Messina, servizi sociali da riorganizzare - QdS

Messina, servizi sociali da riorganizzare

Lina Bruno

Messina, servizi sociali da riorganizzare

sabato 06 Giugno 2020 - 00:01
Messina, servizi sociali da riorganizzare

I sindacati hanno sottoposto un pacchetto di proposte per il futuro della Messina social city. Assistenza scolastica, asili nido, scuolabus, trasporto disabili, accompagnamento anziani

MESSINA – Niente sarà più come prima, anche nel terzo settore. L’emergenza di questi mesi spinge a riprogettare e ripensare per il futuro l’ottica con cui finora sono stati erogati i servizi alla persona, un’esigenza che si avverte anche all’interno della Messina social city, mentre la Fp Cgil ha studiato un pacchetto di proposte da sottoporre ai vertici dell’azienda speciale del Comune.

La strategia di contenimento dei rischi di contagio da Covid-19 era stata impostata su tre binari, spiegati dal presidente della partecipata Valeria Asquini: il primo quello della sicurezza dei lavoratori e degli utenti, il secondo ha riguardato i servizi garantiti di assistenza domiciliare, il terzo la gestione del personale con il ricorso a ferie d’ufficio e smart working. Un piano che, con la sospensione di alcuni servizi (assistenza scolastica, asili nido, scuolabus, trasporto disabili, centri socio educativi, accompagnamento di anziani a visite mediche) ha innescato non pochi problemi all’interno delle famiglie, spingendo all’utilizzo di nuovi strumenti.

È stato così avviato “Psychosocial-care” e “Sos-teniAmo la fragilità”, un servizio di sostegno e supporto psicologico telefonico gestito da professionisti dell’azienda nei diversi aspetti dell’emergenza, per offrire uno spazio di ascolto, accoglienza e confronto. In modalità smart working, hanno inoltre parzialmente funzionato i Centri socio educativi, con iniziative e attività condivise nei gruppi di lavoro, attraverso l’utilizzo di una piattaforma informatica.

Adesso va riorganizzata la nuova fase, molti servizi vanno riattivati e tra tutti in questi giorni emerge l’appello lanciato nei confronti dell’assessore alla Politiche sociali Alessandra Calafiore, da numerose famiglie i cui figli, affetti da disturbi dello spettro autistico, non hanno ancora potuto riprendere le terapie di riabilitazione nelle sedi del centro Diatip dell’Asp di Messina.

Per il segretario della Fp Cgil Francesco Fucile e la responsabile provinciale Elena De Pasquale, è impensabile immaginare di riavviare delle attività con improvvisazione e approssimazione. Le loro proposte riguardano quelle fasce che hanno mostrato particolare vulnerabilità in questi mesi come anziani, disabili, bambini. Per gli studenti disabili viene proposto un potenziamento dei servizi d’inclusione scolastica con un prolungamento delle erogazioni oltre la data programmata all’inizio dell’anno. Importante è la ripresa poi delle attività di socializzazione di bambini e adolescenti e per la Fp Cgil potrebbe rivelarsi interessante, dopo la sottoscrizione di apposito protocollo con la Curia, effettuare una mappatura degli istituti religiosi (Don Bosco, San Luigi, Figlie del Divino Zelo, Cristo Re) dotati di aree aperte, che possano fare da cornice a nuove iniziative.

“Anziani e disabili – hanno affermato i rappresentanti sindacali – hanno maggiormente risentito degli effetti del lockdown. Quanto accaduto nelle case di riposo e nelle Rsa ha posto al centro del dibattito il grande tema della riprogettazione dei servizi a favore della terza età. Riteniamo che la Messina social city debba provare a intraprendere percorsi di co-housing sociale, che possano davvero rappresentare un salto di qualità nell’erogazione dei servizi. Altrettanto forte è l’esigenza di rafforzare i servizi di assistenza domiciliari, che non possono essere considerati solo in termini di esigenze materiali e domestiche, ma che devono essere supportati e aiutati anche sotto il profilo della relazione umana, potenziando anche l’utilizzo di dispositivi informatici”.

Il periodo di isolamento forzato, oltre ad aver fatto riscoprire una dimensione di intimità casalinga spesso dimenticata, ha però anche fortemente condizionato equilibri familiari e di coppia. “Potrebbe risultare interessante – hanno sottolineato gli esponenti sindacali – l’attivazione, presso il Centro famiglie, di uno specifico servizio di supporto psicologico per rielaborare i cambiamenti emersi.

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