Home » Infrastrutture » Privatizzazione SAC, 10 player in campo. Trantino: “Unica via per lo sviluppo dell’aeroporto”

Privatizzazione SAC, 10 player in campo. Trantino: “Unica via per lo sviluppo dell’aeroporto”

Privatizzazione SAC, 10 player in campo. Trantino: “Unica via per lo sviluppo dell’aeroporto”
L’incontro sul futuro della SAC. Foto di Chiara Borzì

Nico Torrisi (Ad SAC): “Previsto un piano di investimenti di oltre un miliardo, ci saranno molte opportunità per tutta la Sicilia”

Entra ufficialmente nel vivo il processo di apertura al capitale privato della SAC, la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso. Una svolta strategica per il polo del Sud-Est siciliano che trova conferma nei numeri e nel peso specifico dei soggetti ammessi alla fase due della procedura, resi noti ufficialmente dalla presidente della SAC, Anna Quattrone al termine del consiglio di amministrazione convocato alla Camera di Commercio del Sud-Est.

Alla manifestazione d’interesse hanno aderito 14 player, ma dieci potranno presentare un’offerta che, nella seconda fase, non sarà ancora vincolante.

Privatizzazione SAC, i player in campo

La mappa dei concorrenti vede schierati gruppi primari italiani affiancati dai player internazionali. A contendersi il pacchetto azionario dello scalo etneo e di quello ibleo saranno le italiane Mundys, SAVE e 2i Aeroporti, la società olandese Royal Schiphol Group gestrice dello scalo di Amsterdam, il colosso francese Vinci Airports, la britannica MAG Overseas Investment legata all’aeroporto di Manchester, l’italo-argentina Corporación América Airports, il gigante indiano Adani Airport Holdings, la statale Oman Airports Management Company e il fondo infrastrutturale australiano Macquarie European Infrastructure Fund.

Ad aprire il dettaglio sulle garanzie industriali e sulle prossime tappe della gara è stato l’amministratore delegato della SAC, Nico Torrisi: “Siamo molto soddisfatti del livello dimensionale e dell’interesse mostrato da questi grandi player internazionali. Non solo sono previste le massime garanzie sui livelli occupazionali attuali, ma con un piano di investimenti di oltre un miliardo ci saranno molte più opportunità di lavoro e di sviluppo per l’intera Sicilia. In più, la manifestazione d’interesse riguarda la SAC nella sua interezza, garantendo investimenti strategici e il pieno sviluppo sia per l’aeroporto di Catania che per quello di Comiso”.

Torrisi ha inoltre precisato che nei prossimi giorni a Roma si aprirà la data room per consentire ai 10 player di esaminare la documentazione, formulare eventuali integrazioni al piano e presentare una prima offerta non vincolante, prima del passaggio finale riservato a cinque soggetti selezionati.

Sindaco Trantino: “Sviluppo possibile solo privatizzando”

Nel dibattito politico e istituzionale sulle obiezioni mosse al percorso di vendita è intervenuto con fermezza il commissario della Camera di Commercio del Sudest, Antonio Belcuore. “Questa assemblea dei soci non si è discostata di un rigo dal verbale del 25 novembre 2019 con cui la presidenza Agen approvava all’unanimità, l’immediato avvio del sistema di privatizzazione, aprendo al miglior partner privato e al miglior prezzo guardando alla base industriale”, ha detto.

A chiudere il cerchio a sostegno dell’operazione e a garanzia della trasparenza sul valore economico della società è stato anche il sindaco di Catania, Enrico Trantino: “Lo sviluppo dell’aeroporto si può fare solo privatizzando. SAC ha un utile di esercizio di circa 8 milioni all’anno, ma la somma da investire per accelerare la crescita si aggira intorno al miliardo di euro. È chiaro che non sarà mai bancabile per ottenere le risorse necessarie con la sola gestione pubblica – ha dichiarato -. Fino a quando non mi dimostrano con fatti concreti che ci sono controindicazioni alla privatizzazione, in un contesto in cui tutti i più importanti scali del mondo sono gestiti da privati, ritengo che ci sia solo una preoccupazione infondata e un pregiudizio ideologico contro questa operazione. Con i nostri consulenti e giuristi stiamo creando una vera e propria cortina di salvaguardia del socio pubblico, garantendoci poteri di controllo sulla governance a tutela del territorio a prescindere dal pacchetto azionario finale”.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram