Stop dell’attività di Atm, contestazione dei sindacati - QdS

Stop dell’attività di Atm, contestazione dei sindacati

Lina Bruno

Stop dell’attività di Atm, contestazione dei sindacati

giovedì 12 Dicembre 2019 - 00:01
Stop dell’attività di Atm, contestazione dei sindacati

Cgil e Uil attive sulle modalità di passaggio dei dipendenti dalla vecchia azienda alla nuova. Aumenti nelle tariffe: il biglietto più economico è da 1,50 euro e quello giornaliero passa 4

MESSINA – Il 31 dicembre cesseranno i servizi della vecchia Atm. L’annuncio dei liquidatori, costringe Cgil e Uil, contrari alla liquidazione, a spostare la loro battaglia sulle modalità di passaggio dei dipendenti dalla vecchia azienda speciale alla nuova Spa e sulla salvaguardia degli stipendi che sembrerebbero essere messi a rischio dalle incombenze economiche legate alla dismissione. Il pagamento della rata della rottamazione esattoriale è stata effettuato ma ci sono altre pendenze per le quali potrebbe servire liquidità.

Le interlocuzioni tra i rappresentanti sindacali e la dirigenza non hanno avuto esiti positivi tanto che è stato confermata la procedura di sciopero. “Procedono con arroganza e fuori normativa” commenta Michele Barresi, segretario Uiltrasporti in riferimento anche all’intenzione dell’Amministrazione comunale di non arretrare sulla scelta di liquidare l’azienda, malgrado la presa di posizione di una parte del Consiglio comunale che ha chiesto che sulla questione si faccia ulteriore chiarezza prima dell’approvazione in Consiglio del piano di liquidazione.

La richiesta dell’intervento di una società terza, per l’accertamento del debito, non è stata mai presa in considerazione dai vertici Atm. Barresi e Carmelo Garufi segretario della Filt Cgil evidenziano, in questa fase di transizione, il mancato rispetto della normativa di legge e di statuto aziendale, delle modalità di informazione e concertazione e dei termini per il trasferimento delle risorse materiali e umane dall’azienda speciale alla Spa. Sul sito dell’Atm è già stato pubblicato il bando per l’alienazione di 30 autobus che attualmente fanno parte della flotta veicolare, “al fine di procedere alla rottamazione tramite aziende operanti nel settore e iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per “veicoli fuori uso” oppure al trasferimento di proprietà di uno o più mezzi di interesse specifico a persone fisiche, giuridiche o associazioni per essere adibiti ad usi diversi dal trasporto pubblico”.

In particolare Filt Cgil e Uiltrasporti hanno chiesto di ricevere, preventivamente ad ogni azione, le informazioni scritte sulle conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori e le eventuali misure previste nei confronti di questi ultimi in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente.

“Fermo restando la contestazione nel merito e nel metodo della procedura e le richieste avanzate – dicono Barresi e Garufi – reputiamo che la determinazione di un trasferimento di circa 500 lavoratori debba svolgersi con le massime garanzie ed informazioni preventive a tutela dei diritti acquisiti, della salvaguardia occupazionale, con la corretta applicazione contrattuale e con garanzia del saldo nei modi previsti dalla legge, del Tfr e di tutte le spettanze di fine rapporto”.Tale procedura secondo Filt Cgil e Uiltrasporti non può che determinarsi, come avvenuto in altri casi analoghi di trasferimenti d’azienda, in sede protetta del Centro dell’impiego di Messina a garanzia di regolarità e massima tutela dei lavoratori. Intanto ha fatto discutere il nuovo piano tariffario, approvato in Giunta, che prevede a partire da gennaio un aumento dei prezzi dei biglietti.

“Chi vorrà prendere i mezzi pubblici o usare gli spazi di parcheggio pagherà fino al doppio”, sottolineano i rappresentanti di MessinAccomuna, laboratorio partecipativo costituito da componenti della precedente Amministrazione. “Dopo la distruzione dell’azienda speciale, si sta affondando il servizio di trasporto pubblico. Si sono ridotti i chilometri, si sono abbandonati i villaggi- dicono- ed ora si puniscono i cittadini che erano tornati copiosamente a usare bus e tram”.

Il ticket più basso sarà quello da 1,50 euro. Il biglietto giornaliero passa da 2,60, a 4,00 euro, più 1 euro al giorno se si usa l’interscambio. Non ci saranno più “strisce blu” da 50 centesimi l’ora, saranno tutte ad un euro; non più 2,50 ma 5 euro per un gratta e sosta giornaliero.

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