Rischio idrogeologico, da Roma 21 milioni per la Sicilia - QdS

Rischio idrogeologico, da Roma 21 milioni per la Sicilia

Rosario Battiato

Rischio idrogeologico, da Roma 21 milioni per la Sicilia

sabato 14 Settembre 2019 - 03:00
Rischio idrogeologico, da Roma 21 milioni per la Sicilia

Il ministero dell’Ambiente ha stanziato 315 mln per 263 interventi, di cui solo 12 in Sicilia. A Nicosia 3,3 milioni per consolidare le pendici di Monte S.Elena, a San Fratello 4 milioni

PALERMO – Si riparte nel segno della continuità. Il generale Sergio Costa, confermato alla guida del ministero dell’Ambiente, ha firmato nei giorni scorsi un decreto di trasferimento delle risorse previste dal piano stralcio per il dissesto idrogeologico che assegna alla Sicilia poco meno di 21 milioni di euro, a fronte di una dotazione nazionale pari a circa 315 mln.

I NUMERI NAZIONALI
“In soli due mesi dall’approvazione della lista degli interventi ammessi a finanziamento, del 3 luglio, e in 7 mesi totali dal Dpcm, del 20 febbraio 2019, sono stati resi disponibili nelle finanze delle regioni interessate le risorse necessarie a far partire la progettazione delle opere di messa in sicurezza delle regioni e impegnati i fondi del 2019”. Lo dicono fonti ministeriali, aggiungendo che in totale sono 263 gli interventi, tutti “caratterizzati da urgenza e indifferibilità”.

SODDISFAZIONE MINISTERIALE
Il ministro Costa ha confermato di essere “molto soddisfatto di questo risultato che dimostra che si possono portare avanti politiche di tutela del territorio di qualità in tempi rapidi. Imprimere una forte accelerazione alle procedure che rallentavano i finanziamenti sul dissesto idrogeologico era un mio obiettivo e sono soddisfatto di aver tenuto fede a questa priorità”.

I DETTAGLI DEL PIANO
Tutti gli elementi previsti nel cosiddetto piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale, si trovano sul sito ministeriale (minambiente.it) e forniscono i dettagli in termini di collocazione geografica, numerosità e incisività per quanto riguarda la dotazione finanziaria.

La porzione più ampia dei 263 milioni fissati a livello nazionale è destinata al Piemonte che segna 13 interventi per 34,8 milioni di euro. Sul podio delle più finanziate ci sono anche, quasi appaiate, il Veneto, 34 interventi per 29,9 milioni di euro, e la Lombardia, 23 interventi per 29 milioni. Appena più in basso, a meno di un milione di euro di distanza, si trova la Toscana che registra 25 interventi per 28,3 milioni di euro.

GLI INTERVENTI SICILIANI
All’Isola soltanto 12 interventi che valgono 20,7 milioni di euro, che la piazzano al settimo posto tra le regioni. L’elenco degli interventi isolani comincia con Castroreale, in provincia di Messina, che prevede il completamento del consolidamento del centro abitato della frazione Bafia per 1,3 milioni di euro. Si lavorerà, invece, per il completamento del consolidamento della zona di costone roccioso sovrastante l’intervento di somma urgenza eseguito nel tratto in corrispondenza della via Piedimonte, importo da 1,5 milioni di euro, a Castronuovo di Sicilia, in provincia di Palermo. A Nicosia, nell’ennese, 3,3 milioni per i lavori per consolidare le pendici di Monte S.Elena e via Di Falco, mentre a San Fratello, nell’area peloritana, altri 4,1 mln per alcuni quartieri del centro.

Azioni previste anche a Campofelice di Roccella (1,4 milioni), in provincia di Palermo, per sistemazione idrogeologica e idraulica del versante nord centro abitato e/da Acquacanna, per Roccalumera (3,7 milioni di euro) per i lavori di recupero delle fiumare di Allume e Sciglio, con bonifica dei margini.

Inferiori al milione di euro altri tre interventi nel messinese (Messina, Librizzi e Naso) e superiori al milione altri due a Santa Lucia del Mela. Intervento anche in provincia di Trapani, precisamente 900 mila euro destinati ad Alcamo.


Pubblicata gara per mettere in sicurezza Gallodoro

MESSINA – A Gallodoro, benché siano trascorsi dieci anni, sono ancora profonde le ferite inferte al territorio dalla violenta alluvione che devastò il Messinese nell’ottobre del 2009. In particolare in contrada Landro, il costone di roccia che sovrasta una vasta porzione del centro abitato continua a franare ad ogni pioggia di forte intensità, rappresentando un costante pericolo per l’incolumità dei cittadini e dei fabbricati sottostanti.
L’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretto da Maurizio Croce, ha già avviato le procedure per mettere in sicurezza l’intera area pubblicando la gara per i servizi di ingegneria e la progettazione esecutiva dell’intervento di consolidamento.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate fino al 17 ottobre. La zona già nel 2008 venne classificata come R4, ossia a forte rischio di dissesto idrogeologico, e gli eventi atmosferici ne hanno confermato, nel tempo, la fragilità e l’instabilità del suolo. Per i lavori è già stato stanziato quasi un milione di euro e l’iter per lasciarsi definitivamente alle spalle la paura è finalmente cominciato.

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