Mondello finisce nuovamente al centro delle polemiche. Questa volta su un possibile scarico abusivo all’ex stabilimento Charleston: la denuncia arriva da Controcorrente, con il leader Ismaele La Vardera che in un video dichiara: “Abbiamo inviato una segnalazione, agli organi competenti, al sindaco, al presidente della regione, Arpa, Asp, assessore al Territorio e Ambiente e guardia di finanza. Una richiesta di intervento che arriva dopo aver ricevuto una segnalazione da alcuni bagnanti che avevano notato un costante sversamento d’acqua fluire direttamente in mare dallo storico stabilimento. Abbiamo fatto analizzare un campione di quel liquido da un laboratorio accreditato: i risultati sono allarmanti, con una presenza di Escherichia coli pari a 1.000 UFC/100ml, valore che attesta chiaramente la presenza di sostanze fecali”.
Controcorrente; “Si tratta di scarico abusivo, non c’è dubbio”
“Riteniamo fuor di dubbio la natura abusiva dello scarico: a Mondello non esiste alcuna autorizzazione né presupposto tecnico che possa giustificare lo sversamento in mare di reflui di qualsiasi tipo, siano essi acque nere o meteoriche e dal Charleston addirittura sgocciola a mare acqua con feci”, aggiungono gli esponenti di Controcorrente.
“Ci troviamo di fronte non solo a un’inaccettabile condotta fuorilegge, ma a una totale mancanza di rispetto verso un bene comune primario come la spiaggia e il mare di Mondello, e verso cittadini e turisti che li frequentano e ne godono. Chi gestisce un bene pubblico in concessione ha il dovere etico e morale di sentirsi responsabile nei confronti della comunità, non di danneggiarla. Prima di render pubblica la notizia ci siamo premurati di avvisare le autorità per le opportune verifiche. Nel frattempo, considerato il concreto rischio per la salute pubblica, chiediamo che quel tratto di mare venga immediatamente interdetto alla balneazione in via cautelativa”, concludono.
Italo Belga replica: “Continua la campagna elettorale di La Vardera”
La società Italo Belga ha replicato alla denuncia di Controcorrente. “Continua la campagna elettorale dell’onorevole Ismaele La Vardera sulle spalle di Mondello, di un’impresa privata e dei suoi lavoratori. Ancora una volta un accertamento non concluso viene trasformato in una sentenza mediatica: un’analisi commissionata autonomamente diventa una verità definitiva e ipotesi ancora da verificare vengono presentate ai cittadini parlando di ‘acqua con feci’, ‘condotta fuorilegge’, ‘scarico abusivo’ e ‘concreto rischio per la salute pubblica’. Il tutto con richiesta di ‘massima diffusione’ e con un post che, dopo aver evocato un’emergenza sanitaria e chiesto l’interdizione alla balneazione, si conclude invitando i cittadini a tesserarsi a Controcorrente e a partecipare agli Stati Generali del movimento. È legittimo domandarsi dove finisca l’interesse pubblico e dove cominci la propaganda elettorale“.
“C’è però un particolare tutt’altro che secondario: per quanto risulta alla Società – continua la nota -, il campione fatto analizzare da La Vardera sarebbe stato raccolto direttamente dal mare, e non dalla presunta fonte dello sversamento, utilizzando peraltro una bottiglia non sterile. Attribuire quindi quel risultato microbiologico direttamente al pluviale significa compiere un salto logico che gli accertamenti ufficiali dovranno verificare“.
“Tanto più che è noto e facilmente riscontrabile come lo Stabilimento e lo specchio d’acqua circostante siano costantemente frequentati da numerosi gabbiani, le cui deiezioni finiscono inevitabilmente anche in mare. I primi accertamenti restituiscono infatti un quadro ben diverso dalle certezze proclamate sui social. Nel corso delle operazioni è stata verificata materialmente la provenienza dell’acqua che raggiunge il mare attraverso un pluviale destinato alle acque piovane: gli operanti hanno aperto un rubinetto presente sul terrazzo e utilizzato per l’irrigazione delle piante, constatando dopo alcuni minuti la fuoriuscita dell’acqua dal medesimo pluviale”, aggiunge Italo Belga.
Italo Belga: “Attendiamo accertamenti, sorpresi che La Vardera abbia già dato sentenza”
“Tutto il resto – prosegue la nota – confluisce regolarmente negli appositi scarichi e certamente non a mare. Durante il controllo sono stati aperti anche i punti idrici dei locali cucina senza riscontrare alcuno scarico verso il mare. Saranno naturalmente ARPA e gli organismi competenti a stabilire la natura delle acque. Noi attenderemo gli esiti ufficiali. Sorprende che La Vardera abbia invece già emesso la propria sentenza. Ma questa volta è lui a dover fornire alcune spiegazioni”.
Secondo la Società “le registrazioni del sistema di videosorveglianza documentano che dalle ore 10 circa fino a oltre le 13 l’onorevole La Vardera è rimasto davanti allo stabilimento, proprio mentre erano in corso le operazioni, con l’autovettura di servizio, la scorta e il motore costantemente acceso. Quasi tre ore. Come faceva a conoscere luogo, tempi e circostanze degli accertamenti? Ne era a conoscenza preventivamente? Quando lo ha saputo? Da chi? Attraverso quale canale? Le registrazioni saranno conservate e messe a disposizione delle autorità”.
