PALERMO – A margine dei lavori della penultima seduta di Sala d’Ercole, con l’attività ispettiva in programma per la rubrica Ambiente e Territorio, ad Aula pressoché deserta – tanto che alcune interrogazioni sono state trasformate in risposta scritta per assenza degli interroganti – c’è stato tempo per parlare di incendi malgrado questi non fossero tra le interrogazioni parlamentari. Ad aprire la drammatica pagina è stato il deputato Mario Giambona, del Partito democratico, intervenendo a fine lavori come ex articolo 83.
Giambona: “Oltre 30mila ettari di boschi andati in fumo”
“Proprio sul tema della tutela ambientale non posso non fare un veloce cenno a quello che è stato uno scempio che purtroppo abbiamo subito nelle ultime settimane”, ha detto Giambona con riferimento agli “oltre trentamila ettari di boschi, di macchia mediterranea che sono andati letteralmente in fumo”. L’equivalente di “circa quarantamila campi da calcio”, sottolinea il deputato del Pd sostenendo che “questo è l’evidente risultato di una politica che in termini di prevenzione, lo possiamo dire, non è riuscita a fare un granché soprattutto tenuto conto di un’emergenza che è quella climatica che ha determinato tutto questo”. L’origine degli incendi, dolosa o da combustione spontanea, ha comunque trovato nel clima ambiente ideale per il propagarsi fulmineo delle fiamme, e sulla prevenzione il deputato ha chiesto conto all’assessore al ramo.
Savarino: “L’80% degli incendi parte da terreni abbandonati dei privati”
Al termine degli interventi, Giusi Savarino ha deciso di intervenire in Aula con particolare attenzione alla questione incendi, trasformando così fine seduta di Sala d’Ercole in una sorta di question time a risposta immediata. L’assessore al Territorio e ambiente ha quindi offerto – ai pochi deputati presenti – una rassegna dello stato delle cose, degli investimenti e delle intenzioni prefissate senza tralasciare di ricordare la direttiva firmata il giorno precedente sulla verifica delle aree percorse dal fuoco.
“L’80 per cento degli incendi, dai nostri studi – ha detto Savarino – parte dei terreni abbandonati dei privati”. L’assessore è stata ferma nel definire con altro appellativo gli esecutori materiali degli incendi affermando che non li chiamerebbe neanche piromani ma che li chiamerebbe “proprio delinquenti”.
Però, oltre il rogo appiccato c’è qualcos’altro da comprendere e approfondire: “I terreni abbandonati dei privati sono proprio il focolaio da dove partono gran parte degli inneschi che poi creano danni”. Qui uno dei nodi. I Comuni dovrebbero, anche su sollecitazione dell’assessorato, emettere ordinanze per impegnare i privati a realizzare viali tagliafuoco, ma spesso non ci sono privati reperibili cui imporlo malgrado l’eventuale sanzione e i Comuni non hanno risorse per sostituirsi ai privati. Qui Savarino ha recriminato la bocciatura con voto segreto della norma proposta in Finanziaria per istituire un fondo a sostegno degli enti locali per questa finalità. “Conto di riportarla nella prossima finanziaria sperando che il voto segreto non la falcidi nuovamente”, ha detto all’Aula l’assessore.
Di questi incendi colpevole la mano criminale
“La mano criminale è dietro questi incendi, il 98 per cento – ha affermato l’assessore entrando nel merito del dolo incendiario – parte dalla mano dell’uomo”. Che qualcosa per fermare le mani incendiarie va fatta è più che d’accordo Giusi Savarino: “Lo stiamo già facendo con il 1515, con i droni, con le telecamere a infrarossi. Molti di questi sono stati presi. Ieri ne è stato preso uno a Partinico, l’altro ieri ne è stato preso un altro che stava per incendiare vicino peraltro ad un ospedale a Modica”.
Questo però non basta, e lo afferma proprio l’assessore che sostiene la necessità di capire le ragioni che ci sono dietro. “Se le ragioni che ci sono dietro sono di controllo del territorio da parte di organizzazioni mafiose o paramafiose – dice Savarino – allora vanno combattute come stiamo facendo, collaborando con le forze dell’ordine, insieme al Corpo forestale, insieme a una sala unificata che devo dire sta funzionando perché ha coordinato i lavori di tutti gli enti che sono preposti allo spegnimento degli incendi ed anche di quelli che arrivano per via aerea”.
Catasto antincendio, molti comuni indietro con aggiornamento
Molti Comuni sono in sensibile arretrato sull’aggiornamento del Catasto antincendio, e su questo ha deciso di intervenire l’assessore chiedendo con la direttiva di lunedì alla Cts e al Corpo forestale di collaborare con i dati in proprio possesso. “Perché se c’è una speculazione alle spalle, di qualcuno che pensa che incendiando quelle aree – ha chiarito l’assessore – possono essere poi deprezzate e quindi più facilmente acquistate da chi vuole fare speculazioni, noi lo impediamo, con un doppio controllo che è già operativo da ieri”.
A Sala d’Ercole ha infine affidato una lieta novella l’assessore Savarino: “È in fase finale l’istruttoria di un avviso che riguarda proprio la riforestazione. Io conto proprio entro questa settimana di chiudere la fase istruttoria e sono a disposizione 18 milioni di euro per la riforestazione in aree colpite dal fuoco. Ovviamente non saranno quelle di questa estate ma saranno quelle della scorsa estate”. I fondi sono quelli dell’Ue che aveva stabilito l’impegno di cura per cinque anni da parte degli enti aderenti, diktat cui Savarino pare essere riuscita ad andare in deroga venendo incontro all’impossibilità dei Comuni siciliani che pertanto non partecipavano al bando.
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