Stop alle allerte meteo. Secondo le previsioni meteo di giovedì 30 luglio 2026, in Sicilia torna il sole (seppur con qualche nuvola residua nelle zone centro-meridionali dell’Isola) e, a breve, è attesa la quarta ondata di caldo estremo della stagione. Con la speranza che, questa volta, non si ripropongano le stesse situazioni d’emergenza delle ultime settimane tra incendi, blackout e disservizi idrici.
Sicilia, le previsioni meteo di giovedì 30 luglio 2026
Il bollettino odierno della Protezione civile, per il 30 luglio, non prevede precipitazioni o fenomeni avversi. Gli esperti segnalano “valori massimi elevati su tutta l’Isola”, con temperature massime che dovrebbero aggirarsi tra i 30 e i 34 gradi. Per quanto riguarda gli incendi, tutta la Sicilia è in stato di preallerta (allerta arancione). Il livello di pericolosità – secondo l’avviso della Protezione civile – sarà medio per le province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo e Ragusa; basso per Siracusa e Trapani.
Previste ondate di calore di livello 1 a Catania, Messina e Palermo. Nel capoluogo regionale il prossimo 31 luglio il livello di allerta per il caldo salirà a 2.
La quarta ondata di calore
Dopo una breve tregua, il caldo estremo si prepara a tornare protagonista delle giornate estive in Sicilia e nel resto d’Italia. Nel weekend in arrivo un nuovo anticiclone nordafricano arriverà soprattutto al Centro-Nord, con picchi di 40-41 gradi in diverse città tra Toscana e Lazio (e non solo). Secondo gli esperti de IlMeteo.it, l’ondata di calore continuerà almeno fino al 6-7 agosto.
L’Isola alle prese con i danni degli incendi
La notizia del ritorno delle alte temperature – ammesso che se ne siano mai del tutto andate – preoccupa molto i siciliani, che hanno ancora davanti agli occhi le conseguenze dell’ultima ondata di caldo e degli incendi che hanno devastato interi territori, provocando anche disservizi elettrici e idrici per diverse comunità. Per l’accaduto, la Regione Siciliana ha già stanziato i primi 25 milioni di euro per permettere i primi interventi nei territori maggiormente colpiti dai roghi.
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