantenere la mascherina in pubblico e il distanziametno fisico”.

Nel Trapanese, è scattata la sospensione dell’attività per la discoteca ‘Cocos’ di Custonaci, in località Cornino. Il blitz dei carabinieri del Nas di Palermo è servito a verificare il mancato rispetto delle norme anti Covid-19. Nel corso del controllo, i carabinieri hanno accertato che nel locale pur essendo rispettato il limite massimo di pubblico presente (circa 800 giovani, a fronte dei 2.000 posti normalmente previsti), gli utenti all’interno non indossavano la mascherina e non osservavano il previsto distanziamento sociale, creando una condizione di assembramento. Un dettagliato sopralluogo, ha inoltre permesso di verificare che un magazzino era stato adibito a deposito di alimenti, in violazione della specifica normativa di settore.

“Non possiamo nascondere la preoccupazione per l’aumento dei casi di Covid-19 in Sicilia – ha commentato Leoluca Orlando, presidente di AnciSicilia – così come in diverse zone del Paese e d’Europa. Di fronte al rischio di nuovi lutti, le autorità stanno facendo quanto necessario per limitare i contagi, ma ancora una volta è essenziale il rispetto delle norme di prevenzione più basilari a partire dall’indossare la mascherina ed evitare gli assembramenti”.

“I Sindaci siciliani e le forze dell’ordine con il coordinamento, provincia per provincia, da parte dei Prefetti dell’Isola, sono costantemente impegnati nel prevenire gli assembramenti e nell’aumentare i controlli, soprattutto nei luoghi della movida e dove si verifica il maggior flusso turistico in occasione del ponte di Ferragosto – continua Orlando – ma è assolutamente necessario che ci sia un atto di responsabilità da parte di tutti i cittadini nel rispettare i divieti e nell’usare tutte le precauzioni utili ad evitare il contagio”.
“È a rischio il bene supremo della vita – conclude il presidente Orlando – oltre al rischio di compromettere la ripresa economica che potrebbe essere pregiudicata irreparabilmente da comportamenti irresponsabili”.

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