Italo Belga: “La salute pubblica e la legalità sono una cosa seria, non strumenti per campagna elettorale”
La Mondello Immobiliare Italo Belga “non intende più assistere passivamente a un metodo che trasforma accertamenti ancora in corso in strumenti di propaganda e un’impresa privata nel bersaglio permanente di una campagna politica. La salute pubblica è una cosa seria. La legalità anche. Per questo nessuno può pretendere di essere contemporaneamente denunciante, investigatore, giudice e ufficio stampa. La legge vale per tutti. Anche per chi costruisce la propria campagna elettorale sostenendo quotidianamente di volerla far rispettare agli altri”. La Società, conclude la nota, “trasmetterà alle autorità competenti ogni elemento nella propria disponibilità e si riserva ogni iniziativa a tutela della propria reputazione, dei propri lavoratori e dei propri diritti”.
Scarico abusivo all’ex Charleston di Mondello: “Monitoriamo”
Sul possibile scarico abusivo all’ex Charleston di Mondello è intervenuto anche il Comune di Palermo. L’assessore all’igiene e alla sanità Fabrizio Ferrandelli sottolinea che l’amministrazione comunale monitorerà la situazione pronta a prendere provvedimenti qualora fosse necessario, come avviene in questi casi. “Qualora dagli esiti dei controlli dovesse emergere un rischio per la salute dei cittadini – continua l’assessore – il Comune procederà immediatamente all’adozione di un’apposita ordinanza di divieto di balneazione e provvederà a darne comunicazione alla popolazione secondo quanto previsto dalla normativa vigente”.
“Abbiamo ricevuto i rapporti periodici relativi alla qualità delle acque e siamo in attesa dei risultati di un nuovo campionamento – prosegue Ferrandelli -. Stiamo monitorando con la massima attenzione le comunicazioni che saranno trasmesse dall’autorità sanitaria, alla quale spettano le attività di controllo e verifica. Non appena riceveremo gli esiti, come sempre fatto in questi anni, provvederemo tempestivamente a informare la cittadinanza e ad adottare tutti gli eventuali provvedimenti necessari”.
Ferrandelli: “Se necessario pronti a intervenire tempestivamente”
“Mi sono personalmente premurato – aggiunge Ferrandelli – di inviare una nota urgente per chiedere un aggiornamento sullo stato del campionamento e una verifica puntuale di quanto denunciato. Qualora le criticità segnalate dovessero trovare conferma, il Comune garantirà la massima tempestività nell’adozione delle misure di propria competenza, con l’obiettivo prioritario di tutelare la salute pubblica. Restiamo in una condizione di allerta operosa e non abbassiamo la guardia”.
“Continueremo a monitorare con attenzione questa zona e, più in generale, il litorale palermitano – conclude – verificando non soltanto gli eventuali parametri di contaminazione batterica, ma anche la presenza e la concentrazione di eventuali alghe tossiche, così da garantire la sicurezza di cittadini e bagnanti”.
Argiroffi e Forello a QdS: “Sversamento di reflui contaminati in mare fatto grave”
Acque contaminate in mare? Un “abuso intollerabile”. “Chi gestisce un bene pubblico ha il dovere di tutelarlo”. Lo affermano al QdS i consiglieri comunali del gruppo OSO Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, chiedendo interventi immediati.
“In attesa di conoscere gli esiti definitivi delle analisi sull’acqua di balneazione per valutare la portata dell’impatto ambientale, c’è un dato di fatto oggettivo e non negoziabile: l’irregolarità certa e gravissima dello sversamento di reflui contaminati in mare. Che l’acqua scaricata fosse contaminata da feci è un elemento già di per sé sufficiente per ravvisare un abuso inaccettabile, indipendentemente dal livello di diluizione che le analisi evidenzieranno”.
“Totale mancanza di rispetto per Palermo”, l’attacco di Argiroffi e Forello
Un nuovo schiaffo a Palermo per Argiroffi e Forello: “Ciò che riteniamo sconcertante è la totale mancanza di rispetto nei confronti del territorio e della collettività. Parliamo di chi gestisce un bene pubblico in virtù di una convenzione sospesa e poi restituita con la motivazione di garantire l’ordine pubblico. Chi riceve in gestione una risorsa di tale valore ha il dovere etico, civile e legale di proteggerla, non di danneggiarla. La spiaggia e il mare di Mondello rappresentano un patrimonio ambientale, culturale ed economico inestimabile per l’intera città di Palermo”.
Argiroffi e Forello chiedono interventi e sanzioni immediati. “Chi gestisce un bene comune deve garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ecosistema. Non si può tollerare un atteggiamento di tale superficialità da parte di chi dovrebbe essere il primo custode di questa risorsa a vantaggio di tutti. Chiediamo l’immediata interruzione di sversamenti di qualsiasi genere in mare e pretendiamo sanzioni immediate e provvedimenti severi nei confronti dei responsabili. Il rispetto per il mare e per la salute pubblica non può essere subordinato a nessun interesse o giustificazione tecnica: le regole e la tutela dell’ambiente vengono prima di tutto”.
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