“L’utilizzo di elementi relativi alla capacità economico-finanziaria, all’esperienza maturata, all’importo dei lavori precedentemente eseguiti o ad altri elementi relativi alla capacità tecnico-professionale può assumere rilievo nella selezione degli operatori da invitare, ma deve essere valutato in relazione all’oggetto, all’importo e alla complessità dell’affidamento e nel rispetto dei principi di proporzionalità, concorrenza, non discriminazione e accesso al mercato”.
Il promemoria è contenuto all’interno di una interrogazione parlamentare presentata dal Partito Democratico e rivolta al governo Schifani. L’atto, depositato a Palazzo dei Normanni, ha come primo firmatario il deputato Mario Giambona e arriva dopo il caso – portato alla luce dal Qds.it – della manifestazione d’interesse per affidare i lavori di manutenzione di una pista forestale a Bronte.
Questa testata aveva messo in luce come i criteri scelti dall’assessorato all’Agricoltura per selezionare le cinque imprese da invitare alla gara fossero tali da escludere dai giochi le imprese medio-piccole. Una decisione criticata da operatori del settore per via dell’importo dell’appalto che non raggiunge il mezzo milione di euro.
Il Partito Democratico chiede al governo di Schifani di riferire sulle indicazioni date in questi anni ai dipartimenti. Sullo sfondo rimane il codice degli appalti che dal 2023 ha stabilito che le imprese da invitare debbano essere scelte dai funzionari e non tramite il sorteggio, a meno di casi eccezionali.
Tra responsabilità e discrezionalità
“La disciplina delle procedure negoziate attribuisce alle stazioni appaltanti una significativa responsabilità nella preventiva definizione dei criteri attraverso i quali, qualora le manifestazioni di interesse o gli operatori iscritti negli elenchi siano in numero superiore a quello degli operatori da invitare, vengono individuati i soggetti ammessi alla successiva fase competitiva”.
Il riferimento di Giambona va alla scelta della Regione di indire una manifestazione d’interesse per delimitare il campo delle imprese da invitare. Si tratta di una procedura prevista dal codice degli appalti e implica che le aziende che vorrebbero effettuare un lavoro si facciano avanti. Raccolte le candidature la stazione appaltante può decidere di invitare tutte le ditte a fare un’offerta oppure, come accadrà nel caso della pista forestale di Bronte, individuare tra esse quelle a cui recapitare la lettera d’invito.
La discussa introduzione di nuovi criteri
La manifestazione d’interesse per la pista che ricade nel Parco dei Nebrodi scadeva il 9 ottobre. Nell’avviso pubblico erano stati inseriti i criteri con cui sarebbe stilata la graduatoria utile a scremare le candidature. In particolare si assegnerà un punteggio maggiore a quelle aziende che abbiano già eseguito per la Regione interventi simili e che hanno un fatturato di oltre cinque milioni.
Il rischio per molti è di favorire i big del settore anche in un appalto dall’importo modesto. “Il tessuto produttivo della Sicilia è caratterizzato dalla presenza di un elevato numero di micro, piccole e medie imprese operanti nel settore delle costruzioni e dei lavori pubblici – si legge nell’interrogazione – Nelle procedure negoziate, le modalità di selezione assumono particolare rilevanza ai fini dell’effettivo accesso al mercato per le micro, piccole e medie imprese siciliane, che possono possedere i requisiti necessari per eseguire i lavori e, tuttavia, non accedere alla fase competitiva qualora vengano utilizzati criteri di selezione ulteriori eccessivamente restrittivi o non adeguatamente correlati alle caratteristiche dello specifico affidamento”.
Nel testo si fa riferimento anche all’Autorità Anticorruzione (Anac), che in materia di gare a inviti ha sottolineato “la necessità di distinguere tra requisiti necessari per la partecipazione e criteri utilizzati per la selezione degli operatori da invitare, richiedendo che questi ultimi siano effettivamente pertinenti rispetto all’oggetto dell’affidamento e non si traducano in un’ingiustificata restrizione della platea dei potenziali concorrenti”.
Le richieste al Governo
Il Pd afferma di avere ricevuto numerose segnalazioni di gare in cui la selezione delle imprese da invitare sarebbe avvenuta sulla scia di criteri troppo stringenti. “Appare opportuno acquisire dal governo un quadro complessivo delle modalità con cui le strutture regionali aventi funzione di stazione appaltante disciplinano e applicano la selezione degli operatori economici nelle procedure negoziate sotto soglia”.
Nell’elenco di richieste fatte alla giunta Schifani c’è anche quella di fornire una mappatura della gestione degli appalti da quando è entrato in vigore il nuovo codice. “Sapere se siano disponibili dati relativi agli ultimi tre anni sulle procedure negoziate per lavori gestite dalle strutture regionali, con indicazione, per quanto disponibile, del numero delle manifestazioni di interesse ricevute, degli operatori invitati, dei criteri utilizzati per la selezione, degli operatori che hanno presentato offerta e dell’esito delle procedure”.
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