Imparare dal Giappone sul fronte delle infrastrutture, della gestione del rischio sismico e dello sviluppo di tecnologie innovative per il territorio. C’è anche questa volontà, oltre a quella di rafforzare il rapporto tra Italia e Giappone in senso strategico, nella missione dei vertici di Anas in territorio nipponico che si conclude oggi e ha visto impegnati l’ad Claudio Andrea Gemme, il CFO e CEO Office Giovanni Borromeo e il responsabile Struttura territoriale Veneto e Friuli Ettore de la Grennelais. Il confronto non ha escluso la Sicilia, terra al centro del dibattito infrastrutturale italiano non solo per gli interventi per la riduzione dei rischi legati alla fragilità territoriale e alla vulnerabilità ai terremoti di forte entità ma anche in vista della futura realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.
Due ponti, due contesti: dallo Stretto al Giappone, il confronto di Anas
A sottolineare l’importanza del confronto con il Giappone è stato in primis l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme: “Innovazione tecnologica, digitalizzazione e prevenzione dei rischi naturali sono ambiti strategici sui quali dobbiamo continuare a investire, mettendo al centro la sicurezza delle persone, dei lavoratori e delle infrastrutture”. “Il nostro obiettivo – prosegue – è favorire lo scambio di esperienze e individuare nuove opportunità di cooperazione, per rendere le reti stradali sempre più sicure, efficienti e resilienti di fronte alle sfide del cambiamento climatico“.
Il team Anas in Giappone ha avuto modo di osservare da vicino un modello unico, il ponte di Akashi Kaikyō. Si tratta del secondo ponte sospeso più lungo del mondo ed è noto soprattutto per la capacità dichiarata di resistere a terremoti fino alla magnitudo 8.5 della scala Richter. Un livello di prevenzione antisismica tra i più alti e moderni al mondo, che di certo può essere un importante riferimento in vista della creazione del collegamento stabile tra Sicilia e Catania.
“L’esperienza giapponese costituisce un importante termine di confronto per il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, che prevede una campata centrale di 3.300 metri e un collegamento stradale e ferroviario. Pur nella diversità delle due opere e dei rispettivi contesti, il confronto riguarda la gestione dell’intero ciclo di vita dell’infrastruttura e la prevenzione dei rischi sismici e ambientali. Emblematico il caso dell’Akashi: il terremoto di Kōbe del 1995, durante la costruzione, provocò uno spostamento delle torri, portando la campata centrale dai 1.990 metri previsti agli attuali 1.991 metri”, si legge in una nota.
L’attenzione alle sfide del cambiamento climatico
Non si guarda al modello giapponese solamente per la resistenza sismica. C’è un’ingegneria, nel 2026, che guarda all’ecologia e alla sfida di innovare le infrastrutture mantenendo comunque attivi nel contrasto ai cambiamenti climatici. E anche qui l’esempio nipponico può tornare utile. La missione Anas, su questo fronte, ha previsto incontri istituzionali e approfondimenti tecnici specifici.
Con il supporto dell’Ambasciata italiana a Tokyo, l’ad Gemme ha incontrato Kenta Aoshima, viceministro del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo (MLIT), per confrontarsi sui temi della sicurezza delle infrastrutture, del dissesto idrogeologico e delle calamità naturali. Temi di profonda rilevanza per tutto il territorio nazionale, ma soprattutto per la bella ma fragile Sicilia.
L’Anas ha partecipato anche come keynote speaker al Simposio internazionale “Interpraevent26” di Sapporo, presentando la propria esperienza nella gestione delle infrastrutture strategiche esposte ai rischi climatici. Il programma ha incluso anche una visita alla grande frana di Yui a Shizuoka, alle opere di difesa in fase di costruzione da parte del Ministero delle Infrastrutture giapponese e al relativo centro di monitoraggio.
La delegazione Anas ha approfondito anche il ruolo della tecnologia nei cantieri infrastrutturali in Giappone, senza trascurare l’impatto dell’automazione industriale e dell’intelligenza artificiale, venendo a contatto una serie di incontri con importanti realtà industriali giapponesi.
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